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Gli errori di pochi li paghiamo tutti

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di Michele Rispoli

 

Continuamente spariamo contro l’attuale Amministrazione. Fermiamoci un attimo e riflettiamo.

Tempo addietro ho scritto: Gli errori storici degli ultimi 50 anni (leggi qui).
Sicuramente gli amici di Le Forna potranno trovare una risposta al problema della Centrale Elettrica.

La centrale a Ponza: pochissime persone lamentavano l’ubicazione.

La centrale a Le Forna: pochissime persone lamentano l’ubicazione.

Io dico: tutte vonn’u mort ma nisciun a’ casa soia.

A Ponza la centrale ha operato per circa 100 anni. A Le Forna, con un poco di impegno, opererà al massimo dieci anni.
La centrale è solo un piccolo problema – scusate – di ‘uallera.

I problemi seri per l’isola tutta sono il PAI, i vincoli.
A causa del P.A.I. il Sindaco ha dovute emettere due ordinanze di sgombero delle abitazioni: la n. 59\13 e la n. 60\13, e speriamo che siano le ultime.
Non credo che le abbia firmato sorridendo. Cosa deve fare il Sindaco, se ci comportiamo da imbecilli. prima del PAI e dopo.

Le abitazioni di Ponza ubicate nella zona rossa, stanno lì da secoli.
Non è successo mai niente. Aggiungo: nè succederà niente. Però, la passata Amministrazione – sì, quella delle manette – ci ha regalato il PAI, e l’attuale sindaco che deve fare? Procurarsi un rinvio a giudizio? A me farebbe piacere così avremmo un pescatore sportivo in meno!

Io sono arrivato alla determinazione che il nostro comportamento contro l’Amministrazione è sbagliato. Dobbiamo riunirci non per criticare ma per collaborare. È vero che il Sindaco, con il carattere che si ritrova, non permetterà mai un’intrusione, lui è superiore a tutti e i ponzesi hanno l’anello al naso e la sveglia al collo!

Resta però una evidenza: da quando si è insediata questa amministrazione, le cose a Ponza sono peggiorate ed la tendenza è all’aumento; così per il disagio.

L’ultima: la posta da una settimana non viaggia né in entrata né in uscita.

Mi chiedo: per caso qualcuno dell’attuale Amministrazione porta sfortuna? Se è così, sarebbe opportuno che a turno tutti gli amministratori si ponessero in aspettativa, in modo da individuare lo iettatore.

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8 commenti per Gli errori di pochi li paghiamo tutti

  • vincenzo

    Oggi, al 63 % che ha votato no a questa Amministrazione, si aggiunge il 50% di chi l’ha votata, che è schifata, anzi addirittura c’è chi dice che si taglierebbe la mano .
    Caro Michele scrivevi il 2 FEBBRAIO, 2013 nell’articolo
    L’autocertificazione

    “E’necessaria una protesta generale, scendiamo in piazza e chiediamo le dimissioni del Sindaco Vigorelli.
    Ritenendo che oltre l’80% dei votanti, ormai, è contro l’Amministrazione, potremmo chiedere al Prefetto di sciogliere la Giunta.
    Mi piange il cuore assistere giornalmente a tutto il lavoro eseguito dal vice sindaco senza, purtroppo, esito. Lavoro che tornerà utile nella prossima Amministrazione.”

    Oggi a circa un mese e mezzo di distanza scrivi: “Io sono arrivato alla determinazione che il nostro comportamento contro l’Amministrazione è sbagliato. Dobbiamo riunirci non per criticare ma per collaborare.”

    Cosa è cambiato Michele?

