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Addio cara Mariagrazia

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 di Francesco Ambrosino di Vincenzo

Folon. Colombe. Gabbia

 

Mariagrazia è vissuta  in mezzo a noi per tanto tempo, un tempo che ci ha permesso di conoscerla e volerle bene.
Mariagrazia è stata una nostra compagna di classe e la sua presenza si faceva sentire, impossibile ignorarla.

Tanti anni abbiamo passato insieme, dalla seconda media Mariagrazia è stata la nostra compagna, non sedeva nei banchi con noi perché aveva il suo banco e la sua sedia a rotelle.
Quando l’insegnante faceva l’appello, al suo turno rispondeva “presente” e a noi scappava sempre una risata.
In classe voleva stare alla lavagna e di lato con la sua manina sinistra, faceva dei segni fin dove poteva arrivare, poi diceva “ho sbagliato” per farsi dare il cancellino e cancellare, per poi ricominciare.
Quando alzavamo un po’ la voce, che per lei forse era un grande frastuono nella sua testa, lei diceva “ho paura” e a turno ognuno di noi la andava consolare.
Io avevo il compito, in caso di evacuazione della scuola, di condurla in salvo all’esterno.

Mariagrazia aveva una cartella gigantesca in cui dentro aveva un mucchio di quaderni e soprattutto colori di ogni tipo: matite colorate, tempera, acquerello, spirito, a cera. Quando si doveva fare una cartina geografica e avevamo bisogno dei colori tutti andavamo a chiederli a Mariagrazia.
Era gelosa delle sue cose e noi dovevamo convincerla a farceli prestare.

Mariagrazia conosceva le nostre voci, ci chiamava per nome.
Mariagrazia aveva un bellissimo sorriso, un sorriso unico e quando sorrideva chiudeva anche gli occhi e il suo corpo vibrava di gioia contaminante.
Mariagrazia aveva una personalità che non esprimeva a parole ma a gesti e a sguardi.
Mariagrazia amava la pizza e questa parola è stato un tormentone costante per tutti questi anni. Abbiamo disegnato migliaia di pizze e inventato per lei ingredienti sempre diversi per farla sorridere di gusto.

Abbiamo festeggiato con lei tutti i suoi compleanni e anche i suoi diciotto anni; i suoi splenditi genitori ci hanno in tutti questi anni rimpinzati di dolci.
Quando cantavamo la canzone “Tanti auguri a teee”, lei si guardava intorno ed esprimeva una felicità che solo lei sapeva esprimere.
Grazie a Mariagrazia e a tutte le prof. di sostegno è stata arredata e colorata la scuola a Natale e a Pasqua. Quanti alberi di Natale abbiamo disegnato per Lei con tante palline colorate e poi il presepe con Gesù, San Giuseppe, la Madonna il bue e l’asinello. Quante uova di Pasqua abbiamo disegnato di tutte le grandezze e i colori.

Grazie a Mariagrazia ci siamo soffermati a ripensare l’infanzia e rivissuto con Lei la trepidazione della vigilia delle grandi feste e magicamente abbiamo ritrovati  i vecchi regali dimenticati in un ripostiglio della nostra memoria.
Abbiamo conosciuto in tutti questi anni di scuola un’amica a cui abbiamo voluto bene alla quale forse non abbiamo dato molto ma sicuramente abbiamo ricevuto tanto perché la sua presenza era completa, sempre uguale: quella carrozzella, quel piccolo corpo, quelle manine, quel sorriso, quella voce,  quella genuina felicità di stare in classe e quindi al mondo.

 

La brutta notizia ci ha colpito come una pugnalata sul cuore. E’ stato Federico a dirmela, poi ho visto tutti gli altri ed è stato molto triste ripensare a tutti questi anni passati con la nostra amica.
Ho visto sul viso dei miei amici delle lacrime sincere, ma non poteva essere che così: Mariagrazia non ha mai chiesto niente ma a dato a tutti noi il massimo che sapeva offrire e questo lo porteremo per sempre nel cuore.

La nostra classe il prossimo anno, l’ultimo anno di ragioneria, non avrà più il suo punto di riferimento, perché Mariagrazia era il nostro centro, il nostro ritmo, il cuore pulsante, un pensiero positivo che ci rendeva più sereni, più vicini alle cose semplici fatti di colori, di odori, di sorrisi, di piccole frasi, di piccole gentilezze.

Vorrei abbracciare a nome anche dei mie compagni di classe i genitori di Mariagrazia, Peppe e  Sandra: “Siete stati dei genitori meravigliosi, ci avete regalato per tutti questi anni una figlia e una compagna di classe unica alla quale abbiamo voluto bene e che ci mancherà per sempre”.

Grazie di tutto caro Peppe, cara Sandra e a te piccola Mariagrazia grazie di essere vissuta per tutti questi anni in mezzo a noi. Non ti dimenticheremo.

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2 commenti per Addio cara Mariagrazia

  • vito favata

    Quest’anno sono venuti a mancare tanti amici di Ponza tra cui il maestro Scotti, pochi giorni fa e venuto a mancare Davide un giovane ragazzo strappato alla vita da un incidente automobilistico, oggi si piange la scomparsa della piccola Maria Grazia figlia di Giuseppe e Sandra con molto dolore insieme alla mia famiglia esprimo le più sentite condoglianze.
    Con affetto, Vito Favata

  • Giuseppe Lo Cascio

    Abbiamo conosciuto Maria Grazia e come genitori abbiamo vissuto un dramma simile avendo perso anche noi una figlia disabile di 20 anni, l’anno scorso.
    Vorremmo unirci al loro dolore e per questo vorremmo cortesemente sapere il loro indirizzo.
    Grazie infinite
    Giuseppe Lo Cascio
    Anzio

    I genitori di Maria Grazia se vogliono possono scrivere in Redazione (NdR)

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