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Onde road

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di Francesco De Luca (Franco)

Onde road. Immagine da www.artionline.it

Quest’estate sembra che le serate nelle piazzole saranno allietate da esibizioni musicali di artisti emergenti.

Il dubbio che introduco col verbo “sembra” è riferito a ciò che accadrà in luglio e ad agosto, perché quanto detto sulle esibizioni musicali e sul piacere che danno, mentre si passeggia per il Corso, questo è vero e posso attestarlo.

Le sere del 21 e del 22 sono stato gradevolmente colpito dalle musiche espresse da alcuni gruppi musicali sia sotto il Municipio sia nella piazzola di Punta Bianca (bar Gildo).

Il gruppo musicale sotto il Municipio ha proposto “bossa nova” con la meravigliosa voce di una ragazza, accompagnata da un chitarrista e da un percussionista.

Le sofisticate canzoni di Jobim, di Vinicius de Moraes, di Joao Gilberto sono state offerte da quella ragazza così graziosa nella voce, modulata elegantemente, senza le forzature dell’apparire, del meravigliare. Soltanto la gioia di esprimerle.

Ieri sera invece a Punta Bianca, per sollevare dall’amaro della sconfitta col Brasile, un trio con il chitarrista Scarfani, un batterista e un bassista, ha proposto brani di  “jazz mediterraneo”. C’erano echi di musica partenopea, musica greca, spagnola; atmosfere ricercate e manierate che il chitarrista sapeva trarre, anche supportato da una notevole tecnica.

Che  dire… sono rimasto imbrigliato dalle musiche che il venticello serale rendeva frizzante, e noi astanti ce le avvolgevamo, come a coprirci.

Ho saputo che l’iniziativa è del Comune e che la realizza la compagnia “onde  road”. Altre performance ci saranno a luglio e ad agosto.

L’idea è davvero gradevole perché Ponza offre nelle stradine scorci dove soffermarsi per gustare la notte. Piccolo il paese, minute le piazzole, dolce la musica d’autore.

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1 commento per Onde road

  • Enzo Di Fazio

    Due anni fa sono stato in vacanza per qualche giorno ad Orvieto nel periodo in cui la città aveva organizzato un festival del jazz e ricordo che mentre si passeggiava tra i vicoli e le strade del borgo antico ci facevano compagnia le dolci note di brani di G. Gershwin, D. Ellington, M. Ravel e altri scelti tra quelli proposti nei concerti serali.
    Ricordo la cosa come molto gradevole perché le musiche erano di quelle soft, riprodotte in una tonalità bassa, non invasiva che non disturbava nemmeno se si conversava.
    Una musica conciliatrice, direi quasi terapeutica.
    Ecco, pensavo sarebbe bello se, per le stradine di Ponza, al calar del sole si potessero provare le stesse sensazioni. Certo non tutta la musica si presta a queste possibilità. Ma mi pare che quella di questi giorni, descritta così bene da Franco, sia la musica giusta.

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