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Il tempo ci ha cambiati

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di Francesco (Franco) De Luca

inerzia

E’ finito l’inverno.
Beh, non ci voleva questa affermazione per attestarlo. Eppure negli anni trascorsi quando le giornate donavano il tepore, aiutando la mente a gettare nel dimenticatoio l’inverno alle spalle, ci si disponeva a trascorrere i mesi a venire con una propensione verso il bello, l’adagio, il sereno. I rapporti fra i compaesani si sgelavano in una più costante frequentazione, mentre la natura donava frutti e verdure, la pesca si rendeva più prodiga, gli uccelli intrecciavano voli propiziatori.

Il ciclo naturale per fortuna ancora trova attuazione, ancora oggi, eppure i sentimenti sociali fra gli isolani non indulgono alla convivialità, non sono disposti alla serenità piuttosto sono inclini ad affermare un bisogno di rivalsa, di prepotente atto di presenza. Lo si percepisce dall’attesa che monta per l’imminente afflusso turistico. E’ questa attesa ad occupare interamente l’orizzonte mentale della comunità isolana.
Tutto il resto è chiacchiera.

Chiacchiere sono gli appelli alla socialità, chiacchiere i vestiti mentali che, secondo le mie visioni ancorate al vecchio, sapevano di solidarietà, di vicinanza, di una più evidente umanità.
Sono chiacchiere di fronte al desiderio unico che si coltiva: il guadagno proveniente dall’afflusso turistico. E questo perché ? Perché l’unica fonte economica è alimentata dall’afflusso turistico. Tout court, ossia senza altra correlazione, senza altro sostegno.

Quali sarebbero questi sostegni, quali le correlazioni ?
Sono: una programmazione dell’offerta, una strutturazione dei servizi collegati all’afflusso turistico, una riflessione attenta sulle condizioni in cui l’afflusso turistico dovrà transitare per essere redditizio.

Questa preparazione propedeutica non appartiene al nostro costume, e dunque libera è l’ansia di attendere l’estate (forse fruttifera), libera l’aspettativa di potersi scrollare (forse) l’indigenza, libero il sentimento individualistico di superare da soli (forse) la crisi. Alla faccia degli altri.

Con i quali (tutti gli altri) ci si ritornerà a vedere nel prossimo autunno. Disillusi, non soltanto, ma anche più corrivi. L’uno con l’altro.

E’ banale affermare: il tempo ci ha cambiati. Più verosimile è che con inerzia permettiamo al tempo di cambiarci.

 

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