Ambiente e Natura

Le piante dell’Erbario (4). ’A cardogna

Carduus pycnicephalus. Fiore. Foto da Flickr

di Simone Casalino

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’A cardogna  – conosciuto fuori da Ponza come ‘cardo saettone’ – nome scientifico Carduus pycnocephalus,  appartenente alla Famiglia delle Asteraceae è una pianta erbacea abbastanza diffusa a Ponza, dai grandi capolini spinosi.
Il nome specifico (pycnocephalus) deriva dal greco ”pyknos” (= denso, compatto) e ”cephalus” (= testa) e fa riferimento alla compattezza dell’infiorescenza.

È una pianta biennale, che il primo anno produce poco più di una bassa rosetta basale di foglie, mentre il secondo anno fiorisce completamente.
Le radici sono grosse, di tipo fascicolato, e servono da ancoraggio alla pianta, oltre ad essere commestibili.

’A cardogna è una pianta erbacea che si trova sull’isola nei terreni coltivati, ma anche negli incolti pietrosi; di aspetto spinoso, in primavera sviluppa uno stelo che porta alla sommità un fiore rosa-violaceo.

Carduus pycnocephalus

 

Carduus pycnocephalus.1

 

Carduus pycnocephalus_2

Si racconta che in tempo di guerra, per la fame sofferta sull’isola, furono utilizzate a scopo alimentare diverse piante, tra cui anche la radice e lo stelo della cardogna, dopo averlo ripulito dalle spine.
In altri tempi, comunemente, è un’erba appetita dalle capre.

A detta degli anziani dell’isola le spine del cardo sono capaci di penetrare sotto la pelle e difficili da togliere, per via della loro trasparenza alla luce, che le rende quasi invisibili.

Il nome italiano “cardo” è abbastanza generico in quanto nel linguaggio comune si riferisce a diversi generi e specie di piante caratterizzate da spine. La pianta con cui la nostra cardogna potrebbe più facilmente confondersi è il cardo mariano (Silybum marianum) – una pianta erbacea biennale anch’essa della famiglia delle Asteracee.

Silybum marianum

Silybum marianum. Foglie

Una caratteristica distintiva possono essere le foglie, che nel cardo mariano sono screziate di bianco.
Sulla presenza a Ponza di quest’ultima pianta si sono aperte discussioni che potrebbero trovare ospitalità anche su queste pagine.
Chi l’ha visto? Ci potete inviare foto e dati relativi all’eventuale rinvenimento?

 

[Le piante dell’Erbario (4) – Continua]

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