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Gente di mare: il Barone e il Comandante

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di Giuseppe Tricoli (Peppe)

 

C’è stato un tempo in cui, a Ponza, la partenza dell’aliscafo era aleatoria nelle “settimane di passione”; esse, però, si alternavano con le “settimane di Elio”; il significato astronomico e nautico dell’espressione ci è ignoto; il significato umano, invece, lo ha illustrato Giuseppe Tricoli, il caro ‘Barone’, in questo scritto bello ed emozionante, pubblicato a dicembre 2007 da LISOLAWEB, mensile on line di Capri.
Risulterebbe superfluo e retorico ogni altro commento su cosa significhi essere isolani e rapportarsi al mare: conoscerlo, viverlo, rispettarlo, temerlo, talvolta detestarlo, considerarlo
“limite e risorsa”, per dirla con Braudel. (RB)

Il Barone Giuseppe Tricoli e il Comandante Elio Altomare

Il ‘Barone’ Giuseppe Tricoli e il Comandante Elio Altomare

Quel venti giugno di ventidue anni fa iniziava l’avventura ponzese di Elio Altomare, durata sino al 31 luglio scorso quando è sbarcato “per raggiunti limiti d’età”.
Il nostro aliscafo ha un nuovo comandante (cui faccio i migliori auguri di buon lavoro), io non ho più, se non via telefono, il costante scambio di battute, consigli e suggerimenti con Elio, rientrato a Procida; la vita notturna ponzese, quella semplice tra amici, perde un grande trascinatore, bravo con la chitarra quasi come con un timone tra le mani.
Elio ha fatto tanto, anche a Ponza, per far diventare l’aliscafo un mezzo affidabile e sicuro, su cui poter contare, dovendo annullare gli effetti negativi causati da altri suoi colleghi capaci di restare fermi in porto anche per cinque giorni consecutivi.
A quel tempo al mattino si partiva solo in aliscafo, via Ventotene, o nel pomeriggio in nave trascorrendo una serata in terraferma. Si era purtroppo creata una strana situazione: nella settimana di comando di Elio o si partiva tutti i giorni, oppure ci si rassegnava alle cattive condizioni del mare; cambiava il comandante ed anche quando veramente non si poteva partire era sempre il dubbio a farla da padrone per i tanti episodi poco credibili.
Famosa l’accoglienza con lanci di pomodori riservata al suo collega dopo che un concerto attesissimo, nell’ambito dei festeggiamenti di Santa Candida, era saltato perché l’aliscafo da Formia non aveva portato gli artisti a Ventotene e tutti giuravano che il mare era navigabilissimo.

La carriera di Elio Altomare è iniziata, dopo il Nautico a Procida come tanti ragazzi di Ponza, con viaggi tra l’Inghilterra e l’Australia su navi passeggeri cariche di immigranti in cerca di fortuna. Si imbarcò sulle navi da crociera. Nel 1973 era sull'”Irpinia” e facemmo vari scali con navi diverse (io ero, da passeggero, con il “Caribia”), ormeggiando fianco a fianco, scoprendo la cosa solo lo scorso inverno.
Poi la scoperta dell’aliscafo con la Snav su linee italiane e straniere (dal Golfo del Messico alla Costa Azzurra), infine l’ingresso in Caremar per tenere a battesimo quasi tutte le nuove costruzioni dei cantieri Rodriquez di Messina dove era oramai di casa, senza contare il trasferimento dalla Norvegia a Napoli di un catamarano di nuova costruzione con episodi memorabili.
Abbiamo in comune la passione per le belle barche e le belle navi e questo legame rimarrà nonostante il venerdì sera non ci ritroveremo nel mio studio a commentare cosa era accaduto nella sua settimana a casa. Per una strana circostanza, i nostri padri hanno svolto, il suo a Procida e il mio a Ponza, lo stesso lavoro di dirigenti del locale Ufficio di collocamento, quando il sussidio di disoccupazione o l’avviamento al lavoro avevano un significato che forse oggi non gli attribuiamo più.
Quante volte – la nave partiva da Ponza alle 4,30 del mattino- un marinaio che aveva avuto una chiamata all’improvviso veniva a casa nostra nel cuore della notte perché aveva bisogno di qualche documento che era in ufficio da papà. Lui non batteva ciglio perché non si poteva aspettare il giorno dopo, prendeva le chiavi e poi ritornava a casa sicuramente contento di avere dato un aiuto. Qualcuno, fino a non tanti anni fa, ancora mi rammentava questi episodi, impensabili oggi, e mi sono sempre più convinto che quelle alzatacce avevano un senso e sono servite a qualcosa.

