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Ponza e tutte le altre isole minori sono veramente isole turistiche?

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Palmarola. Piana del Viaggio e ginestre

di Michele Rispoli

 

Forse al 40% sì.
Secondo le ordinanze, regolamenti ed altre normative, la stagione turistica e ricreativa inizia il 1° maggio e termina il 30 settembre.
Oltre tale data, cioè per ben sette mesi, è proibito esercitare attività turistica e ricreativa.

In poche parole nei sette mesi di letargo, se un visitatore dell’Isola vuole andare a pescare con una barchetta da noleggio, non lo può fare, è proibito. Per gli esercenti di questa attività è proibito lavorare.

Immaginate: un turista in vacanza a Roma o a Parigi, che vuole andare a vedere il Colosseo o i Campi Elisi, non trova un tassista che lo trasporti.

Voglio sperare che il Comune, quando ha promosso l’isola al BIT di Milano, abbia precisato che nei sette mesi invernali, gli operatori turistici, nella specie i noleggiatori di barche, sono in letargo.
Molto spesso abbiamo notato durante le feste o ponti festivi invernali, barche a noleggio in rada, a cui è stato proibito attraccare nel porto vuoto. Mentre le barche da diporto private possono attraccare.

SVEGLIAMOCI..!

Bisogna premiare chi ha stabilito ed emanato queste regole. Trattasi di lavoro, turismo civiltà, democrazia.
Abbiamo il più bel museo paesaggistico e naturale del mondo: Palmarola. Durante i mesi invernali non possiamo visitarlo!

Sono certo che l’Amministrazione comunale tutta, che segue Ponza racconta, intervenga immediatamente indicendo una Conferenza di Servizio, con tutte le autorità preposte al caso, affinché queste norme vengano cambiate.
Si muore per mancanza di lavoro e noi rinunciamo al lavoro per regole stupide!?

Esempio: il 25 aprile viene sempre sei giorni prima dell’apertura della ‘stagione estiva balneare e ricreativa’; nel mese di aprile capita spessissimo che ricorra la S. Pasqua.
Allora che facciamo? Aspettiamo il primo maggio?

Voglio augurarmi, in attesa di modificare le norme, venga emanata l’anticipazione della stagione estiva, in deroga alle norme vigenti.
La “deroga” non l’ho inventata io.

 

Palmarola Viole di Pasqua

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4 commenti per Ponza e tutte le altre isole minori sono veramente isole turistiche?

  • vincenzo

    Queste perplessità le girerei al delegato al turismo Maurizio Musella, ma anche a tutti gli altri Amministratori: “Cari amici ma quest’isola è ancora un’isola turistica?”

    Ma è mai possibile che la signora Daniela debba fare un accorato appello a che i cittadini partecipino al rinnovo del direttivo della Pro-Loco e non lo faccia l’Amministrazione?
    Al contrario, che fa l’amministrazione? S’inventa un PUA improponibile, oppure decide di partecipare alla BIT di Milano, invece di coinvolgere, di stimolare i residenti invernali, organizzando delle visite domiciliari come fa il prete dopo Pasqua, a resistere e partecipare.
    Niente di tutto questo: l’Amministrazione s’inventa ordinanze nelle quali impone di biancheggiare le case e le strade! Oppure un’altra: tenete a bada i cani!

    Ma questa Amministrazione si è dato un programma di sviluppo economico basato sulla principale risorsa economica quella turistica o no?
    Ma questa Amministrazione si è dato un programma di governo per far partecipare alla vita sociale ed economica gli imprenditori isolani?

    Nei fatti sembra di no, ma mi piacerebbe a questo proposito ascoltare i nostri Amministratori, di che cosa ne pensano dello stato comatoso della Pro-Loco; al contrario come spiegano, in questo stato di scollamento turistico-organizzativo locale, la partecipazione alla BIT.

    La provocazione di Michele è più che plausibile: “Ma Ponza è ancora un’isola Turistica?”
    Abbiamo bisogno di una Pro-Loco?
    A che servono le manifestazioni pubbliche?
    A che serve il Premio Caletta? ecc. ecc.

  • Francesco Ambrosino

    Caro Vincenzo, non voglio darti una risposta diretta ma invitarti a leggere la risposta di Polina in “Appello Pro-loco di Ponza ” lasciato da Daniela.
    La Pro Loco è lì a testimoniare la nostra incapacità di credere in qualcosa che non sia direttamente riconducibile al nostro orticello personale. Non ho difficoltà ad accettare quello che tu dici, ma perché non fai un po’ di sana autocritica anche tu? Credi che puoi lavarti la coscienza addossando le responsabilità agli altri?
    Ponza come qualsiasi altro paese nel mondo non può crescere senza la forza propulsiva di tutti. Nascondersi dietro gli altri non è, né serio, né risolutivo dei problemi.
    Ritieni che l’Amministrazione sbagli, benissimo ma sbaglia quanto te. Non puoi predicare una cosa e razzolarne un’altra, altrimenti, e mi ripeto, le tue critiche sembreranno inutili e strumentali.

