Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

l-08_0 cl-01 v1-20 13 giovanni-darco-1973 gli-isolotti-del-gallo-la-gallina-il-pollastro

Storielle ponzesi in pillole. (54). Quanti’ccosce tène ’u puòrc’?

Condividi questo articolo

di Michele Rispoli

Maiale

 .

Una grande famiglia contadina di Ponza, famiglia matriarcale a causa della morte degli uomini in guerra e per malattie, durante le feste di Natale decise di ammazzare i due maiali.
La stagione era fredda quindi sia il grasso che la carne si sarebbe mantenuti molto bene…
I due maiali di peso superiore ai due quintali, furono ammazzati nello stesso giorno.
Il primo fu sezionato e conservato sotto sale e insaccato come salami e salcicce.
Il secondo, dopo una accurata pulizia fu tagliato in quattro parti per essere venduto alla macelleria di Totonno Guarino.

La vecchia nonna preparò l’asino, posizionò un lenzuolo e sopra vi pose i quattro pezzi di maiale, quattro cosce; altro panno bianco per coprire le carni, poi la legatura eseguita sempre dalla nonna, e quindi fu dato l’incarico al giovane nipote ventenne, di trasportare la carne e condurre l’asino fino dal macellaio.
Arrivato in macelleria, sull’asino invece di quattro cosce vi erano tre cosce.

Non si è mai scoperto se la quarta coscia si è sfilata dall’asino oppure se, durante il percorso, il giovane si sia fermato presso una famiglia, a cui ‘sembra’ abbia donato il quarto di maiale mancante.

Arrivata la nonna in macelleria per l’incasso, Totonno Guarino le disse che erano solo 90 kg di carne e quindi…
La nonna si arrabbiò e disse: – Quattro cosci di maiale non possono pesare 90 kg. La bilancia è falsa!
Al che Totonno le disse: – ’ I cosce erene tre, no quatt’.

Allora la nonna, rivolgendosi al nipote, gli chiese a brutto muso dove aveva messo l’altro quarto.
Il nipote rispose: – Non so,  forse si è sfilato e non me ne sono accorto.
– Impossibile, l’ho legato io.
La nonna continuava ad inveire contro il giovane nipote: – Tu l’hai venduto per comprarti le sigarette, dammi i soldi!
Il nipote: – ’A no’, ie nun saccie ch’è succiess’
– Damme ’i sorde!

Il povero nipote visto davanti alla nonna non si tacitava, anzi urlava sempre più forte, vistosi perso disse: – ’A no’, ma si sicura ca ’u puorc’ teneva quatte cosce?

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.