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Un anno dopo. (2). Ben tornata legalità

Municipio. Orologio [1]

di  Piero  Vigorelli

 

La prima domanda che spesso mi viene rivolta da un anno è questa: “Chi glielo ha fatto fare di fare il Sindaco di Ponza”.
 Rispondo che amo l’isola e la sua gente, che ero mortificato per quello che era successo, e che Ponza aveva bisogno di una scossa salutare che solo una classe dirigente tutta nuova poteva dare. “Scegliere per la prima volta un Sindaco forestiero è stato un grande atto di coraggio della gente di Ponza, che vuole chiudere con il passato che ha provocato così tanti guai e sputtanamenti”

La seconda domanda più frequente, che mi è stata fatta dalla dirigenza del FAI ma anche da altre personalità politiche o professionali che vengono a Ponza in vacanza, è questa: “Sindaco Vigorelli, a Ponza c’è ancora una forte presenza della camorra?”. Rispondo che la camorra a Ponza non c’è mai stata e che il Sindaco attuale ha vissuto molti anni sotto scorta perché la camorra voleva ucciderlo.
“Vi serve una garanzia migliore?”, domando a mia volta.

Ascoltate queste due risposte, gli interlocutori ammutoliscono.  E cambiano rapidamente discorso; passano a decantare l’isola o a suggerire iniziative da prendere per migliorare la situazione.

E tuttavia, da quella seconda domanda si capisce quale e quanto male sia stato fatto a Ponza negli ultimi anni, quando non sono state più la cronaca rosa e il gossip a far da protagonista nell’estate, bensì la cronaca nera e giudiziaria con il sequestro dei pontili, con l’arresto del Sindaco e di alcuni assessori, con il rinvio a giudizio di 34 persone tra funzionari del Comune e imprenditori che lavoravano per il Comune.

Chi ha votato l’anno scorso per questa Amministrazione, lo ha fatto con rabbia e con una grande voglia di riscatto. La stessa che avevamo noi che abbiamo fatto la scelta di presentarci al voto. E al primo posto del programma abbiamo messo il ritorno alla legalità.

 

1)   –  Provvedimenti giusti e dolorosi.

Chiudere una attività economica non è una scelta che si fa a cuor leggero. Vuol dire togliere del lavoro a chi lo fa onestamente, anche se in una struttura illegale. Vuol dire anche eliminare una offerta che era apprezzata dal turista, al quale magari può importare poco che sia di natura illegale.

Il ritorno alla legalità ha quindi imposto, e guai a non farlo, anche misure dolorose ma giuste di cessazione di attività che da troppi anni proseguivano nella impunità, disprezzando tutte le leggi, beffeggiando tutte le autorità, non pagando un solo euro di tasse, fregandosene della salute degli ospiti, ignorando tutte le regole che avrebbero dovuto regolare la loro attività.

Tutto questo era ed è intollerabile.

Per questo, l’estate scorsa, i provvedimenti repressivi hanno colpito attività come lo Sporting di Frontone, il Cantiere ai Guarini, il Club alle peschiere romane di Frontone, il Kibar di Chiaia di Luna.

In quelle attività più o meno tutto era fuorilegge. Il caso più clamoroso è quello dello ‘Sporting Frontone’. Forse per il proprietario e il direttore di questa struttura la sola cosa in regola è la carta d’identità rilasciata loro dal Comune. Il resto è una barzelletta. E soprattutto un cumulo di illeciti.

Strutture urbanistiche? Illegali e non condonabili. Certificato di agibilità? Inesistente. Autorizzazione della Asl? Valla a trovare. Impianti fognari a regola? No di certo. Possibilità di fare restorazione? Non autorizzata. Autorizzazioni a fare feste danzanti? La firmò solo una volta, per un solo giorno, la moglie di un altro ex sindaco. Negli atti giudiziari si accenna anche a quattrini dati sottobanco dallo Sporting e con lo schermo inconsapevole della Pro Loco.

