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L’Appriezzo. Mala nuttata e figlia femmena

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Asciugamani in lino di fine Ottocento

di Rita Bosso

 

’A figlia in fasce, ’a robba dint’a cascia: il corredo deve essere costituito per tempo, magari quando la bambina è appena nata.
Funziona così, dalle nostre parti; altrove, invece, i padri addirittura percepiscono dei beni, a compensazione della cessione della figlia. Così, il Corano prescrive che siano i mariti (anziché i padri) a farsi carico della dote: “a quelle di cui godiate come spose, date loro la dote prescritta” (Corano, Sura 4, 24);
Omero cita ripetutamente gli heedna, i doni in bestiame che lo sposo reca al suocero. Fa eccezione Agamennone che, offrendo una figlia in sposa ad Achille, rinuncia ai doni nuziali:

Ho ben tre figlie nel mio palazzo splendido,

Crisotemi e Laodice e Ifianassa

fra loro quella che voglia, si porti in casa di Peleo

senza doni nuziali, come sua sposa

Quindi Agamennone addirittura sovverte l’uso, concedendo ricca dote alla fanciulla, con una magnanimità che nulla ha da spartire con gli usi nuziali, ma dovrebbe placare l’ira funesta del Pelide Achille, a cui il re ha sottratto la schiava Briseide, con le note conseguenze:

e io le darò beni dotali

in numero immenso, quanti nessuno ne dette a sua figlia:

sette città gli darò

(Iliade, Libro IX)

Il corredo della sposa

Il corredo della sposa. Museo Nazionale della Magna Grecia. Reggio Calabria

Anche presso i popoli dell’Africa Settentrionale il padre della sposa riceve dal genero cammelli e altri capi di bestiame; dalle nostre parti invece vige l’usanza inversa, di origine remota, al punto che Cacciaguida, antenato di Dante, rimpiange i tempi belli di una volta, in cui:

Non faceva, nascendo, ancor paura
la figlia al padre, che ‘l tempo e la dote
non fuggien quinci e quindi la misura.

(Paradiso – Canto XV)

La nascita di una bimba suscita nel padre preoccupazione, addirittura paura, perché implica la costituzione di una dote; il concetto, che Dante esprime in una terzina, equivale al nostrano “Mala nuttata e figlia femmena”, meno poetico ma altrettanto efficace.

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La formazione del corredo è operazione costosa, che va diluita nel tempo; e se anche non vi fossero problemi di budget, bisognerebbe ugualmente iniziare con largo anticipo perché l’esecuzione è rigorosamente artigianale, dunque richiede tempi lunghi.

Le nostre mamme, probabilmente, hanno acquistato il tessuto in una delle botteghe del Porto – da “Esterina & zi’ Monaca” sopra i Galano, da Civitella a sant’Antonio, dalla Musella – poi hanno tagliato, cucito, ricamato…
Le antenate hanno invece utilizzato le fibre provenienti da coltivazioni autoctone, come riferisce Tricoli: le isolane sono “ingegnose nel tessere, use a scialdare spesso le mura”, e pazienza se non sono “positivamente belle”
A pagina 344 della “Monografia per le isole del gruppo Ponziano” (1855) si legge: “è vietata la macerazione del lino a mare” e, più avanti: “converrebbe aumentare i telai a tela, e introdursi quelli pei tessuti di lana e di cottone”: si deduce che, ancora a metà Ottocento, l’intero ciclo produttivo avveniva in loco.

È quasi inevitabile partire dalla Monografia, quando si vuole recuperare e comprendere aspetti del passato della nostra isola, e poi procedere ricercando testimonianze, luoghi, oggetti che, a loro volta, portano ad altre testimonianze, altri luoghi, secondo un meccanismo che trova in Ponza racconta un mezzo di propagazione particolarmente elastico: basta gettare un sassolino e l’onda comincia a viaggiare, generando curiosità, entusiasmo e voglia di partecipare.

È già accaduto altre volte e speriamo che accada anche adesso, per l’allestimento della Mostra sull’APPRIEZZO – il 9 giugno p.v.; sollecitiamo dunque i lettori di Ponza racconta  a collaborare all’iniziativa, inviando foto, testimonianze, commenti.

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Asciugamani in lino di fine Ottocento

La  bella camera da letto delle foto che seguono si trova(va) in una casa di Chiaia di Luna che i lettori del sito hanno visitato ripetutamente, e di cui ben conoscono gli abitanti: il Nonno, saggio contadino ed erborista, la Nonna, la Piccola Peste e un bestiario affollato e fantastico.
La Redazione ringrazia Lino Catello Pagano per averle inviate

1. Camera da letto

Letto.1

Testata letto

Testata letto. Part.

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1 commento per L’Appriezzo. Mala nuttata e figlia femmena

  • La Redazione

    Lino Catello Pagano ha inviato le foto di questa bella camera da letto che si trova(va) in una casa di Chiaia di Luna, ripetutamente visitata dai lettori del sito, e di cui essi ben conoscono gli abitanti: il Nonno, saggio contadino ed erborista, la Nonna, la piccola Peste e un bestiario affollato e fantastico.
    Le immagini si trovano alla fine dell’articolo in intestazione.
    La Redazione ringrazia Lino.

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