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Un Centro per Anziani a Ponza

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di Giuseppe Mazzella
Centro Anziani

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L’idea non è mia. E’ maturata in anni di colloqui con alcuni amici e parenti emigrati negli Stati Uniti d’America, che hanno fatto fortuna.
Al colmo del successo e, purtroppo, ormai in età, hanno manifestato l’idea di dotare Ponza di una struttura di accoglienza per anziani aperta agli isolani e a chiunque decida di trascorrere un periodo più o meno lungo nell’isola. E’ del tutto evidente che nelle accorate conversazioni che ho tenuto con loro da almeno venti anni, ogni loro ritorno coincideva con un appello sempre più fievole e sfiduciato, specie quando qualcuno aveva fatto acquisti immobiliari importanti e avviato le relative pratiche, senza ottenere alcun risultato.

In relazione alla grave crisi che ha colpito non solo l’Italia, Ponza si trova ad essere particolarmente svantaggiata.
Vivendo prevalentemente di turismo ed essendosi ridotto il periodo di frequentazione, è necessario trovare altre soluzioni economiche per supportare i lunghi, improduttivi e deprimenti mesi invernali.
Nel clima di recessione l’edilizia è praticamente ferma, la pesca, a causa delle sempre più limitanti restrizioni legislative sopravvive appena, il commercio è sempre più asfittico.
Non rimane granché, se escludiamo i pochi impiegati e alcuni professionisti anche per i quali non sono tutte rose e fiori.

Nel 2008, in occasione della mostra storico-iconografica “Ri-conoscere Ponza”, lanciai nella relativa conferenza stampa di inaugurazione un appello per creare una struttura di accoglienza anziani a Ponza. Una struttura che potesse ospitare gli isolani, ma anche i Ponzesi di ritorno, intenzionati a trascorrere gli ultimi anni della loro vita sullo scoglio avito. Una struttura aperta anche all’esterno, a quanti vogliano trascorrere qui un periodo nell’isola. Tutti sappiamo quanto tristi sono alcune delle strutture per anziani esistenti nella nostra Regione e quanto appetibile potrebbe essere per gli stessi trasferirsi da noi, magari teatro di loro antichi ricordi di gioventù. Ne parlai anche con un importante addetto ai lavori che ha casa a Ponza da quarant’anni e che amerebbe impegnarsi economicamente in questa direzione.

Poi le vicende politiche, il commissariamento, la nuova Amministrazione hanno messo in sordina la proposta. Che ripeto, rivolgendomi non solo ai privati, ma anche alla attuale Amministrazione.
Non possiamo permetterci di stare un altro intero autunno-inverno aspettando l’estate. Bisogna proporre/fare qualcosa.
E l’ipotesi struttura di accoglienza potrebbe sinergicamente supportare la dotazione sanitaria che appare sempre più precaria, creare posti di lavoro, dotare Ponza di una nuova attività in grado di dare un po’ di respiro alle condizioni difficili dei vecchi che sono sull’isola sempre più numerosi.
Un centro di accoglienza anziani rappresenterebbe una occasione di lavoro per tutti gli isolani.
Dove realizzare questa struttura?
Le ipotesi possono essere molteplici: costruirla ex-novo con la sinergia privato-pubblico; utilizzare a somiglianza dell’albergo diffuso strutture vicine già esistenti; utilizzare strutture attualmente non utilizzate come la Villa delle Tortore o una parte dei terreni ex S.A.M.I.P.
Ai tecnici le soluzioni più idonee, alla politica la conduzione dell’opera, ai privati la partecipazione attiva.

Considerando che Ventotene dispone di una piccola struttura che ospita se non vado errato poco più di dieci persone, dotando l’isola di una struttura socialmente utile per quella piccola comunità, per Ponza se ne può  immaginare una con almeno ottanta posti letto.
Una struttura che darebbe legittimo guadagno a chi vorrà impegnarsi economicamente e all’Amministrazione un importante titolo di merito.
In questo processo non sottovaluterei la forza della nostalgia dei nostri conterranei emigrati, la cui attrazione verso Ponza non solo non si è mai spenta, ma anzi è esaltata proprio dal desiderio e dalla lontananza.

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