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Storielle ponzesi in pillole. (35). Abbasci’ ’u ffieno

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di Michele Rispoli

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Era abitudine – anzi, è ancora abitudine – al Fieno, alle nove fermare tutti i lavori per dare corso alla colazione – ’a marenna (leggi qui), che si teneva giù alla cantina di Giustino oppure in qualche altra cantina.

I partecipanti, generalmente sempre gli stessi: Giustino, Ninotto, ’a Bufera, Gioì, Luigino…

Spesso vi erano ospiti occasionali. Una domenica, ero presente anche io alla colazione.
C’era un altro contadino molto taciturno che ascoltava ed annuiva senza parlare.
Qualche bicchiere di buon rosso; ognuno diceva la sua.
Ad un tratto Giustino rivolgendosi all’ospite, anche lui contadino, gli chiede:

– Ma è vero che ti volevi ‘fare’ la signora che era con te in campagna?
Continua Giustino: – Io so che stavate ind’a Massaria, era luglio, faceve caude… Stavate scippando la paglia per fare il pagliaio, tu stavi dietro e la signora davanti, chinata per raccogliere la paglia; la gonna doppia e pesante si era appena avvolta in su e si intravedevano le gambe …e tu non hai capito più niente…

No Giusti’ – risponde l’interessato – è vere, faceve caude e si vedevene ’u pocc’ i cosce, allora ce songhe iute ’a rète e l’aggie abbracciate… me songhe appuggiate… sulamente…  

Giustino: – Ma comme, nun vulive..?

– No Giusti’, ie vuleve sule cagna’ ’i carne..!

 

Corteggiamento.1

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