Più o meno nella stessa situazione era ‘Il Cantiere’ ai Guarini, nascosto dietro lo stemma di una associazione del Coni, che una volta saputo degli abusi edilizi ha cancellato l’iscrizione del Cantiere per le attività terrestri. Anche qui opere edili abusive, condoni respinti, feste non autorizzate.
Meno clamorose, ma pur sempre fuori dalla legalità, le situazioni alle ‘peschiere del Frontone’ e al ‘Kibar’.

 

2)   –  La reazione dei colpiti. Chi ha continuato come se nulla fosse, sfidando leggi e autorità.

Interessante e importante è conoscere la reazione delle persone colpite dai provvedimenti repressivi.

Lo ‘Sporting’ e ‘Il Cantiere’ hanno risposto con arroganza, continuando nella loro sfida alle leggi. Hanno inzeppato i tribunali di ricorsi, i loro avvocati hanno studiato e scritto ‘la qualunque’. Si sono aggrappati alle virgole, in quasi tutti i casi hanno perso i ricorsi e così ne hanno fatti altri. Roba da azzeccagarbugli.

A costoro non va giù che una Amministrazione comunale possa far loro presente che il lavoro ha un valore se rispetta valori, regole, leggi. Non vogliono rassegnarsi al fatto che il passato è finito, che al Comune adesso c’è gente che non vuole darla vinta a chi si comporta da fuorilegge, che non pratica le scorciatoie o le furbizie del passato, che non ha clientele da innaffiare o interessi da coltivare o magari da dividere con loro.

A costoro ricordo un antico proverbio: “Chi è causa del suo mal, pianga se stesso”.

 

3)   –  La reazione dei colpiti.  Chi si è messo in regola. Evviva!

E questa è una delle cose più belle e più giuste che bisogna sottolineare positivamente. Le persone che si sono comportate in questo modo vanno ringraziate a nome di tutta Ponza e vanno portate come esempio.

Così, mentre lo Sporting ha passato l’inverno a fare ricorsi, il titolare dell’attività alle peschiere del Frontone lo ha trascorso per mettersi in regola, pagando tecnici e avvocati per fare cose giuste. L’estate scorsa la sua attività aveva avuto un provvedimento di chiusura, che reiterava un altro della Commissaria. Quest’anno potrà riprendere a lavorare senza paura.

Anche il titolare del pontile ‘La Fenicia’ a Giancos ha rischiato di brutto di vedersi annullata la concessione. Nel corso degli ultimi anni aveva realizzato alcuni abusi sul suolo demaniale, fregandosene delle leggi. E per alcuni anni si era anche beffato delle ordinanze repressive del Comune per eliminare gli abusi. Quest’anno ha invece capito che non era più aria e, dopo alcune resistenze, ha eliminato gli abusi.

Il ristorante ‘La Scogliera’ stava rischiando non solo la chiusura, ma addirittura l’incameramento al patrimonio dello Stato. Questo per via di alcune strutture che avrebbero dovute essere amovibili sul terreno del demanio e che invece erano fisse. Quindi illegali e abusive.

Con grande intelligenza i proprietari del ristorante hanno deciso di abbattere gli abusi (come si vede in questi giorni). Quindi l’attività riaprirà fra poco e magari, con altrettanta intelligenza, questo autunno presenteranno un progetto per nuove opere amovibili, per far ritornare il locale accogliente ed elegante e, soprattutto, aperto tutto l’anno.

Se anche il ristorante ‘La Kambusa’ agirà nello stesso modo, perché ha gli stessi problemi, potrà riaprire le attività.

 

4)   –  Quelli che di abusi ne hanno fatti di nuovi.

E tuttavia, nonostante questi esempi positivi (attenzione: ho citato solo quelli più significativi) ci sono alcune persone che pensano di essere loro la legge e di poter fare quel che a loro pare. Come hanno sempre fatto da anni.

