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Storielle ponzesi in pillole. (43). Freno a pedale

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di Michele Rispoli

Vecchio motorino

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Don Salvatore Tagliamonte reggeva la cappella di Santa Maria.
Il parroco Don Luigi Maria Dies si guardava bene dal tenere un altro prete nella Chiesa della S.S. Trinità. Così pian piano la Cappella di Santa Maria, pertinenza della Chiesa di Ponza, divenne Chiesa a tutti gli effetti e Don Salvatore divenne Parroco della Chiesa di San Giuseppe.
Si recava in Chiesa prima con una bicicletta; poi comprò un motorino con avviamento a pedale.

Il fratello di Don Salvatore, Cesare, marittimo, sempre sul mare tra vele e motori, un giorno prese il motorino di Don Salvatore per fare un giro; soprattutto voleva andare a Le Forna.
Nella prima curva del tunnel di Giancos, sbagliò direzione e andò a sbattere contro la parete rocciosa del grottone.

Ciccill’ ’i Maistà, alias Francesco De Luca, saputo dell’accaduto, incalzava Cesare, per sfotterlo, e diceva: – Chille ieva forte, quasi comme e ’na tartaruga!

Spiegava agli astanti: – E’ andato a sbattere perché, invece di sterzare, ha lasciato il pedale per allontanare la moto dal muro, e così si è fatto male alla gamba.

E a Cesare diceva: – Ma che te credive… ’i sta ind’ ’a lanza, che quando tuòcc’ ’a banchina, mitte ’nu pède ’a fora e chella s’alluntana?

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