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Qualche riflessione sugli eventi di Ponza Estate 2013

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di Rita Bosso

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“Su Ponza d’Autore”.
Alcune riflessioni a margine dell’intervento di Gianluigi Nuzzi, alla presentazione di Ponza Estate di ieri: in modo sobrio e non enfatico il giornalista ha presentato il  programma di Ponza D’Autore 2013 – Todo Cambia – Rassegna per chi ama i libri e l’isola.

E’ noto che Ponza Estate è finanziata prevalentemente con i proventi della tassa di sbarco 2012; si avvale anche del sostegno di sponsor, per cui il costo effettivo va ben oltre i novantamila euro frequentemente menzionati. Al momento non è stato reso noto il dato delle risorse complessivamente impegnate, la cui conoscenza renderebbe possibile, a fine estate, la valutazione dell’iniziativa, ovvero la stima del rapporto tra costi e benefici.
Nuzzi ribadisce che la rassegna non graverà sul bilancio di Ponza Estate, essendo completamente sponsorizzata da privati. Da non residente, ne sono sollevata: se dovessi contribuire col mio euro e cinquanta al soggiorno ponzese di Selvaggia Lucarelli, la mia mano sarebbe presa da crampi, al momento di tirar fuori il portafogli in biglietteria.
Molto pragmaticamente, Nuzzi non parla di cultura e di letteratura, bensì di libri: oggetti che si vendono solo se preceduti da vari passaggi televisivi e da un robusto marketing dell’editore.
Non rivendica alcuna primogenitura: si limita a ricordare che la rassegna è giunta alla quinta edizione, che all’inizio la partecipazione di pubblico era molto modesta ma è cresciuta negli anni. Qualcuno evoca una competizione con Cortina, ma credo che sulle Dolomiti dormano sonni tranquilli: gli incontri con l’autore in estate sono ovunque, da Aosta a Zagarolo, con nomi diversi (‘Una Montagna di Libri’ a Cortina; ‘Libridamare’ ad Ischia, alla sua diciottesima edizione etc) ma con schemi e parterre di ospiti similari.
Probabilmente, nessuna di esse fa incrementare di una sola unità il numero dei turisti (a differenza dei festival letterari e di rassegne di nicchia, che esercitano un forte richiamo); offre però un momento di intrattenimento ai turisti presenti, che non è poco; se sia abbastanza, andrebbe valutato in rapporto alle risorse impegnate.
Destinatari della rassegna ponzese sono “coloro che amano i libri e l’isola”; negli anni passati ho seguito qualche serata ed ho avuto l’impressione che il pubblico avesse un interesse piuttosto tiepido nei confronti dei libri presentati – tant’è che il book shop rimaneva desolatamente, costantemente deserto – , che fosse prevalente l’interesse per il nome noto, per la faccia vista in tv: è una constatazione, non una nota polemica, peraltro desunta da un numero davvero esiguo di osservazioni.

Tre loghi

“Sulla kermesse gastronomica”.
Uno dei segmenti in cui si articola Ponza Estate è la gastronomia; il sito www.ponzaestate.it menziona due eventi, ma il link a ‘Ponzaintavola’ è vuoto, quello a ‘Kermesse’ http://www.ponzaestate.it/kermesse-culinaria/ lascia dei dubbi che, peraltro, neanche la conferenza del 1° luglio ha chiarito.
Detto brutalmente: si mangia oppure no? Non è questione irrilevante, dal momento che l’evento si svolge nel fine settimana dal 9 all’11 agosto, quando la presenza dei turisti raggiunge il picco e i ristoratori hanno qualche speranza di riempire i tavoli.
Il programma appare interessante, nulla quaestio se fosse stato proposto in bassa stagione, le riserve nascono dal fatto che, se la kermesse prevede degustazioni e vendita di alimenti, allora entra in concorrenza con le attività di ristorazione, alcune delle quali già asfittiche, gravate da costi di esercizio annui elevati e non comprimibili.
Insomma, per restare in tema, speriamo che non si utilizzi il cuore del carciofo, lasciando agli altri le foglie esterne.
L’intero programma di Ponza Estate, invero, si concentra di fatto nei due mesi di luglio ed agosto, tant’è che il sito web era inattivo sino al 30 giugno; sembra quasi che gli stessi ideatori non attribuiscano alle loro iniziative la capacità di catturare turisti, di indurli a venire appositamente a Ponza; che vogliano limitarsi ad intrattenere quelli che già sono in loco, quelli che a Ponza sarebbero sbarcati in ogni caso: d’accordo, non è poco ma siamo ben lontani dall’utilizzo ottimale delle ingenti risorse investite.
Destagionalizzare, promuovere lo sviluppo sostenibile, evitare lo sfruttamento intensivo delle risorse, rispettare il fragile equilibrio dell’isola sembrano obiettivi al momento non perseguibili, e neanche presi in considerazione.

Apprendiamo dal programma che sarà presentato il Piccolo Ricettario, scritto dai bambini ed edito da Orestorante; giova ricordare che il Ricettario è frutto del lavoro di mesi della redazione di Ponza racconta e della maestra Irene Mazzella; la prima ha ideato il concorso, si è beccata le polemiche dell’inevitabile sapientino di turno, ha costituito una giuria e ne ha guidato l’operato, ha cercato uno sponsor, ha realizzato la promozione del concorso; la seconda ha curato il momento didattico.
L’idea che il Piccolo Ricettario sia stampato non può che riempirci  di gioia e di orgoglio; in maniera informale abbiamo dato ad Oreste il via libera ad utilizzare il materiale raccolto ed, implicitamente, il nostro lavoro ed il “marchio”; abbiamo anche redatto due righe di prefazione… ma nulla di tutto ciò si evince dal programma.
Fa niente… lentamente, slowly, gusteremo le foglie del cardo, all’insegna dello slow food.

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