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Il Faro della Guardia. ‘Lo stato dell’arte’. (1)

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la Redazione

Manifesto.-Foto-OKOK-copia

 

Al Sindaco del Comune di Ponza

e p. c.

Al F.A.I. – Fondo Ambiente Italiano Sede Nazionale
Via Carlo Foldi, 2  – 20135   Milano

Al F.A.I.  –  Delegazione di Latina
Largo Cesti 10 bis – Quartiere Nascosa  – 04100 Latina

Al F.A.I.  – Segreteria Regionale Lazio
Via delle Botteghe Oscure, 32 – 00186  Roma

Alla Direzione Regionale Lazio del Demanio
Via Piacenza, 3 – 00184  Roma (RM)

Al Ministero della Difesa – Segretariato Generale e Direzioni Generali
Viale della Marina, 4  – 00196 Roma

Al Ministero della Difesa – Direzione Generale dei Lavori e del Demanio – Uff. Relazioni con il Pubblico (URP)
Viale della Marina, 4  – 00196  Roma

Al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
Via del Collegio Romano, 27 – 00100  Roma

Al Presidente della Regione Lazio
Via Cristoforo Colombo, 212  – 00142  Roma

Alla Direzione Regionale Lazio  –  Politiche di Ottimizzazione dei Beni Demaniali
Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 – 00145  Roma

Al Presidente della Provincia di Latina
Via Costa, 1 – 04100  Latina

il faro della guardia dall'alto

Egr. Sig. Sindaco,

a distanza di poco più di 20 giorni dalla lettera che le abbiamo inviato sul Faro della Guardia attraverso le pagine del sito Ponza racconta (leggi qui), e a cui lei ha gentilmente risposto (nel commento a seguito dell’articolo stesso), sentiamo la necessità di scriverle ancora e di coinvolgere, sullo specifico della richiesta, altri Enti e Istituzioni, per tentare di avere delle risposte a quesiti che da tempo ci assillano e che in tanti ci pongono sulla questione.

Apprezziamo il suo dichiarato amore per il Faro ed il suo impegno come Sindaco del nostro Comune di destinare delle risorse, seppure in modesta misura, al recupero del Faro come bene storico-culturale da rendere fruibile da parte di tutti, ma le chiediamo, puntando sulla leva della sua figura istituzionale, di fare qualcosa di più.

Riteniamo infatti che sia lei, in qualità di Sindaco e di portatore di istanze della comunità che amministra, la persona più autorevole per chiedere ed ottenere risposte dagli Enti cui inoltriamo la presente per conoscenza e che, per un motivo o per un altro, sono chiamate a prendere posizioni sul merito della questione.

Sappiamo quanto sia difficile in Italia giungere ad una decisione laddove sono più parti a dover intervenire, ma riteniamo che un tentativo per smuovere la situazione possa e debba essere fatto.

Abbiamo saputo, spinti dalla nostra cocciuta volontà di andare a fondo delle cose, che il Faro e gli alloggi annessi sono in consegna al Ministero della Difesa, cui è demandata la decisione di un’eventuale dismissione.

Posto che l’apparato di segnalamento luminoso, dovendo continuare a svolgere la sua attività di guida per la navigazione, non è alienabile, come pure la torre di accesso al faro e un locale di servizio per la custodia di materiali, la questione riguarda gli alloggi e tutto il resto.

Ci risulta che la Direzione del Demanio può intraprendere azioni se l’immobile viene dismesso dal Ministero della Difesa.
Nel caso quindi di dismissione dal Ministero, il DPR 296 del 13 settembre 2005 apre scenari interessanti. L’art. 1 di tale decreto, nel definire l’ambito di applicazione, fa riferimento a beni immobili demaniali destinati ad uso diverso di quello abitativo.
Gli alloggi presenti nel Faro erano gli appartamenti in cui vivevano i fanalisti ma hanno perso, in sostanza, il loro uso abitativo nel momento in cui il Faro è stato automatizzato.
E ancora, l’art. 11 del citato decreto prevede l’assegnazione a canone agevolato di beni da destinare ad attività culturali e di interesse pubblico. E quello per cui ci stiamo battendo ci sembra abbia contenuti culturali e di interesse pubblico.

