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Il sapore della festa: Santa Lucia (1)

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di Rosanna Conte

Santa Lucia.1

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Il 13 dicembre ricorre la festa di Santa Lucia, santa molto venerata dai cristiani fin dal IV secolo, subito dopo la sua morte.
L’iconografia classica la raffigura con la palma, simbolo del martirio, ed una pàtera in cui sono due occhi. La sua immagine si può ritrovare anche senza la palma, ma senza il piattino con gli occhi no, mai.

Santa Lucia

I devoti sanno che quegli occhi stanno a ricordare che la giovane santa se li era cavati da sola per sembrare più brutta o per non vedere le brutture che la circondavano; oppure glieli avevano cavati i suoi torturatori. In realtà nulla di ciò è riscontrabile nei pochi documenti che ci sono pervenuti.

Lucia è vissuta a cavallo fra il III e il IV secolo (283-304), sotto l’imperatore Diocleziano.
Apparteneva ad una famiglia aristocratica e rimase orfana di padre ancora bambina; sua madre, Eutichia, si prese cura di lei e del patrimonio, riuscendo a mantenere il livello di benessere a cui erano abituate.
Cristiana come la madre, Lucia era stata promessa sposa ad un giovane pagano. Erano, quelli, tempi duri per i fedeli di Cristo e ambedue professavano la loro fede in segreto. Purtroppo Eutichia si ammalò e inutilmente spese ingenti somme di denaro per guarire, perciò decise di andare, accompagnata dalla figlia, in pellegrinaggio con altri siracusani sulla tomba di sant’Agata, la giovane diaconessa martirizzata nel 251 a Catania, per chiedere la grazia.

s.agata

Durante la preghiera sulla tomba della martire, Lucia si addormentò e sognò che la santa le diceva: – Lucia, perché chiedi a me ciò che puoi ottenere tu per tua madre?
Al risveglio trovò sua madre guarita e, come voto fatto o per ringraziamento, Lucia prese la decisione di non sposare più il promesso sposo, di vendere tutto il suo patrimonio e donare il ricavato ai poveri.
La madre non avrebbe voluto, prevedendo le difficoltà a cui sarebbero andate incontro, ma alla fine cedette al volere della figlia. Il promesso sposo, che si vedeva privato del futuro patrimonio, invece, denunciò subito Lucia come cristiana e iniziò il processo che vide la ragazza condannata alla prostituzione forzata. Qui iniziano i miracoli che, con lievi sfumature, restano nell’agiografia della santa.

Santa Lucia tirata dai buoi

Lorenzo Lotto (1532). Particolare dalla pala di Santa Lucia (S. Lucia tirata da otto paia di buoi). Pinacoteca civica di Jesi

Lucia diventa pesante come un macigno e decine di uomini, o la coppia di buoi che doveva tirare il carro, non riescono a spostarla; viene allora condannata ad essere bruciata, ma il fuoco non la tocca; infine, quando ormai il magistrato, l’arconte Pascasio, sta per perdere tutta la sua credibilità, viene decapitata con la spada, o le viene recisa la iugulare con una pugnalata nel collo. Gli occhi non le vengono cavati.
Probabilmente è il suo nome che ha creato il collegamento con la vista e, metaforicamente, il suo martirio e la sua fede l’hanno resa portatrice di luce per lo spirito.

La data del 13 dicembre è quella della sua morte, ma è anche, secondo il calendario giuliano allora in vigore, il giorno del solstizio d’inverno, il giorno in cui nell’emisfero settentrionale ci sono il giorno più breve e la notte più lunga dell’anno. Nei paesi nordici questo giorno veniva chiamato yule e si festeggiava con una veglia notturna attorno ai falò che iniziava al tramonto del giorno 12 e si concludeva al tramonto del 13 dicembre. La festa era chiamata Yuletide.

