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Venne il ponente

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di Francesco De Luca (Franco)
Disegno di Tullio Pericoli

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È venuto il vento che da lontano, dal mare ove si rintana il sole, prende avvio.

Un improvviso scroscio d’acqua lo ha anticipato e poi è venuto il ponente.

Le prime ad incresparsi di un leggero bianco sono state “i scuglietelle”, e dal porto correvano le onde, affannose, come a chi prima arrivasse al continente.

Ma intanto gli ormeggi dei gozzi al Mamozio vengono rinforzati, perché lì è un intrupparsi continuo, a causa dell’esiguo posto. E la persiana dell’asilo Ciro Piro sbatte perché manca il fermo, e sui superbi alberi accanto alla chiesa, il sibilo è forte.

“Io ho quasi paura “ – confessa la signora – “Il mio terrazzo è proprio sul mare e quando  il vento e il mare gareggiano a chi più domina sull’isola, ho quasi paura. Sto a Le Forna e chiunque viene ammira la posizione della mia casa, ma talvolta mi prende il timore”.

Così è. L’isola è lodata e goduta nel tempo che il sole va a braccetto col mare ma quando gli agenti meteo bisticciano fra di loro il ponzese tocca con mano la forza bruta della natura.

Qualcosa ne sa Gennaro che osserva le agitate acque della conca del porto, con occhio torvo. Ancora ricorda quando gli ormeggi della sua barca da pesca non tennero. Sono passati due anni. Come un toro in collera la sua “Angelina” ruppe le corde. Soltanto l’ancora la reggeva ma non le impedì  di gettarsi sulla barca a fianco, e poi su quell’altra, rompendo la sua murata e rovinando quelle intruppate.

Oggi Gennaro guarda i movimenti e soppesa anche gli sviluppi che nel corso della giornata si avranno.

Come la mamma che al piccolo impone anche il giubbotto. L’autunno è alle porte e non c’è freddo, ma la donna costringe Silverio ad indossare il giubbotto perché nel pomeriggio, da ritorno da scuola, il vento avrà raffreddato di più l’aria.

La vita a Ponza ha un sussulto di trepidazione quando è il ponente a dettar legge.

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Nota
In copertina, un’opera di Tullio Pericoli

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