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Ritratti fornesi. Cleto Lacedelli, da Cortina a Cala Feola

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di Giuseppe Mazzella    

Cleto Lacedelli a Cala Feola

 .

– Per anni ero andato in  vacanza a Ventotene. Era la metà degli anni settanta. Ignoravo che a poche miglia da lì esisteva un’altra isola, più grande. Un giorno, vedendola sul filo dell’orizzonte, chiesi quale fosse e immediatamente partii con un aliscafo che in quegli anni la collegava. Da allora non solo sono a Ponza per alcuni mesi all’anno, ma non ho desiderato andare più da nessuna parte.

Così racconta la sua esperienza isolana Cleto Lacedelli, che dal 1979 ha anche casa a Cala Feola.
– E dire che ho girato non poco: Filippine, Madagascar, Indonesia, isole Egee, Sardegna… ma Ponza, o meglio, Cala Feola, è tutta un’altra cosa!

Cleto è originario di Cortina d’Ampezzo, dove ha fatto il tipografo in una importante industria di cartoline fino alla pensione; poi si è occupato di sci, collaborando per 19 anni con la scuola azzurra. Nei mesi invernali le piste innevate sono per lui una necessità imprescindibile ed è solo per questo che lascia l’isola, per ritornarvi a maggio e giugno e ancora a settembre e ottobre. – Luglio e agosto li trascorro a Cortina, perché Ponza è troppo affollata – sottolinea.

Cortina d'Ampezzo.Neve

– Sono oltre trentacinque anni che conosci e frequenti Ponza, cosa trovi di cambiato – gli domando.
Quando nel 1979 comprai casa a Le Forna, a Cala Feola, la strada che vi porta era ancora bianca e doveva essere asfaltata. I terrazzamenti erano in gran parte coltivati. Da allora, forse grazie all’afflusso turistico sempre più intenso, nessuno ha più coltivato la terra. Ed è un peccato. Era quello dei miei primi anni a Cala Feola, un turismo più stanziale. Le vacanze si allungavano per più settimane. Adesso mi sembra di assistere ad un turismo “mordi e fuggi” che, lo posso testimoniare, non permette di immergersi e di godere della grande bellezza di quest’isola.

– Cosa trova di tanto affascinante uno che proviene da un paese rinomatissimo di montagna – gli chiedo ancora.
– Tutto. Anche la Sardegna ha un mare splendido e rocce di ogni forma e colore, ma Ponza e Palmarola sono un concentrato di bellezza. Ogni pochi metri cambia lo spettacolo sia a terra che a mare.

– Puoi dirlo con cognizione di causa…
– Sì, per anni ho collaborato con il Diving di Giorgio Hirt, originario tedesco. La sua attività era giù la spiaggia di Cala Feola. Con lui ho potuto prendere ben tre brevetti. Io che amavo fino ad allora immergermi in apnea, presi a farlo con le bombole. Lo spettacolo che si presentava ogni giorno ai miei occhi era veramente straordinario. I fondali di Ponza e di Palmarola per trasparenza e per varietà credo siano unici al mondo. Una cosa indescrivibile!

– E quindi decidesti di comprare casa vicino a quella più famosa detta del “munaciello”.
– Sì, sono a poche decine di metri da quella abitazione che un tempo era di proprietà di una coppia di tedeschi, con cui non ebbi difficoltà a fare amicizia. Come del resto con la maggior parte dei fornesi che, quando incontro nelle mie lunghe passeggiate, mi salutano e mi chiedono curiosi ogni tipo di informazione su di me e su quello che faccio. Io rispondo con piacere, perché evidentemente uno “di montagna” che con ogni tempo fa passeggiate di ore, desta senz’altro curiosità.

– Hai casa vicino a quella detta del “munaciello” – lo interrompo.
– Sì, dicevo che i proprietari tedeschi – ora mi pare sia passata in proprietà ad una famiglia di Vicenza – erano persone garbate e piacevoli e a volte mi raccontavano le “disavventure” che quello spiritello procurava loro. La sera dovevano lasciare un bicchiere colmo di vino sul tavolo quale offerta votiva, e la mattina  lo trovavano vuoto. Se lo dimenticavano, mi diceva, il “munaciello” glielo rammentava attraverso vari segnali come rumori e lampi di luce”. Insomma convivevano pacificamente, anzi i proprietari si divertivano a quella presenza misteriosa e giocherellona
– Proprio così! – commento.

– Dopo oltre 35 anni di Ponza, non sei ancora stufo di Cala Feola, gli domando infine.
– Assolutamente no. Con qualsiasi tempo vado al mare a prendere un bagno. Poi, fatta una doccia calda, faccio la mia solita passeggiata di un’ora, che ripeto due o più volte al giorno. E mentre passeggio, rimiro Cala Feola, il posto più bello del mondo e ringrazio Dio che mi ha dato la possibilità di goderne.

Cala Feola

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