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Pellegrinaggio surreale

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di Mimma Califano

Pellegrinaggio 2013. Quasi notte

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Mantenere anno dopo anno l’antica tradizione del pellegrinaggio da Ponza porto a Le Forna in occasione della festa della Madonna Assunta è un andare… contro corrente!

Al culmine della stagione turistica, in una Ponza che non va mai a dormire, un manipolo di persone che prima del sorgere del sole, pregando e cantando vecchi inni sacri, si incammina lentamente dalla spiaggia di  Sant’Antonio verso l’altro capo dell’isola, deve sembrare a chi guarda dall’esterno un qualcosa di irreale, improbabile, anacronistico, perfino ridicolo.

Pellegrinaggio 2013 Quasi notte.2

Già… il pensiero dominante dell’usa e getta, del tutto e subito, del denaro sopra tutto, cosa se ne fa di usi e costumi, tradizione e fede?
Se poi chi guarda sono ragazzi – la prevalenza del turismo ponzese di questo scorcio di estate 2013 – che rientrano da una notte in discoteca tra intontimento da decibel e fumi dell’alcol – augurandosi che si limitino solo a questi -, allora un retaggio di secoli diventa l’occasione per qualche sberleffo o applausi ironici.
Neppure la buona educazione del rispetto!
È mortificante e triste. Non per chi ha partecipato nell’alba ferragostana a questo piccolo pellegrinaggio dell’Assunta, ma la constatazione di quale sia la realtà in cui si è, o si sta precipitando.

pellegrinaggio 2013.Alba

pellegrinaggio 2013. Alba.2

Giovani che non riescono a trovare una propria strada, interessi a cui dedicarsi, prospettive per il loro futuro. Tutti siamo stati giovani e siamo andati in discoteca a ballare, ma adesso la brutta sensazione è che in questi ragazzi ci sia una volontà autodistruttiva.
Forse la colpa è della nostra generazione che nel tentativo di togliere il tappo ad un mondo ingessato ha prodotto una realtà totalmente disinibita e senza regole, fatta solo di presente e forse neanche tanto appetibile!

Queste tristi considerazioni probabilmente sono state influenzate, non solo dalle scomposte reazioni a cui si è assistito lungo tutta la strada – decisamente maggiori che negli anni passati -, ma anche dal tragico incidente in cui ha perso la vita un ragazzo di 24 anni di origine ponzese.
Il terribile volo è avvenuto infatti poco più di un’ora prima che il corteo dei pellegrini giungesse all’altezza dei faraglioni di Lucia Rosa. In quel momento ancora non si sapeva la sorte del ragazzo precipitato giù con la macchina, e istintivamente il corteo, che nel frattempo si era decisamente infoltito, gli ha dedicato delle preghiere.

Il luogo dell'incidente

Alba con Palmarola

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Calorosa come al solito l’accoglienza del parroco sul portale della chiesa, già gremita di persone.
Ancora una volta si è riproposto l’incontro tra le diverse comunità isolane.

La Chiesa dell'Assunta

La Chiesa dell'Assunta.2
Incontro che a mio parere andrebbe riletto alla luce dei mezzi oggi disponibili, non più come necessità di rinsaldare periodicamente i legami tra le diverse parti dell’isola, ma come la conferma che esiste, vuole esistere e resistere una comunità isolana, che pur tra mille limiti, difficoltà ed incertezze per il futuro, non intende cedere il passo ed essere travolta da modelli sociali temporanei, volgari, illusori e spesso distruttivi.
Una comunità che proprio in presenza di una forte componente esterna – seppur necessaria, ma in diversi aspetti/soggetti  discutibile – si ritrova, si riconosce e si rinsalda.

Il caffè con le ‘nocchette’, sulla bella terrazza dell’amica Gilda, che con uno sguardo racchiude tutta Cala dell’Acqua e con le trasparenze del suo mare rinfranca la vista, è come al solito affettuoso e coinvolgente, anche se le considerazioni di questo anno sono meno allegre degli anni passati.

Vista su Forte Papa eCala dell'acqua

Il nostro augurio e speranza è di essere ancora lì il prossimo anno in più folta  compagnia e maggior leggerezza.

Vista su Cala Feola

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2 commenti per Pellegrinaggio surreale

  • vincenzo

    Giusto e opportuno l’articolo di Mimma.
    I partecipanti a quel pellegrinaggio sono rimasti sconvolti a vedere giovani, uomini e donne buttati per terra quasi in coma etilico. Autobus stracarichi di giovani intontiti da una notte, che segue altre notti, di misture incredibili di alcool, fumo ingurgitate senza un minimo di freno che non possono che esitare in danni enormi alla psiche, al comportamento, di questi giovani verso se stessi e gli altri.

    E’ cambiata la tipologia del turismo a Ponza sotto la spinta di locali alla moda come il Frontone Village che ha indotto tra l’altro un cambiamento nell’offerta anche in molti bar, locali notturni, alberghi i quali, anni fa, non si sognavano minimamente di far invadere i loro alberghi da masse di giovani.

    Questo discorso lo abbiamo fatto parlando dei pariolini ma qui la cosa si protrae nel tempo. Sono i giovani, la cartina al tornasole di un mondo impostato solo sul consumismo e il profitto fino alla disintegrazione della vita individuale.

    Ponza e i ponzesi devono riflettere, la libertà di fare impresa non deve andare contro, la libertà di amare la vita, di amare le persone, le cose, la vera essenza della vita, che a questo punto, va di nuovo ricercata con tutti i mezzi anche con la chiusura di locali e ambienti che non possono creare aspettative positive per il futuro dell’isola.

  • Rita Bosso

    Alle vostre preghiere unisco il mio cordoglio per la tragica morte di Davide. Un abbraccio agli amici Daniela e Massimo, colpiti dal dolore più grande. Rita

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