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u-26 foto-03 v3-10a ernesto-10 109a Camera principale delle grotte di Pilato

Lettere dal confino. (2). Il Parigi e Sisina

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di Rita Bosso

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Per “Lettere dal confino (1)”, leggi qui
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Domenico Cuomo parla con una bella inflessione toscana ma è nato nel 1930 a Ponza, dint’ a Padura, alle spalle del palazzo in cui oggi c’è il bar Onda Marina.
Sotto casa sua c’era una delle mense dei confinati e Domenico ne era la mascotte: era spesso invitato a pranzo, riceveva soldini e caramelle e, per il Primo Maggio, gli regalarono un bel bolerino.

Domenico ricorda distintamente l’uccisione del maiale nello spazio antistante la mensa e l’orto rigoglioso, che i confinati innaffiavano attingendo a due fonti d’acqua: un pozzo e una cisterna romana; su quest’ultimo punto demando all’esperto in materia Enzo Bonifacio, e chiedo invece a Domenico di soffermarsi sul pozzo.
Galeotto fu il pozzo e chi v’attinse: nel caso specifico Teresa detta Sisina, sorella di Domenico, e Sani Fioravanti detto Parigi, da Empoli, frequentatore della mensa, confinato in quanto noto antifascista.
Sisina e il Parigi si innamorano, si fidanzano, lui comincia a frequentare casa Cuomo pertanto il padre della ragazza viene convocato ripetutamente in caserma, sottoposto a controlli, minacciato, costretto a drink a base di olio di ricino: i classici auguri che il regime formula ai familiari delle fidanzate dei confinati.
Oltretutto il signor Carmine Cuomo, ufficiale della Marina Mercantile, non è neanche iscritto al Partito Nazionale Fascista, nonostante i ripetuti solleciti a mettersi in regola.
Scontata la condanna, il confinato torna ad Empoli;  toccherà a Carmine Cuomo partire da Ponza, raggiungere la Toscana e rammentare al Parigi che, sull’isola, ha lasciato Teresa, incinta; il giovane ritorna sull’isola e il matrimonio viene celebrato.
La coppia si stabilisce ad Empoli, dove il piccolo Primo muore a quattro anni per meningite; arrivano altri due figli, Marco e Catiuscia.
Intanto i polmoni del Parigi, memori delle manganellate e dei pestaggi con sacchetti di sabbia, continuano a dar problemi e lo porteranno alla morte, negli anni Settanta; Sisina è già morta da qualche anno, cinquantaquattrenne.

Sisina e Sani, Rita e Mario Magri, Maria e Silvio Campanile, Giuseppina e Carlo Fabbri, tanti altri: per raccontare le loro storie e il contesto in cui si sono svolte stiamo organizzando – per il prossimo 14 settembre – l’evento itinerante “Lettere dal Confino”.
La testimonianza di Domenico Cuomo, quelle riportate da Antonio De Vito ne “Il sovversivo col farfallino” (leggi qui) sono preziose, perché ci descrivono uomini e donne veri, con le fragilità, la dignità, il coraggio con cui hanno affrontato i momenti difficili, le loro scelte talvolta estreme.
Cercheremo di non scivolare in rievocazioni retoriche, ma nel contempo rifiutiamo a priori approcci revisionistici, voli fantasiosi, narrazioni di favolette avulse dalla realtà: ricostruzioni che hanno a che fare con la produzione onirica, non con la ricerca storica.

 

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Nella foto in primo piano del ristorante EEA, si riconoscono, partendo da sinistra, Palmiro Togliatti, Angelo Musco (padre di Domenico Musco), Maria Picicco e la bambina (*), figlia adottiva di Palmiro Togliatti e Nilde Iotti. Il cameriere in piedi è Domenico Cuomo (vivente; abita a Sant’Antonio) – Foto dell’estate del 1949, anno di una vacanza a Ponza di Togliatti e Nilde Iotti insieme alla figlia adottiva Marisa Malagoli (leggi qui)

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1 commento per Lettere dal confino. (2). Il Parigi e Sisina

  • Enzo Bonifacio

    Commento all’articolo di Rita Bosso
    Nella località indicata nel tuo racconto (Padula) è presente effettivamente una cisterna romana. La struttura mi fu gentilmente mostrata dai proprietari alcuni anni fa e si trova a ridosso di una costruzione di epoca recente; è composta da un pozzo a sviluppo verticale con un’apertura di circa quattro metri per lato. Le pareti sono rivestite in opera reticolata e, sul fondo, vicino al livello dell’acqua e per tutto il perimetro decorre un marciapiede largo trenta centimetri. Tale marciapiede serviva probabilmente per le operazioni di pulizia. L’acqua contenuta sul fondo proviene dalla falda freatica intercettata dallo scavo.

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