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h-14 pa-01 27-07-2005 v1-22 ss18 Una delicata colonia di idrozoi

25 Aprile 1945

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di Silverio Lamonica

 

In quel giorno fatidico l’Italia – come è noto – fu definitivamente liberata dai nazi-fascisti, dopo una guerra lunga e con effetti devastanti per la nostra Patria

In quella data don Gennaro Sandolo era arciprete di Castellonorato presso Formia (1) e aveva condiviso con i suoi parrocchiani i momenti più  nefasti di quel conflitto.

Don Gennaro Sandolo

Castellonorato

Negli anni ’60 del secolo scorso, la guardia municipale di Castellonorato, Giuseppe Pepenella, riferì a Gennaro Mazzella, allora direttore dell’Ufficio postale di Le Forna, un episodio drammatico che vide come protagonista – durante quel conflitto – proprio Don Gennaro.

Fino all’11 maggio del 1944 la “Linea Gustav” che si snodava dal fiume Garigliano fino a sud di Pescara, divise in due parti l’Italia: a sud le armate alleate (inglesi, americani e francesi) e a nord i tedeschi. I comuni del basso Lazio: Formia e Minturno, in modo particolare, si trovavano proprio sulla linea del fronte.

11 Maggio 1944. Linea Gustav. Linea Cesare

11 Maggio 1944. Linea Gustav. Linea Cesare (cliccare sull’immagine per ingrandirla)

In quel frangente i soldati tedeschi, durante un’operazione di rastrellamento nella zona di Castellonorato, catturarono il tenente di artiglieria Mennone, napoletano, che si trovava con la famiglia in quei luoghi. Al momento dell’esecuzione sommaria, l’arciprete Don Gennaro Sandolo prese in braccio la figlia del tenente, di circa due anni, si parò davanti al plotone di esecuzione ed esclamò: “Risparmiate il tenente, non potete uccidere un padre di famiglia! Non potete rendere orfana questa creatura innocente! Fucilate me al suo posto!”  Questa fu, in sostanza, la “supplica” di quel Sacerdote che salvò la vita al tenente.

Non ero al corrente di questo episodio, fino a pochi mesi fa, quando mi è stato rivelato dal figlio di Gennaro, Giuseppe, anch’egli Redattore di “Ponza racconta”; ma nemmeno gli altri nipoti, credo, conoscevano questo atto eroico, perché non ne hanno mai parlato. Del resto “Zio Gennarino” era una persona che non amava l’autocelebrazione. Ciò che fece lo considerò, con ogni probabilità, una faccenda di “ordinaria amministrazione” secondo i dettami del Vangelo in cui credeva fermamente. Non  risulta, infatti, che sia stato insignito di qualche onorificenza al merito e ciò non fa altro che accrescere la sua statura morale.

Ho creduto doveroso riportare quell’atto di coraggio di un sacerdote ponzese, che va ricordato, assieme ad Antonio Feola (Totonno Primo) il quale salvò dalla fame i suoi concittadini, nel corso di quegli avvenimenti tanto funesti, non tralasciando le vittime di quel conflitto: dai soldati caduti in battaglia, ai morti in mare con l’affondamento del piroscafo “Santa Lucia”.

A tutti loro è rivolto il nostro deferente omaggio e un ricordo particolare in occasione della ricorrenza annuale del 25 Aprile.

 

(1) Castellonorato
Castellonorato è una frazione del comune di Formia, in provincia di Latina.
Il borgo, che si affaccia sul golfo di Gaeta, sorge su di una collina rocciosa allungata. È percorso da una strada principale da cui perpendicolarmente si diramano i vicoli. L’aspetto affusolato dell’abitato lo fa sembrare una nave adagiata sulla roccia, con alla prua l’antica rocca (NdR – Notizie tratte da Wikipedia)

 

Golfo di Gaeta. Vista da Castellonorato

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