Un paio di mesi fa, il 22 febbraio, il Comune ha avuto la notifica di un verbale della Guardia di Finanza nel quale si chiedeva di assumere i provvedimenti conseguenti a norma di legge. Il verbale riguardava una attività alberghiera alla Montagnella di Le Forna che veniva esercitata senza le previste autorizzazioni e in totale evasione fiscale. Subito è scattato il provvedimento sindacale di cessazione delle attività. Un atto dovuto e doveroso.

Abusi edilizi, invece, quest’anno non se ne sono visti molti e chi ci ha provato è stato pizzicato. Ma quello che più colpisce è che fra questi c’è un noto geometra che spesso scrive cose sagge o pontifica a sproposito anche su Ponza racconta, e che è stato beccato a casa sua, in via Dragonara, a trasformare voliere in appartamenti. 
Come disse Mike Buongiorno: “Ahi ahi, signora Longari… lei mi è caduta sull’uccello”.

 

5)   –  Altri provvedimenti per la legalità.

Il Comune doveva comunque essere il primo a dare il buon esempio. E non solo con i provvedimenti repressivi.

E così, da un anno a questa parte, sono state fatte gare o inviti a cinque ditte per ogni spesa pubblica promossa dal Comune. Anche per piccole somme di duemila euro. Magari si è perso più tempo, ma si è guadagnato in legalità.

L’Albo Pretorio è on-line dal settembre del 2012 (avrebbe dovuto esserlo dal gennaio del 2011). Da un paio di mesi ogni fattura pagata è on-line. Presto lo saranno anche i redditi degli amministratori e dei dipendenti. Insomma, quello che prima era tutto o quasi al buio, adesso è alla luce del sole.

Per il ritorno alla legalità sono stati poi buttati nel cestino regolamenti che hanno fatto da mamma agli abusi del passato. Mi riferisco al PUA, al POUC, al regolamento demaniale, che andranno riscritti (ne parlerò nella prossima puntata).

Altri provvedimenti sono stato abrogati, riscritti e alcuni già approvati, dalle insegne alla TOSAP, dai ruoli TARSU per i pontili al decoro urbano.

Altri arriveranno presto, come la toponomastica.

O le demolizioni di manufatti abusivi o il loro incameramento nel patrimonio comunale. Molti di questi provvedimenti potevano e dovevano essere fatti da anni.

Altri provvedimenti saranno migliorati sulla base dell’esperienza, come l’ordinanza sul traffico non solo estivo, quella sulle pulizie dei canali e delle strade, quella sui cani al guinzaglio.

E ora che la Polizia Locale ha finalmente rottamato le sue due auto che giacevano abbandonate in via Roma, adesso si procederà contro i proprietari di auto e natanti abbandonati lungo le strade o in bella vista in proprietà private, applicando la legge e anche per evitare che la Polizia Provinciale commini multe molto care al Comune.

Fra qualche giorno vedrete sul sito del Comune la delibera di Giunta per costituire l’elenco degli architetti-ingegneri-geometri-geologi che aspirano ad avere incarichi dal Comune, che poi sceglierà caso per caso e in base alle loro specifiche competenze.

Analogo elenco sarà fatto per gli avvocati amministrativi-penali-civili che aspirano ad avere incarichi dal Comune, che poi sceglierà a rotazione e in base alle loro specifiche competenze.

E come effetto collaterale, il Comune denuncerà all’Ordine degli Avvocati di Latina l’anomalia e la confusione etica di avvocati che sono, contemporaneamente, difensori del Comune in alcune cause e difensori di cause contro il Comune. E’ un andazzo che deve cessare e agli avvocati in questione saranno tolti gli incarichi che il Comune aveva loro affidato.

 ***

Queste le cose essenziali su un capitolo, il “ben tornata legalità”, che insieme al risanamento del bilancio comunale sono stati un impegno prioritario della nuova Amministrazione.

Anche in questo caso, in un solo anno, è stato fatto un buon lavoro.

 

[Un anno dopo. (2) – Continua]