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Ponza e Ponza di Arcinazzo. Un’informazione in più. (3)

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di Rosanna Conte

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Abbiamo terminato la riflessione sul legame Ponza-Arcinazzo con la consapevolezza che una ricerca condotta onestamente, anche se non dà conferma delle ipotesi che l’hanno avviata, è comunque positiva perché lo stimolo della curiosità unito all’utilizzo di documenti e fonti altrimenti muti, può far emergere particolari o aprire piste altre.

La curiosità per lo stemma di ‘Ponza’, antica Arcinazzo, che secondo il sito del Comune è presente nel chiostro cosmatesco del monastero di Santa Scolastica a Subiaco, ci ha spinti a cercare di procurarci l’immagine, non reperibile in Internet.

Ci siamo così rivolti ad Alessandra, una ragazza di Subiaco che vive a Roma, ma frequenta Ponza e persone di origine ponzese.

Approfittando delle vacanze pasquali, Alessandra è tornata a casa dai suoi ed ha trascorso qualche ora a fotografare la volta del lato ovest del terzo chiostro del monastero, affrescata  fra il XIII e il XIV secolo.

Il Monastero di Santa Scolastica è un grande complesso che ci dà la dimensione della ricchezza e del potere di chi vi ha vissuto ed operato. Basti pensare che è stato arricchito di tre chiostri, il terzo dei quali è detto ‘cosmatesco’ dal figlio di  Jacopo il Vecchio, autore dell’opera, come ci dice la breve frase “Magister Jacobus Romanus fecit hoc opus”  incisa nella pietra calcare dell’archivolto situato nel lato sud.

Jacopo, figlio di Lorenzo di Tebaldo, era un ‘marmoraro’ romano ed iniziò questo lavoro probabilmente prima del 1210. Lo aiutò suo figlio Cosma, che successivamente, “dopo la morte del padre, verso il 1240, continuò e portò a termine la costruzione” insieme ai figli Luca e Jacopo… (dal sito del Monastero di S. Scolastica: leggi qui).
Da lui deriva il termine cosmatesco attribuito poi all’arte dei marmorari romani in genere.

Come mai in quel chiostro Jacopo il Vecchio pensò di inserire degli stemmi di castelli? Che attinenza avevano questi con un luogo di spiritualità come il chiostro di un monastero?

Nella pittura medievale le immagini avevano, accanto ad una valenza artistica, un intento didascalico, pedagogico e comunque informativo. Pensiamo agli affreschi di Giotto e dei suoi allievi che, con la successione di scene suddivise in riquadri, hanno illustrato la vita di Gesù, di San Francesco, della Madonna ed hanno consentito ai  fedeli, che allora non sapevano leggere, di imparare alcuni aspetti importanti della loro religione.

Nel chiostro di Santa Scolastica, quindi, le immagini dovevano abbellire, ma anche informare. In particolare si voleva mettere in evidenza il grado di importanza politico-economica cui era assurto il monastero. Così fra i vari riquadri c’è quello con tre castelli, di cui spiccano le torri difensive e il gonfalone, che erano ad esso assoggettati: Ciciliano, Cervinara e Ponza.

Particolare dal tabellone esplicativo del Ministero dei Beni Culturali sul Chiostro dei Cosmati (cliccare sulle immagini per ingrandire)

Per  Ciciliano, purtroppo, non possiamo dire come fosse, perché l’affresco è rovinato proprio in quel punto.
Cervinara ha in campo un grande cervo – secondo le indicazioni del nome del paese – sottoposto alla mitria abbaziale.

Ponza, futura Arcinazzo, ha ‘sulla bandiera’ il ponte con tre archi – di cui avevamo notizia – attraverso i quali scorrono dei ruscelli, anch’esso sottoposto alla mitria abbaziale.

In quanto immagine simbolica, questa immagine stemma essere nata sia dalla presenza di numerosi corsi d’acqua e ponti sul territorio, sia dalla consonanza fra le parti iniziali dele parole  pon-te e  Pon-za. Certamente erano passati secoli dalla fine di un eventuale rapporto di proprietà del territorio da parte della famiglia Pontia che, se c’era mai stato, poteva essere caduto nel dimenticatoio, dopo tutte le invasioni e traversie dell’alto medio evo.

Senza voler escludere altre possibilità, ancora da individuare, possiamo pensare che la genesi del nome di Ponza/Arcinazzo abbia più attinenza con quanto avveniva e c’era sulla terra che non col mare, pontos, da cui, invece, deriverebbe in prima istanza Pontia; analogamente si escludono le altre ipotesi di nomenclatura  (da penta = la quinta isola: leggi qui).

Al termine di questo breve excursus siamo soddisfatti di poter mostrare le immagini di cui siamo andati  a caccia e le semplici riflessioni che ne sono scaturite.
Ringraziamo, naturalmente, Alessandra e le manifestiamo la nostra stima per l’entusiasmo con cui ci ha donato un po’ del suo tempo e delle sue competenze di architettura.

 

 Roma, Sancta Sanctorum al Laterano (Scala Santa), firma del Magister Cosmatus sullo stipite delle porta d’accesso alla cappella: “MAGISTER COSMATUS FECIT HOC OPUS”

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