In Svezia Santa Lucia rappresenta il ringraziamento per il ritorno del sole, e per questo la Santa è soprannominata Regina della Luce e il giorno 13 dicembre è chiamato Festival della Luce.
La coincidenza della festa della santa col solstizio si è persa quando fu introdotto il calendario gregoriano, che usiamo ancora oggi.
Nel 1582, il papa Gregorio XIII, con la bolla Inter gravissimas, diede una svolta ai problemi di datazione, specie per le opere agricole, dovuti allo slittamento fra il calendario giuliano (detto così perché stabilito da Giulio Cesare nel 46 a.C.) e l’anno solare(1).
Da allora, il giorno del solstizio è il 21 dicembre, ma la Yuletide ha continuato a svolgersi fra il 12 e il 13 dicembre, perché ormai era quello il giorno in cui per millenni si era festeggiata la giovane santa che, col suo nome, rimandava alla luce divina che si rinnova con l’inizio del nuovo percorso del sole.

Nel Medioevo, nella regione del Varmland, a sud ovest della Svezia, si diffuse l’usanza, nella notte fra il 12 e il 13, di vestire una fanciulla di bianco, di cingerle il capo con una corona di mirtilli rossi con delle candele accese, e di affidarle il compito dil svegliare i dormienti con una coppa di malvasia: bisognava che tutti fossero svegli a controllare che il sole risorgesse la mattina del 13.

luciadag

Così, oggi, in tutta la Svezia, la mattina del 13, la più grande delle fanciulle di casa indossa la tunica bianca con una cintura rossa, va a svegliare i genitori portando loro la tipica colazione di Santa Lucia: biscotti fatti con zenzero, caffè e paste di pane allo zafferano e uvetta.

corteo in casa 1

panini allo zafferano

Dietro di lei sfilano gli altri bambini della casa, sempre con le candele in testa oppure con un cappello a cono su cui sono state incollate delle stelline, ed in coro cantano Luciasangen, un riadattamento svedese della nostra canzone napoletana ottocentesca “Santa Lucia”.

 

 

Fino a mezzogiorno si susseguono canti e balli; infine si va tutti in chiesa per la celebrazione religiosa. Al termine la corona di foglie viene buttata nel camino e viene allestito un pranzo a base di arrosti, dolcetti speziati e birra.

La diffusione di questa tradizione in tutta la Svezia è più recente. Essa si è radicata dal 1927 quando fu bandito il concorso della “Lucia di Svezia” con l’elezione di una ragazza bella e di solidi principi morali che avrebbe dovuto raccogliere doni da distribuire ai poveri.

cerimonia in chiesa

Lucia di Svezia

Il concorso ebbe un successo clamoroso e la figura della “Lucia” è diventata simbolo stesso della Svezia.
Dal 1970, ogni anno, la “Lucia di Svezia” insieme a due ancelle va a Siracusa per la settimana svedese che si svolge negli otto giorni successivi alla festa.
Dal 13 al 20 dicembre, secondo le forme del gemellaggio, si svolgono incontri e seminari su tematiche che illustrano aspetti della cultura svedese. Il 20, la grande statua d’argento di Santa Lucia, che il tredici era stata portata nella basilica di S. Lucia al Sepolcro, torna nella Cattedrale in processione scortata anche dalle Lucie svedesi.

Statua s L

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Nota
(1) – Il calendario giuliano è un calendario solare, cioè basato sul ciclo delle stagioni. Fu elaborato dall’astronomo Sosigene di Alessandria e promulgato da Giulio Cesare (da cui prende il nome), nella sua qualità di pontefice massimo, nell’anno 46 a.C.
In esso la durata dell’anno solare lasciava sempre una frazione di giorno (durava, infatti, 365 giorni e un quarto) per cui i romani aggiungevano un giorno a febbraio ogni 4 anni (anno bisestile).
Per quanto preciso, esso presentava uno scarto di 11 minuti e 14 secondi che, col passare dei secoli, faceva spostare un giorno all’indietro ogni 128 anni circa. Il fenomeno era conosciuto dagli astronomi, ma non dai contadini per i quali lo scompenso fra il tradizionale calendario della lavorazione dei campi ed il reale moto astronomico poteva creare problemi.
Per questo Papa Gregorio XIII nel 1582 introdusse il nuovo calendario che riduceva l’errore a soli 26 secondi (un giorno ogni 3.323 anni circa).
Alcune Chiese facenti parte della Chiesa ortodossa tuttora usano il calendario giuliano come proprio calendario liturgico. Il calendario giuliano è anche alla base del calendario berbero tradizionale del Nordafrica.

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[Il sapore deella festa: Santa Lucia (1) – Continua]

 

 

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