Auspichiamo infatti che quegli ambienti, da tempo in arrestabile degrado, possano ricominciare a raccontare la propria storia e a rivivere attraverso la frequentazione di chi ama la natura, le cose belle, la cultura e la nostra isola; e ancor di più, attraverso il nostro Faro contribuire a far conoscere il significato e l’importanza che hanno avuto (e ancora hanno) per la navigazione.

Faro Guardia con Palmarola sullo sfondo

Trascorsi ormai i momenti di entusiasmo che hanno sostenuto la nostra Campagna e quella più ampia del FAI rivolta a sensibilizzare persone ed Istituzioni per segnalare e tutelare dei luoghi in Italia che stanno più a cuore alla comunità nazionale e internazionale, ci sembra di assistere ad un lento degrado degli eventi e ad una sostanziale scarsa disponibilità ad impegnarsi e a dare risposte.

Ma noi, forti della passione e della speranza che ancora ci sostengono, riteniamo che a circa 32.000 firme, dieci volte il numero degli abitanti di Ponza, delle risposte debbano essere date.

Perciò chiediamo a lei, egregio signor Sindaco, di intervenire presso gli Enti in indirizzo affinché sia reso noto pubblicamente “lo stato dell’arte”.
In termini più semplici:

– cosa si sta facendo per smuovere la situazione?

– quali le difficoltà per decidere la dismissione?

– è ipotizzabile una acquisizione da parte del Comune?

– quanti e quali Enti devono intervenire in merito?

Sappiamo che è anche un problema di costi e di finanziamenti ma se non viene fuori una chiara volontà di destinare il meraviglioso sito del Faro della Guardia a bene da tutelare perché “patrimonio di tutti” non verranno intraprese nemmeno la ricerca di fondi e la possibilità di trovare sponsor.

il faro con il faraglione che arpiona il mare

Tanta gente, lo scorso anno, in occasione della campagna FAI si è meravigliata dello stato di abbandono in cui versa un complesso così bello come quello in cui è situato il Faro della Guardia; tantissimi giovani si sono adoperati per promuovere la causa della sua salvezza e raccogliere adesioni.

Vorremmo che la generazione adulta cui noi apparteniamo e che tanti guasti ha prodotto negli anni, possa essere giudicata in questa circostanza, soprattutto da parte dei giovani, come capace di una possibilità di riscatto.

Confidando nel suo fattivo interessamento, ringraziamo e cordialmente la salutiamo.

 

Firmato:

La gente di Ponza, Le Associazioni Culturali che hanno aderito alla Campagna per il Faro della Guardia, La Redazione di Ponza racconta

 

Il Faro. Gli annessi dall'alto

P. S. 1
Saremmo grati a quanti, degli Enti e Istituzioni in indirizzo, indipendentemente dall’intervento del nostro Sindaco, vorranno, ciascuno per la parte di propria competenza, fornirci informazioni e dettagli sulla questione trattata e risposte ai quesiti posti.
Li ringraziamo fin d’ora per quello che potranno fare.

 

P. S. 2
E’ di appena qualche giorno fa la presentazione da parte del FAI, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, delle “Linee guida per la definizione degli interventi a favore dei luoghi segnalati al Censimento 2012”.

C’è la possibilità di beneficiare di un intervento specifico messo a disposizione dalla Fondazione e da Intesa SanPaolo. La domanda va presentata entro il 10 ottobre prossimo  ma è necessario che sia chiara, preliminarmente, la destinazione futura del Faro della Guardia.

Il FAI ci ricorda che :
“sensibilizzando la società civile e le istituzioni sul valore del patrimonio storico, artistico e naturalistico italiano e invitandoli ad attivarsi e agire concretamente in suo favore, si creano circuiti virtuosi dove l’unione delle forze e la sinergia sul territorio risulta l’elemento decisivo per la realizzazione di progetti concreti”

Facciamo nostro questo asserto, sotto ogni aspetto: esso guida anche la nostra azione!

 

Il Faro della Guardia - foto di Giancarlo Giupponi

 

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