Elio Altomare era al comando quando l’aliscafo lasciò Ponza per fare una sosta notturna a Ventotene quando noi riuscimmo ad avere in porto il traghetto. Al mattino partivamo con la nave, poi da una corsa giornaliera siamo passati a due. L’aliscafo lo avevamo solo il lunedì mattina con la oramai “storica” partenza alle 8,10 da Formia.
Questo argomento spesso ci ha visto su posizioni comprensibilmente diverse ma, se Ponza ha ottenuto la sosta notturna del traghetto, Ventotene proprio grazie alla presenza in porto dell’aliscafo (non essendo il porto tuttora agibile di notte per le navi traghetto, nonostante i continui interventi) ha risolto molti trasporti d’urgenza, impossibili con un elicottero ma non per il mezzo nautico. In tanti di questi episodi Elio era al suo posto, sempre coadiuvato da un equipaggio affiatato e compatto.
Poi finalmente anche Ponza, nell’ottobre 2005, riesce ad ottenere il “suo” aliscafo: il “Monte Gargano”, arrivato in noleggio temporaneo con i colori dell'”Adriatica”, viene trasferito a Caremar per il collegamento quotidiano veloce Ponza-Formia. Da quell’ottobre ad oggi è sempre Elio che il 1° gennaio 2006 esce dal porto e trasferisce il “Monte Gargano” a Messina perché problemi burocratici ci privano, sia pure sino a giugno 2006, ancora una volta del collegamento veloce.
Una dura e testarda battaglia, quella ingaggiata sin dal 2003 dall’Amministrazione guidata da Pompeo Porzio, nei confronti del Ministero dei trasporti e della Caremar. Ho quasi sempre fatto parte della delegazione ponzese che ha gestito le trattative, per scelta diretta e personale del Sindaco, ma sarei ipocrita, nessuno ci crederebbe, se non dicessi che mi sono sempre consultato con l’amico prima che col comandante Elio Altomare al momento di decidere delle strategie.

Una sera, sulla terrazza di “Orestorante”, quella tavolata di amici, non nuovi ad “impegni” del genere, poteva anche passare inosservata; ma quei marinai di Elio Altomare, dai vecchi dell’85 a quelli imbarcati solo qualche mese fa, davano un senso, più delle parole, alla serata voluta da Oreste e da tutti noi per Elio. Ernesto gli ha consegnato un suo scritto. Lo ha fatto lui, che ne è capace, ma avremmo potuto scriverlo a più mani. Sono sicuro che Elio lo conserverà, lui che con le “scartoffie” non hai mai avuto la stessa dimestichezza che aveva con i bollettini meteo o l’A.I.S., la sua ultima passione.
Detto questo non mi sono affatto meravigliato quando, una mattina, alla partenza del “Monte Gargano”, con Elio a bordo in qualità di “passeggero pagante”, in tanti hanno sentito il desiderio di salutarlo.
Quando l’aliscafo ha lanciato i tradizionali tre colpi di sirena, le barche in porto non si sono fatte attendere e si sono unite al coro. Stavolta è stato così. In futuro Elio Altomare arriverà e partirà in sordina perché sono sicuro che anche Elio non potrà stare per molto tempo lontano da Ponza e da quella che per ventidue anni è stata la sua seconda casa.

 

Testo ripreso da “L’isola”, periodico di Capri, Anacapri, delle isole e delle costiere – numero 34 – Dicembre 2007
Foto a cura della Redazione di Ponza racconta

 

Elio Altomare, Ernesto Prudente, Oreste Romagnolo

Elio Altomare, Ernesto Prudente e Oreste Romagnolo

Isidoro Scotti, Giuseppe Tricoli, Emilio Valiante, Luciano Farese, Gaetano Busiello, Silverio Pacifico, Mariano Piciicco, Alberto Giordano, Peppe Coppa

Isidoro Scotti, Giuseppe Tricoli, Emilio Valiante, Luciano Farese, Gaetano Busiello, Silverio Pacifico, Mariano Piciicco, Alberto Giordano, Peppe Coppa

 

 

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