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Categorie in evoluzione. (1). All’indice del PIL, preferiamo il FIL

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di Sandro Russo

 

– Questa è la volta che me ne vado in Buthan! – mi ha accolto il mio dentista ad una delle ultime sedute.
Mi sono messo comodo e ho atteso che continuasse, perché sono abituato alle sue fantasiose elucubrazioni sui temi più vari…
– Per esempio… Tu lo sai cos’è il FIL?
– Il FIL… INTERDENTAL? – ho azzardato
– Naaa..! Adesso ti dico… Hai un po’ di tempo?
– Tutto il tempo che vuoi… Non è per questo che vengo qui?

Così ha cominciato a raccontarmi tutto per fil e per segno, lasciandomi – per vari motivi – ‘a bocca aperta’.
Poi tornato a casa ho organizzato tutte le sue informazioni in un insieme – spero – organico e interessante.

 

Tutti conosciamo il PIL – se ne fa un gran parlare, come per lo spread – ma per essere più preciso riporto la definizione che ne dà Wikipedia:

“Il Prodotto Interno Lordo (PIL, in inglese Gross Domestic Product o GDP) è il valore totale dei beni e servizi prodotti in un Paese da parte di operatori economici residenti e non residenti nel corso di un anno, e destinati al consumo dell’acquirente finale, agli investimenti privati e pubblici, alle esportazioni nette (esportazioni totali meno importazioni totali). Non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi di beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi”.

C’è però un altro indice, di cui si parla molto di meno, ed è il FIL (Felicità Interna Lorda, in inglese GNHGross National Happiness), un concetto semiserio ma dotato di una sua inoppugnabile logica, che al PIL si contrappone.

L’avvio del processo di superamento del PIL come indice di benessere sociale, nasce nel Bhutan, una nazione tra le montagne dell’Himalaya, schiacciato in alto (nella mappa) tra l’India e la Cina, di cui pochi avevano sentito parlare prima che nel 1993 Bertolucci ci girasse il suo film ‘Il piccolo Buddha’.

La posizione geografica del Buthan

Il piccolo Stato per primo, nel 1972, ha sostituito il PIL con il GNH (in italiano FIL). Ebbene, il Buthan, una nazione con un PIL trascurabile, è secondo un sondaggio, la nazione più felice del continente asiatico e l’ottava del mondo.
Da questo inizio, il problema è stato guardato con una maggior attenzione in tutto il mondo

Il sistema adottato per misurare la Felicità Interna Lorda non si limita – come il PIL – al livello di reddito (e di consumo) di una nazione, ma introduce una serie di parametri che affiancano i dati del PIL, arricchendolo.

Nel Buthan i quattro pilastri di base per la misurazione della felicità del popolo sono:
1.  l’esistenza di uno sviluppo economico equo e sostenibile, che include l’istruzione, i servizi sociali e le infrastrutture, in modo che ogni cittadino possa godere degli stessi benefici di partenza;
2.  la conservazione ambientale, particolarmente importante nel Bhutan dove solo l’8% del territorio è utilizzabile per l’agricoltura;
3.  la cultura, intesa come una serie di valori che servono a promuovere il progresso della società;
4.  e infine il pilastro su cui si fondano tutti gli altri, il buon governo.

Aspetti come il livello d’istruzione, l’accesso all’acqua potabile, la sanità gratuita, la percentuale di persone che usufruiscono del sistema fognario, l’aspettativa di vita, la qualità dell’ambiente, il tasso di criminalità, diventano indicatori di benessere sociale.

A partire dagli anni ’90, la misurazione del benessere degli Stati, realizzata dalle Nazioni Unite, integra i dati relativi al Prodotto Interno Lordo con i nuovi dati sulla Felicità Interna Lorda ricavati attraverso indicatori che fanno coincidere il concetto di felicità essenzialmente con la soddisfazione di bisogni sociali. Gli indicatori di felicità individuati dai ricercatori legati al programma per lo sviluppo umano dell’ONU originariamente sono quattro: aspettativa di vita, livello di scolarizzazione, sanità ed istruzione pubblica, rispetto dei diritti umani.

A livello europeo la suggestione esercitata dal concetto di Felicità Interna Lorda ha ispirato il Presidente francese Sarkozy a creare, nel febbraio 2008, una commissione sulla misurazione delle prestazioni economiche e del progresso sociale, composta da una ventina di esperti mondiali e coordinata da Joseph Stiglitz, Amartya Sen – entrambi premi Nobel – e Jean-Paul Fitoussi, illustre economista francese. Il rapporto della Commissione ha messo in evidenza la maggior importanza della misura del benessere della popolazione rispetto a quella della produzione economica.

Anche il Premier inglese Cameron ha messo in programma la necessità di “pesare” oggettivamente la life satisfaction, in aggiunta ai tradizionali indicatori di benessere di una nazione.

Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, massima autorità del Buddhismo tibetano

Il Dalai Lama, a proposito della Felicità Interna Lorda, ha dichiarato: «Come buddhista, sono convinto che il fine della nostra vita è quello di superare la sofferenza e di raggiungere la felicità. Per felicità però non intendo solamente il piacere effimero che deriva esclusivamente dai piaceri materiali. Penso ad una felicità duratura che si raggiunge da una completa trasformazione della mente e che può essere ottenuta coltivando la compassione, la pazienza e la saggezza. Allo stesso tempo, a livello nazionale e mondiale abbiamo bisogno di un sistema economico che ci aiuti a perseguire la vera felicità. Il fine dello sviluppo economico dovrebbe essere quello di facilitare e di non ostacolare il raggiungimento della felicità ».

Per venire al nostro paese e all’attualità, nel luglio-settembre 2012 Rai tre ha dedicato 10 puntate al FIL, trattando i temi seguenti: ‘Ambiente’, ‘Sanità’, ‘La casa’, ‘La scuola’, ‘Il lavoro’, ‘Relazioni sociali’, ‘Servizi pubblici’, ‘Sicurezza’, ‘La politica’, ‘Benessere individuale’.


Che i soldi non diano la felicità l’abbiamo sempre saputo: per esperienza diretta e da molti detti di sapienza popolare; con varie sfumature…

“I soldi non fanno la felicità! …e figurammece ‘a miseria! (citazione attribuita a  Woody Allen, ma che immagino meglio in bocca a Massimo Troisi).
E da sempre siamo alla ricerca di misuratori attendibili del benessere, ma per dirla con  l’economista americano premio Nobel 2001 Joseph Stiglitz «se non misuri la cosa giusta, non fai la cosa giusta»…

Seguendo questa stessa linea ideale, gli ultimi studi di economia sociale rivisitano la stessa definizione di FIL trasformandola in BIL, Benessere Interno Lordo, proposto come superamento del PIL, espressione ormai obsoleta e che soprattutto rappresenta un preciso modello di sviluppo oggi entrato definitivamente in crisi. Una rivoluzione cominciata nel piccolissimo Buthan.

Come nella favola di Andersen (I vestiti nuovi dell’imperatore – NdA) è il bambino – il più innocente o il meno strutturato – in grado di vedere meglio e di gridare:  Il re è nudo!

 

 

Ringraziamento. 

Sono grato per l’ispirazione al mio amico dentista-creativo Gianni Frisardi che – come valore aggiunto ad un’inappuntabile prestazione professionale – mi parla con entusiasmo e competenza di argomenti mai banali, attuali, di grande stimolo…

 

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