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Focus su “Coesione dell’isola d’Ischia, strada maestra”

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di Giuseppe Mazzella (*)

Ischia. Foto antica

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La Coesione dell’isola d’Ischia, in questo momento storico estremamente difficile  a livello locale, provinciale, regionale e nazionale, è la ‘strada maestra’ da intraprendere per consolidare ed accrescere il complesso sistema economico e sociale dell’intera isola.
I numeri fondamentali della consistenza dell’espansione  economica e sociale raggiunta negli ultimi 60 anni (oltre 40mila posti-letto, 3mila imprese iscritte alla Camera di Commercio, 13mila lavoratori iscritti al Centro per l’Impiego ex-Collocamento, 9500 pratiche di disoccupazione licenziate ogni anno dall’INPS per i lavoratori stagionali del turismo e dell’indotto, 3200 studenti delle superiori, 510 diplomati ogni anno, almeno 100 laureati ogni anno) lasciano poco spazio alle polemiche personalistiche, agli scontri frontali e strumentali tra esponenti politici delle diverse località isolane e – buona ultima – alla demagogia.
Bisogna  attuare a tutti i livelli una “politica delle cose”, come la chiamava Pietro Nenni, per consolidare lo sviluppo in questo momento di crisi generale del Paese, per  mantenere ed accrescere i livelli occupazionali e se necessario bisogna cambiare il modello di sviluppo impostato finora soprattutto sull’“economico” senza tener conto del “sociale”.
Le nuove opportunità di sostegno al sistema economico che vengono offerte dalla programmazione comunitaria dei fondi per il 2014-2020 – l’ultima volta che l’Unione Europea aiuterà il Mezzogiorno d’Italia – non possono essere sprecati in opere inutili  o spesi male o non spesi perché non c’erano progetti “giuridicamente agibili”, poiché questa è l’ultima occasione per una intera generazione di classe dirigente per lasciare un segno al pari di quello lasciato negli anni ’50 e ’60 con le grandi opere infrastrutturali della Cassa per il Mezzogiorno.
La parola d’ordine che deve costituire il minimo comun denominatore della classe dirigente – della politica, dell’economia e della società civile – è “Responsabilità”.

 

Questo è emerso dal convegno su “Coesione e sviluppo nell’isola d’Ischia” promosso dalla Banca per le Risorse Immateriali (BRI), dall’Osservatorio sui fenomeni socio-economici dell’isola d’Ischia (OSIS), dal neonato Distretto Turistico Isola Verde e dal Magazine “Ischianews & Eventi” con il patrocinio del Comune di Lacco Ameno “riflettendo” sul libro di Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione “Con il Sud”, dal titolo significativo: “L’equivoco del Sud”.

Il Convegno svoltosi martedì 17 settembre 2013 nella Casina Gingerò della settecentesca Villa Arbusto di Lacco Ameno, centro culturale polivalente di proprietà e gestione pubblica, ha registrato un’ampia e qualificata partecipazione di amministratori comunali, imprenditori, operatori sociali, che hanno mostrato un grande interesse ai temi del confronto.

Locandina coesione

Sono intervenuti direttamente i sindaci della Città d’Ischia, Giuseppe Ferrandino, di Casamicciola, Arnaldo Ferrandino, di Lacco Ameno, Carmine Monti mentre i sindaci di Forio e di Serrara-Fontana hanno inviato loro rappresentanti, a rappresentare la classe politica locale che attraverso il sindaco Giuseppe Ferrandino ha espresso una netta condanna della classe politica regionale e nazionale che appare insensibile a problematiche fondamentali quali la cancellazione della sezione distaccata del Tribunale, i trasporti pubblici terrestri dell’ EABBus, quelli marittimi della Caremar e delle compagnie private.
Queste perenni emergenze impediscono una progettazione serena sul futuro dell’isola.

Proprio il momento politico – l’incertezza del Governo, la fragilità dei nuovi partiti alla ricerca di nuovi leader nazionali – impone alla classe politica locale costituita dai sindaci e dai consigli comunali una maggiore responsabilità che deve essere condivisa con il “Terzo Settore”, che non deve svolgere un ruolo di “stampella” delle deficienze pubbliche, e con la società civile costituita dal volontariato civile e culturale.

