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Oltre Ponza: in giro per isole. Procida (10)

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di Rosanna Conte

 

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Elsa Morante

Il nostro percorso lungo via Marcello Scotti, accompagnato dal racconto delle vicissitudini armatoriali di Procida, ci ha condotti alla confluenza con la strada principale dell’isola, via Vittorio Emanuele, l’arteria a cui affluiscono stradine laterali che si diramano verso le punte disposte a nord-ovest. Se nella parte antica abbiamo parlato delle tradizioni procidane, adesso che ci muoviamo nel centro dell’isola, siamo spinti a parlare della sua vivacità culturale, ed il cammino, come in precedenza, ci aiuta ad aprire altri orizzonti.

Via Vittorio Emanuele

Via Vittorio Emanuele

In questo punto siamo circa a metà di via Vittorio Emanuele, che inizia alla Marina di Sancio Cattolico (col nome di Canale) e costeggia la chiesa di San Leonardo, il viale del palazzo Catena, Piazza Posta e la Scuola Elementare – chiamata tout court “l’edificio” per l’imponenza della costruzione – con il monumento ai caduti. Dal punto in cui siamo, l’incrocio davanti al palazzo Scotto Lachianca, lasciamo, sulla sinistra, l’ultima palazzina di via Marcello Scotti, villa Movizzo – un grazioso villino liberty con annesso giardino, terrazzo sul mare e discesa alla Chiaia – e ci incamminiamo passando davanti alla vecchia sede del Municipio.

Villa Movizzo

Villa Movizzo

Subito dopo, nello slargo di piazza San Giacomo, c’è una deviazione a destra – verso nord-ovest – per via Madonna della Libera (Starza, Faro, Cimitero, Pozzo Vecchio, Cottimo); ma, continuando dritto, dopo la discesa pubblica alla Chiaia di via dei Bagni, possiamo continuare fino all’Olmo.

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Fine via Vittorio Emanuele in piazza Olmo

Lungo questo percorso, subito dopo la discesa, incontriamo un cancello con un grande viale ombreggiato da pergolati che, dopo un arco, si inoltra verso il mare. È la vecchia pensione Eldorado, dove hanno alloggiato molti studenti ponzesi, ma oggi è la sede delle manifestazioni culturali legate alla scrittrice Elsa Morante ed ha assunto il nome de “I giardini di Elsa”.

Villa Eldorado. Procida

Ex-pensione Eldorado su via Vittorio Emanuele

Forse non è superfluo ricordare che, nel bellissimo romanzo della Morante, “L’isola di Arturo” (Premio Strega 1957), Procida è il simbolo dell’innocenza del protagonista, Arturo, che da adolescente vive le sue forti emozioni in questo luogo circoscritto della sua vita, tutelato dall’illusione del mito del padre. Quando il mito paterno andrà in frantumi, Arturo andrà via dall’isola.


Dal romanzo il regista Damiano Damiani, nel 1962, ha tratto un bel film che ha contribuito a diffondere l’immagine di Procida come l’isola di Arturo.

È così che nel 1986, l’anno successivo alla morte della Morante, le cui ceneri furono disperse nel mare di Procida, nasce il premio letterario“Procida, isola di Arturo e di Elsa Morante”.
Organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Procida con il patronato del Presidente della Repubblica e della Regione Campania, la manifestazione consiste nella scelta e premiazione di libri, suddivisi in tre sezioni, narrativa e/o poesia, saggistica e traduzioni, con un’ulteriore articolazione – “All’isola” – destinata a tesi di laurea su Procida svolte nell’ultimo anno.

Premio Elsa Morante

Premio “L’isola di Arturo e Elsa Morante”

La giuria è sempre composta da nomi prestigiosi nell’ambito letterario e da personalità di spicco internazionale. Nel corso degli anni ne sono stati membri Dacia Maraini, Alberto Sinigaglia,Domenico Rea, Fabrizia Ramondino, Raffaele La Capria, Elio Pecora, Ermanno Corsi, Antonio Lubrano…

Elsa Morante sceglie di vivere a Procida durante la guerra, quando con suo marito, Alberto Moravia, fugge da Roma per cercare un luogo più sicuro.

