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La strategia per arricchire il Comune

di Michele Rispoli

Far soldi per il Comune [1]

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Da anni vado dicendo che con le buone maniere non si può amministrare il Comune di Ponza.
Ponza, per salvarsi, deve essere amministrata con la denuncia dei redditi in mano.

Denuncia dei redditi di tutti: commercianti, albergatori, affitta-camere ed appartamenti, affitta-barche, noleggiatori, tassisti, prestatori di servizi, pontili, ristoranti, bar, ecc…

Il mare, specialmente il nostro, è una miniera d’oro.
Tutti abbiamo un progetto e tutti vogliono metterci le mani: amministrazione passate e recenti.

Dobbiamo essere attenti a non cadere nella trappola di concentrare le ricchezze in poche mani, come adesso, e caricare le spese, acqua e immondizia, sulle spalle dei ponzesi.
In poche parole ritengo che coloro che lavorano due mesi e ne vivono dodici fuori Ponza, in vacanza, dovranno accontentarsi di vivere dodici mesi, ma a Ponza.

 

Dicevo ci sono vari progetti o idee. La mia è questa:
I pontili dovranno essere regolamentati in modo tale che almeno il 10% del loro introito vada al Comune. Dico solo il 10%.
Oggi invece abbiamo che non solo è tutto guadagno ma addirittura c’è il paradosso che hanno proposto ricorso al TAR per non pagare l’immondizia.
Questo non va bene.

Io, socio di una associazione senza scopo di lucro pago l’immondizia sulla concessione demaniale. Cioè pago l’immondizia due volte: a casa e sulla barca.
La strategia dell’Amministrazione sicuramente porterà alla revisione delle concessioni ma è un discorso lungo e dispendioso: troppi ricorsi al TAR.

Una buona strategia, visto che è ancora accesa la società di servizio comunale, potrebbe essere quella do gestire sui pontili la diffusione dell’acqua, dell’energia elettrica e la raccolta dell’immondizia.
Incassi sicuri e controllo sul reddito dei pontili.
Forse con questa prospettiva i titolari di concessioni demaniali capiranno che il periodo delle vacche grasse è finito e volontariamente interverranno a riempire le casse comunali