  • Michele Rispoli

    Caro Vincenzo,
    non è cambiato niente, anzi, non è esatto: è peggiorato tutto.
    Dopo la riunione da “Angelino” dove, con un morbido moderatore, il sig. Sindaco, da ospite, si è permesso di dire quello che ha detto – …non posso ripetere perché mi è stato riferito e non ho ascoltato direttamente – si è confermata in me la presunzione e l’arroganza del Sindaco che quando è in difficoltà si comporta a mio giudizio molto male.
    Giorni addietro, il consigliere Silverio De Martino mi ha detto, in tono amichevole ma minaccioso: “Ci dovrai sopportare per cinque anni, perché noi non ci dimetteremo mai” (…masochisti! – dico io).
    Il vicesindaco continuamente dice: “Non mollo”.
    Cosa fai? La rivoluzione, spacchi tutto, bruci le macchine e le barche? Cosa fai?
    Non ho cambiato il mio pensiero, anzi spero che il primo a porsi in aspettativa sia proprio il Sindaco…

  • vincenzo

    Michele che mi ricordi pochi si sono dimessi dal loro incarico. Ricordo il nostro amico Luciano Gazzotti. Uomo che conosceva la genetica dell’isola, conosceva le dinamiche politiche e sociali, conosceva l’arte della ragioneria, si dimise dopo aver sistemato il bilancio comunale.
    Luciano è stato l’uomo non attaccato al potere ma al servizio pubblico, alla responsabilità nei confronti del suo paese.
    Auguro a Silverio De Martino e al Cancelliere e a tutti gli altri amministratori di essere ricordati comunque in questo modo.

  • Martina Carannante

    Fino ad ora sono rimasta in disparte, a leggere le Vostre idee e proposte, ma adesso voglio dire la mia!

    Signor Michele Rispoli, sono ormai mesi che espone i suoi punti di vista; prima Lei appoggiava Franco De Luca e a tratti lo dissuadeva dal creare una lista; insieme al Cancelliere, volevate progetti chiari, conoscere il dissesto finanziario e stimavate somme; ad oggi è stato tutto appianato?
    Lei ha attaccato il Sindaco con scritti “pensanti” (ovviamente sempre in maniera tecnica e precisa), come rammenta anche il prof. Vincenzo.
    Ora sembra uscire con una sviolinata, e a Vincenzo risponde: – “Che dobbiamo fare, ci dobbiamo adeguare?” – Almeno questo è quello che ho percepito io.

    Se così fosse non lo posso proprio concepire!

    La rivoluzione, le macchine e le barche bruciate, come dice lei, sarebbero necessarie, se solo volessimo rialzare la testa… Lei ormai la sua vita l’hai vissuta e capisco perfettamente se vuole riposarsi e rimanere in disparte, ma io e molti altri non lo faremo. Si può reagire e assumersi le responsabilità, rimanere attaccati ad ascoltare le chiacchiere o stare a guardare e godersi il successo degli altri, io so dove collocarmi al di là del vento!!

    Cordiali saluti, sempre con cortesia
    Martina.

  • Michele Rispoli

    Cara Martina
    mi perdonerai la confidenza, alla mia età è tutto consentito.
    Il mio pensiero non è cambiato né cambierà. Sono sempre più convinto, a mio modo di vedere, che amministrativamente il sindaco Vigorelli ha commesso e sta commettendo errori.
    Appoggiavo l’idea di Franco ed ero entusiasta in Giosuè capolista.
    Ancora oggi ritengo, che dopo l’aspettativa forzata del Sindaco, Giosuè condurrà
    l’Amministrazione in modo perfetto sposando legalità e giustizia.
    Il Sindaco ha paura di amministrare un paese come Ponza. Si munisce di pareri negativi esterni per non fare e addossare la responsabilità ad altri.
    Fino ad oggi abbiamo scritto, urlato, criticato senza risultati.
    Anzi, mi sbaglio, i risultati ci sono: le ordinanze di sgombero e i muri di chiusura delle strade. Durante il fascismo c’erano le garitte non i muri.
    Vincenzo dice che ormai l’80% dei ponzesi sono contro l’Amministrazione? Bene. Scendiamo tutti in Piazza. Vedrai che non cambierà niente perché la presunzione e l’arroganza saranno sempre affacciate alla balconata del Comune.
    Un caro saluto.
    Michele Rispoli

