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La mia bella “sinistrorsa”

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di Vincenzo (Enzo) Di Fazio

la conchiglia sinistrorsa parte esterna foto di enzo di fazio

Avevo notato che era diversa rispetto a tutte le altre ma non sapevo attribuirne l’appartenenza.
L’avevo comprata su una bancarella attratto proprio dalla caratteristica che la spirale si articolava all’incontrario rispetto a tutte quelle con cui era in compagnia.
Oggi, grazie al professore Italo Nofroni (una presenza preziosa  tra i collaboratori del nostro sito), so di avere anche io una conchiglia “sinistrorsa”.

la conchiglia sinistrorsa parte frontale foto di enzo di fazio

 la conchiglia sinistrorsa parte interna foto di enzo di fazio 

Non penso sia rara, penso solo sia un po’ fuori dal comune.
Ho provato a denominarla ma non ho trovato niente di simile nelle ricerche (sicuramente incomplete)  fatte finora. Ritengo che appartenga alla famiglia delle melongenidae e somiglia alle conchiglie ritratte qui sotto, ma non sono affatto certo che la mia ne sia la versione “mancina”.
 

busycon_spiratum_lamarck

 

busycon_coartatum_sowerby1

Sono un appassionato di conchiglie, quasi un collezionista. Ne avrò una settantina più o meno tutte diverse, tra grandi e piccole, accumulate  negli anni…

Praticamente ho cominciato a metterle da parte fin da quando ero ragazzo. La prima, cui sono stato per tanto tempo molto legato, era una patella reale (haliotis lamellosa) rinvenuta sui fondali di Zannone.

 haliotis lamellosa 

Allora, adolescente, la misi in bella mostra al collo appesa ad un cordoncino di caucciù. Un’estate, poi, la regalai  con un po’ di imbarazzo ad una ragazzina mentre  il sole tramontava a chiaia di luna…

Un altro bel reperto di quell’epoca è rappresentato da una pinna nobilis colta (in tempi non sospetti) tra la poseidonia, nella porzione di mare tra i faraglioni del calzone muto ed il faraglione della guardia, quando  nell’età del vigore giovanile mettevamo a dura prova timpani e polmoni nelle immersioni in apnea.

 pinna nobilis tra la poseidonia 

Alle conchiglie trovate nelle acque di Ponza ho aggiunto nel tempo quelle che compravo ogni estate il giorno prima di partire dall’isola. Quel gesto mi serviva per alleggerire la tristezza propria della fine delle vacanze.
Il fornitore era Aniello Calise della “Casa del Corallo” a Sant’Antonio.
Quando mi vedeva  diceva “Questa volta ce ne sono di belle.. . hai solo l’imbarazzo della scelta”.
Il bel rito con la bottega del corallo è continuato fin a quando la conchiglia è andata di moda, fino a quando ha avuto un mercato.
Col passare degli anni nelle vetrine del negozio ne ho viste sempre di meno avendo Aniello privilegiato, nel rispetto del cambiamento dei gusti e delle tendenze, sempre più ninnoli e collane.

E’ da tempo che non aggiungo novità alla mia collezione …

Sono, peraltro, un collezionista anomalo in quanto non ho mai portato a termine quello che mi ero imposto fin dall’inizio: un’accurata  classificazione e denominazione di ciò che andavo custodendo. Sono piuttosto attratto dalla singolare bellezza di questi meravigliosi esseri della natura, in vita così lontani da noi.

Oggi molte conchiglie le ho in bella mostra per casa con disperazione di mia moglie che vede, nella loro presenza e nell’attenzione che deve porvi quando spolvera, una dilatazione dei tempi da dedicare alle faccende domestiche. Ma… piacciono anche a lei che, toccandole continuamente,  ha imparato ad amarle e ad apprezzarne   la bellezza.

Spesso, le conchiglie, mi piace regalarle; le trovo tra le cose più vicine alle mie origini di uomo di mare e tra le cose più belle che esistano in natura.
Se ci fermiamo ad analizzarle non possiamo non meravigliarci della bellezza dei colori, della particolarità delle forme, della simmetria dei disegni.
Su una scorgi delle catene montuose, su un’altra un manto a macchie di leopardo, su un’altra ancora, capovolta, la spirale della scalinata di un antico palazzo.

 voluta_nobilis_ligthfoot

 (conchiglia della famiglia delle volutidae)

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(conchiglia della famiglia delle conidae)

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(conchiglia della famiglia delle arctitectonicidae)

la conchiglia e le scale

I colori degli incavi, quasi sempre tenui e delicati, spesso sono lì ad ammorbidire le forme decise degli involucri.

 conchiglia della famiglia delle muricidae foto di enzo di fazio

(conchiglia della famiglia delle muricidae)

Vestiti splendidi, policromatici, diversi gli uni dagli altri che ne rappresentano la “pelle” sotto la quale, se casualmente svanisce, scopri un’altra magia, la bellezza “dell’anima” fatta di madreperla dai mille riflessi.

 conchiglia della famiglia delle naticidae foto di enzo di fazio

(conchiglia della famiglia delle naticidae)

E poi… pur essendo belle   non invecchiano mai, resistendo al tempo come i valori importanti e come i ricordi.

 

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1 commento per La mia bella “sinistrorsa”

  • Italo Nofroni

    Caro Enzo,
    se permetti, suggerisco di darci subito del tu, in quanto appassionati e collezionisti.
    La conchiglia che hai presentato credo che sia (la mia competenza sull’esotico è modesta) un Busycum contrarium vivente nei Caraibi. Come dice il nome, si tratta di una specie naturalmente sinistrorsa, quindi non è una anomalia; evento eccezionale sarebbe trovarla con l’apertura a destra.
    Peraltro in Mediterraneo, ed anche a Ponza, ci sono varie specie naturalmente sinistrorse, però sono piccole e sfuggono all’occhio a meno di non sapere dove cercare. Più avanti le farò conoscere sul sito.
    Volevo poi segnalarti che l’ultima specie presentata non è un Naticidae, ma un Turbinidae, forse Turbo argyrostomus, naturalmente decorticata (senza periostraco) per far vedere lo strato inferiore madreperlaceo.

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