Carlo Borgomeo intervenendo ha posto l’accento proprio sulla necessità che ovunque nel Mezzogiorno – quello povero o ricco – si punti sullo “sviluppo locale”, sull’“autopropulsione” del sistema locale dove l’aiuto dall’alto – sia esso lo Stato o l’ Europa – sia solo sussidiario.

La Coesione quindi diventa un percorso obbligato.
Il termine “ Coesione” è stato riproposto di recente dal Ministro Fabrizio Barca del Governo Monti e ripreso dal Ministro Trigilia del Governo Letta per un Ministero che nella sostanza è la riproposizione di quello per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, costituito negli anni ’50 e durato con la Cassa fino al 1992, ma con tutte le necessarie correzioni.
È una impostazione completamente diversa imposta appena qualche anno fa ai governi di centro-destra dal leghista Bossi sul “Federalismo” che era teso di fatto alla disgregazione nazionale.

Ma questo termine – che nella sua accezione più vera significa “unanimità di opinioni, intese, propositi, compattezza” (Devoto-Oli) – nel mentre rende perfettamente la nuova politica da attuare, tanto più evidente in un’isola come la nostra con una divisione amministrativa in sei Comuni che non ha più senso e ragione e rischia di fare la fine di altri termini nobilissimi come “decentramento amministrativo dello Stato” o “programmazione” sulle quali si è speculato per oltre trent’anni  senza attuare né l’uno né l’altra.

Il Convegno di Lacco Ameno per la nutrita e qualificata partecipazione e l’attenzione dimostrata dai partecipanti può e deve segnare una svolta per l’isola d’Ischia che anche in questa stagione 2013 ha saputo dimostrare di poter competere sui mercati internazionali delle vacanze, nonostante le disfunzioni nei servizi, e di avere una clientela affezionata che la trova ancora straordinariamente bella.

Su questa strada Maestra continueremo il nostro cammino.

Villa Arbusto Coesione.2

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(*) – Giuseppe Mazzella di Rurillo: redattore di Ponza racconta; co-direttore del Magazine “Ischianews & Eventi” e del portale www.ischianews.com

Casamicciola, 18 settembre 2013

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1 commento per Focus su “Coesione dell’isola d’Ischia, strada maestra”

  • silverio lamonica1

    Si parlava di un gemellaggio Ischia – Ponza … spero tanto che si possa fare.
    Intanto tra i libri di mio fratello Tommaso che a Forio d’Ischia ha vissuto la sua giovinezza, presso la nonna materna Marianna Capuano vedova Lamonica, ho trovato un manoscritto di sonetti in dialetto foriano: “Cerrenne”, credo che siano da attribuire al poeta Giovanni Maltese, vissuto a cavallo tra l’ottocento e il novecento. Trascrivo, qui di seguito, il sonetto n° 2, molto attinente all’argomento trattato.

    CUNCERTANNE U PRUGRAMME
    – Bisogna spinger su l’istruzione ….
    – S’ aa mett’ u basulate a la banchina ….
    – Imbiancar ogni pubblica latrina ….
    – Alzar la strada verso Monterone.

    – Fare mancare a tutti la rapina
    Di quelli; e, quando parli ad un coglione,
    L’onestà nostra senza paragone
    Innanzi a legge terrena o divina!

    – Ma u rress n’ add’ ascì da lu pignete,
    E a muss’asciutte s’anna benedice
    Marchette, Ghiuretuozze e tutte ghiete.

    Spartite tutte cose fra de vuie
    Ma senza f’abbedé! – Che cazze dice?
    Vulimme cummannà ne poche nuìe.

    Sono menzionati alcuni personaggi, tra cui Marchetti, segretario comunale di Forio d’Ischia nei primi decenni del novecento. Era un cugino, di secondo grado, di mio padre.
    Il dialetto foriano, come appare evidente, differisce non poco da quello ponzese.
    Auguri per gli esiti del convegno.

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