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Ci sono nodi… e nodi…

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di Gabriella Nardacci

 

Dopo la pausa domenicale, mio padre mi riaccompagnava nell’istituto dove studiavo, il lunedì mattina presto.
Usciva da casa prima di me, per mettere in moto la macchina così che potesse “riscaldarsi un po” diceva lui. Io scendevo di corsa le scale di casa masticando l’ultimo pezzo di pane e miele della colazione e solo quando mi ero accomodata per bene nel sedile accanto a lui, allora alzava il pedale dalla frizione e premeva l’acceleratore.
Usciti dal paese accendeva l’autoradio regolandolo bene sulla stazione da lui preferita.

Il giornale radio era lungo ed io, attenta inizialmente, mi rifugiavo poi, nei sogni di giovane adolescente qual’ero.
Seguiva al giornale radio il servizio meteorologico dell’Aeronautica. A questo punto, ritornava la mia attenzione.
Lo speaker aveva una voce calma e inconfondibile (saprei riconoscerla ancora adesso). Informava circa le condizioni dei nostri mari con tanto di velocità dei venti che a volte erano solo brezze che increspavano le acque del mare solleticando appena il fondo delle imbarcazioni ed altre volte erano venti freddi e a raffiche violente che alzavano l’acqua in onde paurose capaci di spingere in alto anche le navi.
Mi sembra di sentire ancora… “…Mar Adriatico vento forza…mar Tirreno vento forza…e poi lo Ionio e il mar Ligure…”

C’era in quelle informazioni, un certo “non so che” di affascinante che calamitava mio padre verso quelle notizie così diverse e particolari rispetto alle altre.
Una sola volta gli chiesi il perché di quell’interesse verso una trasmissione simile che non gli era affatto utile visto che non era un marinaio, ma non ottenni che un sorriso debole come risposta e capii che non era il caso di fargli più quella domanda.

Quella trasmissione, spesso, accompagnava uno stato di sonnolenza da cui mi svegliavo non appena arrivavo a destinazione. Mi son sempre chiesta cosa mio padre pensava quando ascoltava quell’avviso ai naviganti con l’informazione riguardante i nodi come unità di misura di velocità. Pensai che forse era solo una questione di uomini… o di motori, magari.

Certamente conosceva i nodi stradali e quelli ferroviari dal momento che ha lavorato in diverse città. Conosceva i nodi degli alberi per tutte le volte che aveva a che fare con loro… conosceva e sapeva fare il nodo alla cravatta.

Mi torna spesso alla memoria (e non perché abbia fatto un nodo al fazzoletto) questo ricordo di mio padre di cui sopra e ciò mi ha fatto pensare a questo modo di acconciare una corda.

Certamente l’arte dei nodi risale a tempi antichissimi. In Perù fu ritrovato il “quipu”che utilizzava fili con i nodi come sistema di scrittura e anche in età preistorica alcuni utensili erano raccolti con fibre intrecciate. Il nodo era inteso anche come strumento del demonio e gli si attribuì un potere di legare lo spirito alla terra.
E un nodo “curiosamente intricato […] simile alla gassa d’amante” fu scoperto tra il cordame della barca solare di Cheope durante un’escavazione tra le rovine dell’Antico Egitto.

Di certo è il mare che ha dato più importanza ai nodi sia come strumento di velocità che come utilità. Un bravo marinaio deve saper fare velocemente e alla perfezione un nodo perché un nodo fatto male può comportare pericolo. Su un versante diverso, altrettanta importanza hanno i nodi nella pratica dell’alpinismo

Anche la corda deve essere adeguata perché un nodo riesca bene e adatto allo scopo che s’intende raggiungere.

I nodi sono diversi: ‘nodi di arresto’ che sono quelli che si fanno all’estremità della corda; ‘nodi di giunzione’ rappresentati dalla legatura di due cime e che si possono sciogliere facilmente; ‘nodi ad occhio’ o ‘gasse’ che somigliano a delle asole e che non vanno a stringersi come i ‘nodi scorsoi’; ‘nodi di avvolgimento’ che si fanno sull’oggetto e possono scorrere o stringere; e infine le ‘imbracature’ e i ‘paranchi’ le prime utili per recuperare oggetti o altro mentre i secondi possono ridurre lo sforzo utilizzando carrucole.
Quanti nodi!

Nodi di vincoli morali e nodi coniugali… Nodini da mangiare.

Nodi da sciogliere e fili da riannodare… Nodi da stringere e per  accalappiare

E le mani nodose di contadini e uomini di mare.

E il nodo in gola, il nodo ombelicale e il nodo di un legame da celare…

Nodi da pettinare… Nodi per ricordare…

 

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