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La questione di Zannone

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Segnalato da Francesco Ferraiuolo

Zannone settembre 2012 043

 

Spettabile Redazione,
vi invio copia di un articolo, tratto dal web, che riporta la risposta del commissario Benedetto al sindaco Vigorelli relativamente alla questione Zannone.
Allego anche una foto che si commenta da sé.
Cordiali saluti.
Francesco Ferraiuolo

Guerra per l’isola di Zannone
Il sindaco di Ponza al Parco: ridatecela

Vigorelli: «E’ in sfacelo, noi la valorizzeremmo. Il commissario Benedetto non ha soldi per gli interventi minimi»

ROMA – Vogliono indietro quella piccola isola, che sarà pure incontaminata ma così com’è messa, oggi, non serve a nessuno. A Ponza l’amministrazione comunale le sta tentando tutte per dare nuova linfa ai flussi turistici, e l’ultima idea del sindaco Piero Vigorelli suona come una dichiarazione di guerra ai reggenti del Parco nazionale del Circeo.
Il nodo è la gestione dell’isolotto di Zannone, meraviglioso scoglio di poco meno di un chilometro quadrato che dal 1979 è entrato a far parte, appunto, del Parco nazionale del Circeo.

Che sia un posto di un altro mondo lo si capisce dalla straordinaria varietà di uccelli migratori che la attraversano e dai mufloni che la abitano, dai suoi fondali cristallini, da una storia vulcanica che inizia oltre 200 milioni di anni fa. Ma anche dalle cronache in bianco e nero dei festini hard della fine anni ’60, nell’antica abbazia benedettina trasformata in villa dai marchesi Casati Stampa.
Il Parco vorrebbe aprire le porte dell’isola, adesso disabitata, a piccoli gruppi di visitatori, seguire la strada del turismo sostenibile (come aveva preannunciato nell’estate 2011 Corriere.it, con una video inchiesta sull’isola). Che poi è anche quello che dice di voler fare il sindaco di Ponza. Con una differenza sostanziale, sottolinea Vigorelli.

«Il Parco purtroppo non ha un centesimo per garantire gli interventi minimi di manutenzione. Tutta l’isola è in stato di abbandono, non c’è un sentiero pulito, le strutture sono pericolanti, neanche il piccolo approdo di cui si è parlato tanto è stato realizzato. Non vedo come si possa invertire la tendenza, tenuto conto poi che noi versiamo al Parco, ogni anno, oltre quattordicimila euro. E di sicuro non vengono investiti a Zannone».

Al contrario il Comune di Ponza potrebbe utilizzare i proventi della tassa di sbarco e provare a portare, gradualmente, i visitatori anche in questo angolo di paradiso. «Perché una cosa è certa – ribadisce Vigorelli – se continua così faremo di tutto per riprendercela».
Tra i progetti che il commissario del Parco, Gaetano Benedetto, ha sempre sostenuto di voler realizzare a Zannone, ci sarebbe anche l’idea di trasformare la villa dei Casati Stampa in un rifugio aperto, sul modello di quelli d’alta montagna. Senza un centimetro cubo di cemento in più, è chiaro, ma inaugurando piuttosto la stagione del turismo responsabile, l’unico che possa salvare posti incantevoli come questo.

di Paolo Sarandrea

 

Link alla pagina del Corriere della Sera (con foto). Roma/Cronaca del 1° luglio 2013: Zannone. Guerra del Parco: leggi qui

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