  • A mio avviso l’origine di tutti i nostri problemi è a monte!
    Non conosciamo il significato della parola COLLETTIVITA’!

    Per definizione: Pluralità di persone considerate come un tutto unico.

    Ognuno con i suoi diritti e doveri.

    L’interesse della collettività è primario rispetto al singolo…
    Ciò significa, in termini pratici, che come componente di una collettività, non posso permettermi il lusso di :
    • fare i lavori a casa mia e dopo lo scarico della merce lasciare la strada pubblica sporca o inaccessibile (perché io devo lavorare),
    • se a causa del transito s’è creata qualche buca, ho l’obbligo morale nei confronti della collettività di ripristinare;
    • non ci si può permettere il lusso di avere animali e pretendere che gli altri ne subiscano le conseguenze;
    • non si può affittare e disinteressarsi di dove gettano l’immondizia;
    • non si possono smaltire batterie di motori marini a mare…

    Potrei fare una lista infinita ma le persone si annoierebbero… perché ciò che ci piace a noi, è dire: “tu non hai fatto questo, oppure l’hai fatto male o solo nei tuoi interessi! “

    Gli elementi di una collettività devono poter dire ciò che non è fatto in modo adeguato, ma solo dopo aver dimostrato ciò che loro hanno fatto per questo tutt’uno!

    Vorrei porre una domanda a chiunque punta il dito: quand’è l’ultima volta che materialmente avete fatto qualcosa per la collettività? Quando siete andati da un amministratore a dire: “…a Ponza per la collettività ci vorrebbe…? E io contribuirei in questo modo…”

    Credo che avrebbero diritto di parlare pochissime persone… Le restanti creano il caos, per non portare nulla a termine, spesso in anonimato, felici del disorientamento creato!

    Dove sono i giovani con le idee nuove da spiattellare in luogo delle idee vecchie che non piacciono più, ma che ci sono state, in alternativa al nulla… ci sono state!

    Screditiamo tutto per non ammettere che siamo dei mediocri… Screditiamo tutti per sentirci migliori… I migliori tra i mediocri… Bel traguardo!

    Daniela Mazzella

  • vincenzo

    Daniela, ti consiglio di scrivere una lettera aperta al delegato al Turismo per chiedere un confronto pubblico con lui per discutere la materia turismo a Ponza. Questo è il compito di un cittadino maturo!

    Daniela, infatti ti chiedo perchè c’è un delegato al turismo?
    Perchè c’è un delegato allo sviluppo economico?
    Perchè ci si presenta alle elezioni?
    Perchè si presenta un programma di governo?
    Perchè in tutti i modi si tenta di convincere il cittadino?
    Perchè quando si vincono le elezioni si fanno le sfilate per festeggiare?

    Nella democrazia delegata, come la nostra, si elegge una amministrazione dalla quale ci si aspetta che rispetti il programma o come insegna ‘il Cavaliere’, il “contratto” con gli elettori.

    Questo è tutto! Un amministratore utilizza tutta la sua autorità, la sua influenza politica, la sua strategia, le capacità individuali dei singoli amministratori per raggiungere gli obiettivi che sono previsti nel suo programma.

    Lo scopriamo oggi della inesistenza della società civile?

    Ho provato ad analizzare in molti articoli questi temi ma sembra che improvvisamente all’ultimo momento, come d’incanto c’è qualcuno che spera nel miracolo: unione e collaborazione. L’unione e la collaborazione forse si raggiunge alla fine di un processo di crescita che vede tutti i protagonisti in campo fare la loro parte. E’ un processo lungo e faticoso ma ci vuole anche buona volontà.

    Ripeto per l’ennesima volta, queste cose le conoscevamo prima di queste elezioni: io dicevo, “non bisogna presentarsi alla elezioni”, avevamo bisogno di tempo e ancora di un governo neutro, un Commissario che imponesse a tutti in egual misura diritti e doveri. Forse avremmo trovato la forza di formare un coordinamento cittadino per creare i presupposti di base di un coesistenza civile.
    Daniela parlo di presupposti di base e non di sogni.

    Caro Franco, la cosa incredibile però è un’altra: io queste cose le dicevo anche a Porzio, anzi le dicevamo insieme.

    A commento dell’articolo di Michele ho posto agli Amministratori domande precise:
    Questa Amministrazione si è dato un programma di sviluppo economico basato sulla principale risorsa economica, quella turistica, o no?
    Questa Amministrazione si è dato un programma di governo per far partecipare alla vita sociale ed economica gli imprenditori isolani?

    A queste semplici domande bisognava rispondere e non parlare ecumenicamente e dire che siamo tutti peccatori in questa valle di lacrime.

    Come al solito a domande precise non rispondete; al contrario si fa una cortina fumogena per confondere responsabilità, impegni e ruoli.

    Ma comunque non dispero perché fin che c’è vita c’è speranza.

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