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3000… solo una parte dei pezzi di un grande puzzle

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di Vincenzo Di Fazio (Enzo)

3000 un nuovo traguardo

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Tra le prime cose che ci insegnano a fare da piccoli c’è quella di contare fino a dieci.
E’ una di quelle cose che apprendiamo quasi sempre ancor prima di imparare a leggere, per la gioia e l’orgoglio dei genitori.
Crescendo, ai numeri diamo sempre più importanza. Si comincia con i voti a scuola e si continua fino all’università.

Non c’è giorno che non ci imbattiamo nei numeri.
Per mantenerci in forma ci dicono di fare almeno 10.000 passi al giorno.
Ai compleanni ci sentiamo dire con piacere: “Cento di questi giorni!”

Prima di scalare una vetta chiediamo di quanti metri è; quando dobbiamo raggiungere una meta e cominciamo ad essere stanchi ci informiamo quanto manca all’arrivo.
Di numeri sentiamo parlare ogni giorno con riferimento al debito pubblico che cresce continuamente, ai posti di lavoro che si perdono, alle aziende che chiudono, ai migranti che fanno chilometri per inseguire un sogno.

Di numeri è piena la statistica…

Se ci pensiamo bene il significato e la storia dei numeri sta nelle vicende con cui si accompagnano.
Possono, in alcuni casi, dare il senso delle dimensioni di una tragedia come nelle guerre, negli eccidi, nei terremoti; in altri casi possono trasmettere grande gioia rappresentando la misura di un traguardo raggiunto, come capita agli atleti.

Da soli non significano nulla ma basta la compagnia di una, due parole per riempirli di contenuti.

Come accade con i 3000 articoli fino ad oggi pubblicati su Ponza racconta, frutto delle idee, delle iniziative, del lavoro, con contributi diversi, di un gruppo di redattori e quasi 200 Autori-Collaboratori impegnati in un tentativo continuo di recuperare, raccontando vicende e personaggi, la storia e la cultura di Ponza.

3000 scritti da cui sono emerse spesso parole di amore attraverso la rievocazione dei ricordi e parole di rabbia attraverso la descrizione del presente, ma sempre intessute di un filo conduttore che vuole dare vigore ad un’isola la cui figura-identità sembra persa, sbiadita pur essendo ricca di colori vivi ed esaltanti come quelli propri di questo inizio di autunno.

3000 pezzi che sono solo una parte di un puzzle enorme, perché altri ed altri ancora saranno aggiunti per completarne il disegno e definirne il messaggio.

L’augurio è quello di fare sempre meglio e di farlo con l’aiuto dei giovani che ancora in tanti mancano all’appello. Di loro abbiamo bisogno perché c’è una parte del puzzle che solo i giovani possono riempire in quanto a loro appartiene il futuro dell’isola.

costruzione di un puzzle

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