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Paesaggi Fornesi. ‘Satori’ a Cala Cecata

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di Giuseppe Mazzella
Cala Cecata. Ammar'

 .

Forse il toponimo deriva da una vecchia cieca che aveva casa nella cala. Ma non è detto.
Oggi quello che impressiona di più è il folgorante bagliore della roccia bianca di bentonite che veramente acceca. Nonostante i guasti della vecchia miniera che ha scavato cunicoli e abbattuto una parte dell’antico acquedotto romano, la cala conserva un fascino antico, fuori dal tempo. Anche nei giorni velati le scogliere emanano un bagliore che stempera l’azzurro del mare e del cielo.
Per una sorta di effetto assorbente, la roccia che varia dai bianchi caolini, al tufo e alla bentonite porosa, non lascia passare il suono, quasi lo imprigionasse. Le stesse voci dei bagnanti e dei bambini al solito vivaci appaiono stemperate in quell’atmosfera sospesa.
Un silenzio quasi surreale che intriga e favorisce un vero relax.

Cala Cecata. Da ancora più in alto

 

Cala Cecata. Dall'alto

 

Cala Cecata. Scogl. livello mare

 

Cala Cecata. Scorcio livello mare

La cala non ha spiaggia, solo roccia, spuntoni, grossi massi che le reiterate frane hanno spinto fin giù al mare e che ora si modellano con l’onda.
Qua e là piccoli invasi dove l’acqua si cristallizza in sale.
I pochi bagnanti, sempre un numero ridottissimo che si sottopone ad un impegnativo e ripido percorso a perpendicolo sulla cala, vivono trasognati la loro giornata di mare.
Non ci sono motoscafi, che non possono avvicinarsi a causa del basso fondo; c’è qualche canoa sonnolenta che appare come un grosso pesce spiaggiato; non ci sono ristoranti, con il loro inevitabile carico di rumori. C’è solo pace, silenzio, un’atmosfera ovattata che favorisce la meditazione e per i più fortunati anche l’illuminazione (*).
In tutto quel biancore l’anima per un breve periodo sembra fondersi con le rocce, con l’onda che lambisce monotona, con la rada vegetazione che appare ammiccare timida dai costoni.
Poche ore di vera pace che danno alla vacanza il senso di un antico rito ormai quasi dimenticato.

Cala Cecata. Ultimi bagnanti

 

Cala Cecata. Materassino

 

Cala Cecata. Scalinata

 

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 (*) – L’illuminazione è detta “satori” nella pratica del buddismo zen (dal giapponese satoru, “rendersi conto”); indica una esperienza di “risveglio” in senso spirituale, nel quale non ci sarebbe più alcuna differenza tra colui che si “rende conto” e l’oggetto dell’osservazione (NdR).

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