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Storielle ponzesi in pillole. (2). Ciccill’ i Maistà

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di Michele Rispoli

 

Ciccill’ ’i Maistà alias Francesco De Luca, calzolaio con la bottega in corso Pisacane, di fronte il negozio di Antonietta Calisi in Paesano, moglie di Miniello.

Uomo serio, schietto, allegro, intelligente. Malgrado il suo handicap era sempre sorridente e cordiale.
Amante della fisarmonica che suonava senza conoscere la musica, della pesca e della caccia dalla barca.

Al mattino si recava alla bottega larga quanto una sedia e ci metteva dietro a un tavolinetto porta arnesi; in un piccolo passaggio era posizionato un minuscolo sgabello, in attesa di essere occupato da un amico.

 

Il fatto:

un giorno si presenta in bottega un amico, giovanissimo, vicino di casa, che incomincia a raccontare a Ciccillo l’avventura della mattinata.
Dice: – Ero alla finestra dell’officina quando vedo nel cortile sottostante dei grossi topi. Prendo un pomodoro maturo quasi marcio e lo butto di sotto. Immediatamente il topone lo prende e lo porta in tana.
Mi viene l’idea di prendere un altro pomodoro, tagliarlo e aggiungerci del veleno nero 
della farmacia. Fatta l’operazione butto i bocconi avvelenati nel cortile. Dopo poco, escono due toponi, – quelli che volgarmente a Ponza chiamiamo zoccole -, prendono i due pezzi di pomodori e li portano via. Ripeto l’operazione più volte, aumentando il numero dei bocconi avvelenati. Il risultato è stato sempre lo stesso. Hanno preso e trasportato tutti i pomodori in tana…
Zi’ Ciccill’ c’aggia fa’?

– ’Uagliò continua! …datti da fare! …Chille mò stanne facenne ’i buttiglie ‘i pummadore, ma ‘stu vierne morene tutt’ quante! (…ma quest’inverno muoiono tutti quanti!).

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