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Storielle ponzesi in pillole. (27). Il ‘completo’

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di Michele Rispoli

Lavori fotografici

 

Vincenzo Quagliarella, alias Vincenzo Esposito di Napoli, marito della signora Ilde, figlia di Gaetano ’i zi’ Monaco, venne a Ponza per lavoro negli anni ’50-’60.
Lo ricordo elegante, sempre in giacca e cravatta e con la camicia bianca; nelle giornate calde la giacca era ripiegata sul braccio sinistro mentre col destro portava una borsa da ragioniere.
Vincenzo si occupava di fotografie. Faceva ingrandimenti e ritoccava vecchie foto.

In quel periodo, moriva Totonno Primo, alias Antonio Feola, eroe isolano in quanto durante la guerra; con uno dei suoi bastimenti: Narduccio e Maria Pace, sfidò gli aerei tedeschi per rifornire Ponza di posta e generi alimentari, farina, olio. ecc… [voglio augurarmi che i ponzesi non dimenticheranno mai quell’episodio, magari dedicandogli una Piazza).

Con l’approssimarsi della ricorrenza del 2 novembre, la famiglia, la vedova Francesca e la figlia maggiore Maria Concetta, pensarono di fare un ingrandimento dell’unica foto del padre, che lo ritraeva, in camicia aperta, vicino al muro della spiaggia di Sant’Antonio.
Per l’epoca, e per la famiglia, ‘pareva brutto’ esporre la foto del genitore in camicia estiva.

Interpellarono quindi Vincenzo Esposito, che nel frattempo si era fidanzato con la futura moglie, Ilde.
Doveva sistemare la foto e renderla più consona all’uso che se ne voleva fare e allo stesso tempo farne un ingrandimento tipo A4.
Pattuirono il costo e la data di consegna, prima del 2 novembre.

A metà ottobre Vincenzo, puntuale, consegnò alla signora Francesca la foto: perfetta, lavoro professionale. La foto ritraeva Totonno in giacca e cravatta
La signora Francesca disse: – Maria non c’è, vieni domani che c’è mia figlia.
Vincenzo come un orologio svizzero, l’indomani si presentò a casa Feola per riscuotere.
Maria: – Vicié’, ’a fotografia me piace; quante t’aggia da’?
Vincenzo disse che il lavoro era stato complicato, quindi l’ingrandimento costava 300 lire più del pattuito.
Maria: – Ma stai pazziànn’!? Un ingrandimento non può costare 1500 lire! …Si sapéve nun t’avesse fatte fa’!
Vincenzo rispose: – Ma avite ’uardàte ’a fotografia? Ie nun aggie fatte sule l’ingrandimente! Ie l’aggie vestute ’a cap’u’ pède… Aggie mise ’na cammisa bianca. ’na cravatta e ’na giacca, ca sule allore costene vintemìla lire… e tu nun me vuo’ da’ treciente lire? (Ma avete guardato la fotografia? Io non ho fatto solo l’ingrandimento! Io l’ho vestito completamente, ho messo una camicia bianca, una cravatta e una giacca che solo queste costano 20.00 lire e tu mi neghi 300 lire?).

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