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 Alberto Moravia

Alloggia proprio all’Eldorado, una pensione immersa in un agrumeto a picco sul mare e resta affascinata dalle atmosfere magiche dell’isola.

Ex pensione Eldorado. Procida

Giardino ex-pensione Eldorado

Nel romanzo riporta i sentieri, la costa, le costruzioni e sono di facile individuazione il carcere con la Terra Murata, l’isolotto di Vivara, la Corricella e il porto con le antiche grotte; di difficile individuazione è il luogo della casa, isolata ed elevata, di Arturo.

La forza letteraria della Morante fa respirare atmosfere uniche durante la lettura e chi va a Procida con negli occhi e nell’anima le pagine del romanzo, cerca i luoghi e gli scorci che si sono fissati nella sua mente per riviverle.

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Elsa Morante

Questo forte legame del romanzo con il territorio ha fatto assurgere “L’isola di Arturo” a Parco letterario, una modalità di fare turismo e cultura che, dal 2009, prevede percorsi ed itinerari lungo i luoghi di vita e di ispirazione dei grandi scrittori:  http://www.parchiletterari.com/ 

Il Parco letterario offre un’accoglienza mirata, visite guidate, eventi spettacolarizzati con il coinvolgimento anche di realtà imprenditoriali locali che vanno dall’enogastronomia all’artigianato. Il visitatore, così, compie percorsi sensoriali che gli fanno rivivere il ricordo dello scrittore e gli fanno provare, gustare, sentire, toccare ed osservare tutto ciò che ha portato un autore a scrivere pagine storiche della letteratura. In questo modo è stimolato a reinterpretare il territorio come insieme di risorse ambientali, sociali, storiche e artistiche e a dare un significato ai luoghi nella loro complessità, in quanto risultato del connubio tra paesaggio, patrimonio culturale e attività economiche. Diventa, così, un visitatore consapevole che non si ferma al solo panorama, ma partecipa alla salvaguardia dei luoghi stessi. E’ dal 2009 quindi, che a Procida si organizzano, nell’arco di una settimana a settembre, giornate dedicate alla pittura, alla fotografia, a dibattiti di giornalisti, studiosi, artisti e uomini di cultura per terminare con la premiazione dei vincitori del concorso”Procida, isola di Arturo e di Elsa Morante”.

La vivacità culturale di Procida si esprime anche in altre manifestazioni come il premio di poesia “Le ali di Pindaro”- giunto alla V edizione- organizzato e gestito dall’Associazione PleiadiChorus, nata 10 anni fa, che cura anche spettacoli musicali.

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Concerto del PleiadiChorus nel Vascieddo

C’è poi “L’isola del Postino”, una manifestazione ad ampio raggio organizzata dalla Pro Loco e dall’UNPLI Napoli, che promuove più ambiti artistici attraverso concorsi articolati in diverse sezioni: fotografia, video, cinema (documentari e cortometraggi), poesia. La premiazione avviene a fine dicembre con una giuria di esperti e personalità del settore.

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L’isola del Postino”

Diverse sono le Associazioni che si impegnano nell’arco dell’anno a rendere viva culturalmente l’isola, oltre a quelle già citate.
C’è il Coro Polifonico “San Leonardo” attivo con i suoi concerti dal 1989 o l’Associazione Culturale “Artigianato tipico procidano Cose di Procida” che, promuovendo le attività ed i prodotti artigianali dell’isola, ricerca e individua nuove possibilità di lavoro.
Associazioni come “Procida è…” o “Chiaiolella Borgo marinaro” in collaborazione con le grangìe e le parrocchie, organizzano le sagre del carciofo ad aprile, dei limoni ai primi di maggio, del pane nella prima decade di giugno e del vino nel periodo della vendemmia. 

.Festa del carciofo 

Festa del carciofo

Né i procidani si lasciano scappare l’occasione di gareggiare con Ischia, Capri, Viareggio nella costruzione di barche allegoriche che sfilano alla festa di Sant’Anna davanti al castello aragonese di Ischia.

