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L’isola riflessa / Il riflesso dell’isola

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la Redazione

Riflessi copia

 

‘L’isola riflessa’ è il titolo di un originale romanzo di Fabrizia Ramondino dedicato a Ventotene. È inevitabile che un’isola, come qualsiasi altro luogo, rifletta se stessa non solo nella promozione pubblicitaria, ma nello stesso immaginario.

Far coincidere l’idea di un’isola con l’immaginario esalta la forza del messaggio.

In fondo Capri, per fare un esempio illustre, ha firmato la sua icona universalmente conosciuta e non fa altro che riproporre questa immagine nel corso degli anni.
La sua immagine è stata creata in decenni da scrittori e artisti di ogni parte del mondo che non solo conoscevano e vivevano Capri, ma ne conoscevano ogni sfumatura. Capresi non d’origine, ma abitatori per decenni che ne approfondivano storia, tradizioni, arte, tanto da farle diventare sangue del proprio sangue.

Cala Feola.GEO

Ponza non ha ancora una sua immagine affermata, al di là delle banali “trasparenze marine e le spiagge assolate”, ad uso turistico-ricreativo.
Ponza, un’isola così affascinante e in un certo senso sfuggente, non ha ancora una sua carta d’identità.
Una carta d’identità che non possiamo delegare ad altri che non siano gli stessi ponzesi o di quanti, vivendo e frequentando Ponza, ne conoscano le sfumature, la storia e soprattutto la amino con un trasporto  non finalizzato alla sola speculazione economica. Amare, infatti, significa non solo conoscere, ma rispettare la diversità, senza imporre cliché precostituiti rivolti solo a scatenare l’immaginario collettivo, senza un radicamento nella realtà.
Ogni altro tipo di promozione, come si sta tentando di fare da qualche tempo, proponendo Ponza come trampolino di lancio pubblicitario per i propri esclusivi seppur legittimi interessi economici, distruggerebbe irrimediabilmente la vera identità della nostra isola.

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L'isola riflessa. Libro

“Una piccola isola mediterranea, luogo appartato di natura e di storia, di eros e di spirito, di mito e di turistico, ospita l’autrice per una primavera e un autunno di ritiro. Posti e persone sfidano la sua attenzione, il carcere e le case che furono dei confinati, il mare e la piazza, i fiori e le pietre, le donne del Nord e gli abitanti del luogo: il ricordo vivo, la compresenza di altri tempi e altre storie, le sollecitazioni ambigue del presente, l’attesa di una resurrezione che non vedremo. Nel suo libro più doloroso e più luminoso, nel suo libro più bello, Fabrizia Ramondino piange la fine di un mondo, o del mondo, e la fine dell’utopia, e si mette in gioco per parlare di noi, delle gioie o delle sofferenze di ieri e delle dimenticanze di oggi, di ciò che abbiamo voluto perdere e di ciò che siamo voluti diventare”.

[di Goffredo Fofi, dalla presentazione del libro sul sito della Giulio Einaudi Editore]

Fabrizia Ramondino. L’isola riflessa (1998); pp. 155; Einaudi Supercoralli

 

Fabrizia Ramondino (Napoli, 1936 – Gaeta, 23 giugno 2008).

Da http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/arte_e_cultura del 24.06 2008: “Annega la scrittrice Fabrizia Ramondino: raccontò le inquietudini di Napoli

Morte improvvisa, lunedì pomeriggio, su una spiaggia nei pressi di Itri. L’autrice aveva 72 anni.

FRANCESCA RAMONDINO SCRITTRICE

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