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Zannone

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di Silverio Lamonica

Zannone. L'ultimo guardiano

 

Il Corriere della Sera – edizione romana del 1° luglio u.s. – riporta il seguente articolo a firma di Paolo Sarandrea: “Guerra per l’isola di Zannone – Il sindaco di Ponza al Parco: ridatecela”.

Il nostro sindaco, giustamente, deplora l’incuria in cui l’Ente Parco del Circeo ha gettato la stupenda isoletta. Tale stato di degrado dura da diversi anni, tanto è vero che fu sottolineato anche da Silverio e Gennaro Mazzella (Al Brigantino) nella loro opera: “Isole nella corrente” edita nel 2011 e proprio su questo sito, il 27 giugno dello stesso anno, ne fu pubblicata la recensione (leggi qui).

Il giornalista aggiunge che “Zannone… dal 1979 è entrato a far parte, appunto, del Parco nazionale del Circeo”. Io c’ero. All’epoca ero uno dei componenti della giunta comunale guidata da Mario Vitiello. All’epoca gli affittuari erano i Vignati – Casati, i quali corrispondevano al Comune un modesto canone annuo: qualche milione di vecchie lire, tanto bastava per garantirsi una riserva esclusiva di caccia. Quindi interpellammo il C.N.R. e l’Ente Parco del Circeo per affidare loro l’isola, con un canone annuo ben maggiore, oltre alla garanzia di mantenere – a loro spese – il guardiano, un nostro concittadino.

Leggo poi con meraviglia che “noi versiamo al parco, ogni anno, oltre quattordicimila euro. E di sicuro non vengono investiti a Zannone” (!)

Insomma, mutatis mutandis (come dicevano gli antichi romani) la “frittata si è capovolta”: il Comune non solo non incassa, ma ci rimette e per di più subisce anche la beffa dell’incuria!

Fa bene il Sindaco a reclamarla.
Con interventi conservativi e di restauro appropriati  si potrebbe valorizzare l’isola anche dal punto di vista turistico, dando opportunità di occupazione a diversi giovani ponzesi: mi risulta che lo scorso anno sono state formate delle guide turistiche proprio per Zannone, in vista di un turismo responsabile, per l’appunto.

Zannone Ruderi. Mai usato

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3 commenti per Zannone

  • vincenzo

    Caro Silverio perché nel 1975 Zannone fu data al CNR e non gestita direttamente dal Comune di Ponza?

    Perché poi in seguito è stata data al Parco Nazionale del Circeo?

    Perché le amministrazioni che si sono succedute, compresa quella teoricamente più ambientalista, quella di Ferraiuolo/Bernardi con i suoi progetti Castalia, non hanno mai rivendicato una gestione diretta di Zannone?

    E’ chiaro che sono d’accordo che Ponza ritorni ad una gestione diretta di Zannone, non serve a niente (vedi l’incuria) e a nessuno (vedi l’esigua fruizione) un’isola così abbandonata. Ma questo rimarrà una scaramuccia estiva, perché a Ponza manca un progetto chiaro di sviluppo economico ecosostenibile o forse una seria volontà politica per perseguirlo.

  • Michele Rispoli

    Vincenzo non solo scende sempre dalle nuvole ma si atteggia a risolutore dei problemi.
    Tempo addietro mandai alla redazione di Ponza racconta il mio pensiero sugli errori storici degli ultimi cinquant’anni (leggi qui), tra i quali mettevo, a mio modo di vedere, sia Palmarola che Zannone.
    Dicevo che li abbiamo persi: Palmarola per egoismo venatorio, Zannone per ‘uallera, paposcia, in italiano invidia e gelosia.
    Sempre a mio modo di vedere in tutte e due le perdite c’era lo zampone di Ernesto per Zannone e lo zampino della ‘cricca del fellone’ per Palmarola.
    Ben venga la liberazione di Zannone dall’attuale degrado..
    Zannone è la prova che certi istituzioni ‘ecologiche’ vogliono solo il potere e la gestione. Se ne fregano altamente dell’ambiente.
    Zannone è in un degrado spaventoso.
    Ricordo fatti accennati ultimamente: mufloni morti, stanze piene di scatole di bocconi avvelenati incustodite, sentieri inesistenti ecc.

    Al Sindaco tutto il mio appoggio morale, materiale e fisico.

  • silverio lamonica1

    Caro Vincenzo, all’epoca i Vignati – Casati spadroneggiavano, facendo anche gli arroganti: “E’ già troppo il canone che corrispondiamo al Comune” fu la risposta secca di Vignati alla richiesta del sindaco don Mario di aumentare il prezzo dell’affitto allora irrisorio. Altro che “uallera” di cui parla il simpatico amico Michele! Inoltre gli affittuari erano troppo potenti, per cui l’Amministrazione avrebbe dovuto sobbarcarsi le spese di una lite giudiziaria molto lunga, costosa e dall’esito incerto. Di qui la necessità di rivolgersi ad enti statali come il C.N.R. e Parco che in modo assai celere liquidarono la faccenda. Allora si era fiduciosi che C.N.R. e Parco fossero enti seri …. a giudicare dai risultati così non è stato.
    Dalle “scaramucce”, sia pure estive, può nascere la volontà di elaborare “un progetto chiaro di sviluppo economico ecosostenibile” … uno scatto di orgoglio e la “seria volontà politica” seguirà.

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