  • Martina Carannante

    Mi fa molto piacere la sua risposta e sicuramente mi chiarisce qualche perplessità. Certo l’ardore dei vent’anni mi porta a tentare di “spaccare il mondo”, di tornare a Ponza per queste vacanze e fare una “rivoluzione”, forse accadrà qualcosa o forse no, sicuramente, anzi, sarà l’ennesima delusione per me, come per molti.
    Quando lei dice: non cambierà niente…. Cosa intende?
    – o meglio – perché crede che anche se tutti scendessero in piazza non cambierebbe nulla nell’Amministrazione?
    1) Perché i ponzesi non sono uniti e non scenderanno mai in piazza?
    2) Perché abbiamo paura?
    3) Perché l’Amministrazione al di là di tutto rimarrà ancorata sulle sue decisioni (almeno che non venga “spodestata”)?

    Lei sicuramente ha più esperienza di me e conosce i nostri compaesani molto meglio, perciò le rivolgo queste domande, per cercare di capire se si può (e come) invertire questa situazione di stallo tendente al declino.

    Sempre cordialmente,
    Martina

  • polina ambrosino

    Ponza non è il paese delle manifestazioni sincere, non è mai stata paese di rivoluzioni e l’unico rivoluzionario che c’è stato, Luigi Verneau, fu mandato a morte senza che nessun compaesano alzasse un grido. Ponza non è mai stata paese unito e mai lo sarà: ma esistono, poi, i paesi uniti?? avrei molti dubbi in proposito. Cosa ci salverà allora? Se l’attuale crisi, di tutti i settori, porterà la gente a guardare la realtà non dal piedistallo su cui è stata finora credendo che Ponza fosse il paese delle cuccagna, ma dalla posizione di chi cade col sedere per terra e si fa male e capisce che la realtà è quella di doversi rialzare, ma non per tornare sul piedistallo, ma prima per raccogliere i cocci di ciò che ha distrutto, per poi buttarli via e infine, pietra su pietra, ricostruire. Ci vorrà molto tempo. Non credo ai miracoli alla Berlusconi “fra tre mesi sarà tutto ok”… ci vorranno anni, intanto perchè le generazioni che hanno portato a tutto questo continueranno a credere che loro hanno fatto tutto bene e che sono stati gli ultimi arrivati a rovinargli la festa. Le nuove generazioni, che nella “cacca” ci sono nate, loro malgrado, e che cercano di galleggiarci sopra, fanno una fatica enorme a concepire cosa sia un mondo dove la cacca non c’è. Quindi, purtroppo, la situazione non è difficile, è drammatica. Ma la storia insegna che nulla dura in eterno, ed eventi che noi non possiamo nè prevedere nè programmare, probabilmente daranno la scossa al tutto e faranno sì che la situazione riparta. Noi, quelli del 2013, sfortunati abitanti di questi anni, se vogliamo davvero dare una mano alla Storia, possiamo cominciare a darci una regolata, ad essere chiari con noi stessi e con gli altri, a non nasconderci dietro paraventi ma ad esporci con chiarezza se abbiamo qualcosa da dire e anche ad alzare la voce se non ci vogliono ascoltare. Di certo non si potrà poi cadere dal pero perchè non glielo avevamo detto.

  • sciarra monia

    Caro Michele, sono rimasta particolarmente colpita da questa tua affermazione:
    “Ancora oggi ritengo, che dopo l’aspettativa forzata del Sindaco, Giosuè condurrà l’Amministrazione in modo perfetto sposando legalità e giustizia.”.
    Mi potresti spiegare a cosa ti riferisci xchè io leggendo colgo l’aspettativa di un fatto certo e non come un ipotesi, poiché penso che il dubbio non sia sorto solo a me, potresti chiarirlo?
    Grazie monia sciarra

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