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“Roma caput mundi ” – Barca allegorica procidana vincitrice del 2010

La vivacità di questa piccola isola nasce dalla continua osmosi con un mondo esterno ricco di stimoli intellettuali. Tanti sono stati gli artisti e gli scrittori che hanno fatto di Procida una sede privilegiata.                                               

 Se ci soffermiamo al solo ‘900, pensiamo a Toti Scialoja, pittore dell’astrattismo informale e scrittore, che ha fatto conoscere l’isola a personaggi importanti che poi l’hanno frequentata nell’arco della loro vita.  

Toti Scialoja

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Toti Scialoja ed un suo dipinto: “Venere” 

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Cesare Brandi

Tra essi essi citiamo Cesare Brandi, critico e storico dell’arte; Bernard Rudofsky, architetto del razionalismo italiano che ha operato in tutto il mondo- studiando l’architettura spontanea da Procida all’India, alla Cina- Mario Mafai, pittore iniziatore della Scuola romana, ma ce ne sono tanti altri.

Rudofsky, Artchitekt, Ethnologe, Philosoph           

Bernard Rudofsky   

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Mario Mafai -Tram

E fu sempre Scialoja che fece scoprire Procida a Elsa Morante e a Moravia, ma anche a Montale. Altri poeti hanno soggiornato sulla piccola isola, come Marino Moretti, poeta del Crepuscolarismo, e la sua compagna, la traduttrice francese Juliette Bertrand.

A fine anni ’60 e oltre, Procida era ancora meta di artisti. Io personalmente ho frequentato la casa di Miguel Garcia Vivancos (1895-1972), anarco-sindacalista spagnolo e antifranchista in esilio a Parigi, amico di Picasso che lo aveva incoraggiato a seguire la strada della pittura. Le sue opere naïf sono esposte nei musei di New York, Rio de Janeiro, Parigi… Nella sua casa estiva di Procida, sul patio, si mangiavano spaghetti e si raccontava del franchismo e delle vicende di Vivancos, come lo chiamava Pilar, la moglie, molto più giovane di lui, che non si stancava mai di parlare del suo eroe.

Miguel Garcia Vivancos. Village basque

Miguel Garcia Vivancos – Village basque

Miguel Garcia-Vivancos. Les quais de la Seine

Miguel Garcia Vivancos – Les quais de La Seine

Come anche ho trascorso serate estive a mangiare r’ cole r’ stocco (code di stoccafisso) nel portone della tipica casa procidana padronale di campagna di Lucia, moglie dell’ingegnere Giancarlo Cosenza,membro della Società Européenne de Culture, del Comitato Scientifico di Lega Ambiente, impegnato da anni in attività di tutela di Procida (nel 1963-1970 si è occupato del Piano territoriale paesistico dell’isola), svolgendo una serrata critica alla devastazione in atto del patrimonio ambientale e architettonico. Suo padre aveva collaborato con Rudofsky alla realizzazione della famosa Villa Oro a Posillipo.

Villa Oro Napoli

Villa Oro. Napoli

E’ ancora negli anni ’70 che a Procida arriva la traduttrice Anna Maria Galli Zugaro, che affascinata dall’isola, caldeggia con successo l’idea di farla diventare sede del Collegio dei traduttori letterari d’Europa, presso il ministero degli Esteri ed il Consiglio d’Europa.
Così a Procida, per diciotto anni, sono giunti traduttori europei dei maggiori romanzi italiani che hanno usufruito di una casa e una diaria in cambio del loro prezioso lavoro. Dopo la scomparsa della Galli Zugari, l’isola ha perso la titolarità della sede e oggi sappiamo che ne è sorta una a Roma, nel 1911, a cura dell’Istituzione Biblioteche di Roma Capitale. Ma c’è ancora qualcuno, come l’inglese Sullivan, presente sull’isola da decenni, che si batte perché torni a Procida.

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[Oltre Ponza. Procida (10) – Fine]

 
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