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Il Genio e la grande Bellezza. (2)

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di Domenico Musco
Chiaia di Luna. Tramonto

 .

Finalmente si comincia a delineare con una certa chiarezza la situazione geologica e normativa di Chiaia di Luna e, per estensione, di Ponza tutta, mentre sembrano essersi finalmente placati i sommovimenti tellurici di qualche lettore di Ponza racconta
Di ben altra natura e spessore ciò che scrive il cancelliere Nino Baglio, che ha vissuto in prima persona, in virtù del suo lavoro, la vicenda della disgrazia di Chiaia.

E proprio dopo aver letto il testo di Nino, mi appare chiaro che l’unica soluzione percorribile sia quella di mettere insieme quei Comuni – sia isolani che continentali – che condividono le stesse problematiche di rischio idrogeologico.
Sotto l’egida dell’A.N.C.I. (Associazione  Nazionale Comuni Italiani) si dovrà tentare di far modificare il concetto di “responsabilità” che, in seguito alla  sentenza emessa per la disgrazia di Chiaia, ricade esclusivamente sulla spalle dei sindaci, per attribuirla invece personalmente a chi decide di oltrepassare una zona sottoposta a divieto assoluto.

Aggiungo inoltre che, una volta che il lavoro di messa in sicurezza di un determinato sito sia terminato, la responsabilità inerente al principio della invalicabilità debba essere assunta da chi ha formulato il progetto e da chi lo ha eseguito.

C’è un altro aspetto della questione che desidero sottolineare: in base alla sentenza, confermata in appello, la responsabilità è sempre e comunque del sindaco e del tecnico di turno. Viene spontaneo chiedersi: Perché il Comune non si è opposto in Appello? Forse perché il problema era sorto sotto una passata amministrazione?
Perché non c’è continuità e nessun filo conduttore che unisca le azioni del passato con quelle del presente?

Divieto di accesso disposto dal Comune

Un divieto di accesso disposto dal Comune

Quindi riuniamo i fili sparsi e concludiamo. Ci troviamo nella situazione in cui non ci può essere nulla di invalicabile per chi decida di superare una determinata barriera: né uno steccato con rete e cartelli di avvertimento, né come ha detto per iperbole l’amico Cancelliere, dei ‘cavalli di frisia’…

Con la legislazione in vigore, solo il Comune è responsabile del controllo delle barriere poste per interdire l’accesso a quei luoghi considerati pericolosi e di conseguenza siamo al punto di partenza.

Frontone e panorama
E’ quindi importante, prima di intraprendere i lavori di messa in sicurezza a Frontone o dovunque si decida di spendere i soldi della comunità, affrontare e risolvere l’annoso problema del principio di invalicabilità, che come abbiamo visto, è il nocciolo della questione.

Faccio un esempio: immaginiamo i lavori di messa in sicurezza a Frontone ultimati con successo; servizi igienici non ce ne sono e un turista (o un isolano, è lo stesso) supera la barriera per soddisfare un bisogno fisiologico… Ammettiamo anche che ci sia un vigile addetto alla sorveglianza e che si sia distratto per un momento al passaggio di una bella ragazza… Cade una pietra e il malcapitato subisce un danno grave mentre fa la pipì… L’esempio può anche far ridere ma è un evento che può verosimilmente accadere: che Frontone prenda il posto di Chiaia nella storia infinita di aperture, chiusure e mal riposte spese di fondi pubblici.

E allora, se non si vince la battaglia del cambio di legislazione è inutile spendere soldi perché, come dice l’amico Nino, è meglio lasciare che la Natura – terremoti, maremoti vulcani, frane – faccia il suo corso.

 

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1 commento per Il Genio e la grande Bellezza. (2)

  • vincenzo

    -Perché il Comune non si è opposto in Appello? Forse perché il problema era sorto sotto una passata amministrazione?
    – Non era questa amministrazione che non si è opposta. Questa amministrazione si è trovata con le sentenze in mano: quella penale e quella civile.

    La responsabilità è sempre e comunque del sindaco e del tecnico di turno?
    – Frontone non è come Chiaia di Luna perché i lavori sono stati approvati dalla Autorità di Bacino e saranno eseguiti dalla Regione. Quindi si passa da zona rossa a zona bianca con il “timbro” di queste autorità pubbliche, che deresponsabilizzano il Comune.

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