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Il nuovo ‘Scuolabus’ per Ponza

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di Piero Vigorelli

 

Stasera arriva a Ponza il nuovo ‘Scuolabus’. 
Unisco due foto del mezzo al porto di Formia, in attesa dell’imbarco.
E’ stato acquistato dal Comune dopo un regolare bando di gara e finanziato con uno stanziamento erogato un paio di anni fa dalla Provincia, che le precedenti amministrazioni avevano lasciato dormire in qualche cassetto.

 

 

 

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6 commenti per Il nuovo ‘Scuolabus’ per Ponza

  • Leonardo Pietroniro

    Sindaco, Sindaco, Sindaco!!!! MA CHE PENSA, CHE SIAMO TUTTI CON L’ANELLO AL NASO A PONZA????

    La determina fatta dal Suo Ufficio “Trasporti” così recita:

    1) i fondi sono stati assegnati dalla Regione Lazio alla Provincia nel 2010;

    2) la richiesta è stata fatta dall’Amministrazione Porzio in data 26/05/2011;

    3) la Provincia in data 23/06/2011 ha impegnato la somma per il Comune;

    4) in data 02/04/2012 il Commissario ha provveduto a espletare la gara.

    QUINDI….. QUALI SONO I SUOI MERITI??

    La campagna elettorale è finita… non si prenda meriti che non Le appartengono.

    I suoi “meriti” dal Suo insediamento ad oggi sono:
    – soppressione delle corse navi e aliscafo;
    – Un’isola senza carburanti;
    – Rifiuti ingombranti e speciali depositati in località Monte Pagliaro, con grave inquinamento ambientale;
    – Ordinanza di chiusura di tutte le coste dell’Isola;
    – Ordinanze a raffica per sgombero abitazioni;
    – Ordinanze a raffica di chiusura esercizi commerciali;
    – Blocco totale sull’isola dell’edilizia privata, con l’esclusione di “qualche” licenza rilasciata a “forestieri”;
    – Chiusura dei cantieri navali, con grave disagio dei pescatori e diportisti;
    – P.U.A. (confusione totale) meglio non parlarne!!!!!

    E’ FORSE QUESTO LO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE DELL’ISOLA??

    Le consiglio di cambiare rotta.
    Leonardo Pietroniro

  • Piero Vigorelli

    Cari amici,

    di norma non rispondo a Leonardo Pietroniro. È un simpatico mariuolo che parla prima di pensare e abbaia alla luna. Ma un conto sono le divertenti fesserie che dice e sulla quali spesso ci ridiamo su insieme, altro sono le accuse e gli insulti.

    La sua ricostruzione sull’acquisto dello scuolabus, per spiegare che non è farina del sacco dell’attuale amministrazione, si ferma alla gara bandita dal Commissario il 2 aprile 2012. Peccato che fosse una gara sbagliata, che rischiava di far perdere a Ponza il finanziamento del bus: mancava infatti la specifica richiesta di un bus “ecologico” e i soldi erano finalizzati proprio a quello.

    Quando ce ne siamo accorti, la gara è stata annullata il 1° ottobre ed è stata aperta una nuova procedura stavolta corretta. Il 19 dicembre si è così finalmente chiusa una vicenda che durava da due anni, con la determina per l’acquisto del bus ecologico e con qualche soldino in più per farlo attrezzare anche per il trasporto degli scolari disabili. Il merito è quindi di chi ha concluso l’impresa.

    Leo, sei quindi pregato di non ragliare più sullo scuolabus. Se aspettavamo gli amministratori di ieri, ancora stavamo aspettando il suo arrivo. Invece adesso c’è. Avresti potuto dire: finalmente il sindaco, fra le tante cose cattive, ha fatto una cosa buona. Ma la tua rabbia di perdente di successo non te l’ha consentito. Stai attento al fegato!

    Ma soprattutto, caro Leo, sei pregato di ricordarti sempre tutto quel che è successo nel passato. Anche di quello che ti ha visto protagonista come amministratore.

    Con la tua aria di Torquemada, elencando alcuni fatti ti domandi borioso: caro sindaco, è forse questo lo sviluppo economico e sociale dell’isola? Ti rispondo.

    – soppressione corse e aliscafi. Non mi pare che sia il primo anno che succede negli ultimi diciamo 20 anni. Il compianto geometra Tricoli un paio di mesi fa mi ha fatto vedere il testo di una protesta contro le corse soppresse dalla Caremar che avevo scritto io a penna nel lontano 1994, su sua sollecitazione, diventata poi un comunicato ufficiale del Comune. Lui lo aveva conservato, io me l’ero dimenticato. Sono anni che Ponza soffre per i collegamenti a singhiozzo, ma il sindaco, oggi come ieri, può solo fare casino, battere pugni e piedi, bussare alle porte e anche sbatterle il faccia ai responsabili di questo. Credo che tutti i sindaci l’abbiano fatto. Anch’io. Sul sito del Comune c’è tutta la documentazione.

    – carburanti che scarseggiano. Ricordo le molte volte che a luglio e in agosto mi mettevo paziente in coda al distributore di Nunzio con una tanica da 20 litri per rifocillare il gommone. Non davo la colpa di ciò al Comune, o a Nunzio o al Padreterno. Né credo che lo abbia fatto tu, anche perchè avresti dovuto accusare te stesso come amministratore e il tuo sindaco. Potresti però rispondermi: allora il sindaco ordinava alla Snap di fare corse straordinarie per portare carburante, cosa che Vigorelli non fa! È vero, è verissimo. Ho trovato una fattura di 246.000 euro che Snip-Snap chiede al Comune di pagare perchè il sindaco che mi ha preceduto ha fatto quello che mi chiede Leo. Solo che l’ex sindaco lo ha fatto con sue letterine a Guido “a Perchia”, in assenza di una posta di bilancio prevista per simili emergenze, in assenza di una delibera di Giunta, in assenza di un impegno finanziario, in assenza di un contratto fra Comune e Snip-Snap. Non è così che si amministra la cosa pubblica. O forse tu, Leo, pensi di sì? Io non faccio e non farò come mi pare: io rispetto le leggi e le norme di contabilità, non firmo falsi in bilancio o distrazione di somme, non do soldi a chi non ha un rapporto contrattuale con il Comune. O forse tu, Leo, mi chiedi di compiere questi reati? Sbagli indirizzo.

    – rifiuti ingombranti e speciali al monte Pagliaro. Non credo che li abbia ha buttati il sindaco, ma dei ponzesi cafoni. Lo sai che a giugno il Comune ha impegnato 19.000 euro per far portare via dalla De Vizia la montagna di rifiuti che era accatastata lassù? Lo sai che il contratto fatto dal mio precedessore con la De Vizia non contempla la raccolta di questi rifiuti speciali? Lo sai che quel contratto prevede 1.300.000 euro alla De Vizia, mentre il comune incassa dalla Tarsu meno di un milione? Ti rendi conto che chi ha fatto quel contratto è un genio (del male)? E comunque, dopo aver speso quei soldi a giugno, visto che l’area era sgombra, qualche cafone ha pensato di riempirla di nuovo. Spero che tu non sia stato fra questi. Così abbiamo fatto un bando di gara, una ditta ha vinto, non si è ancora presentata, abbiamo fatto il secondo sollecito e se non arriverà, si passerà alla ditta arrivata seconda. Ma qui, caro Leo, invece di fare la predica al sindaco “forestiero”, tu che sei stato amministratore, vedi di farla a qualche tuo amico maleducato ponzese.

    – inquinamento ambientale a Monte Pagliaro. L’area è sequestrata per inquinamento, da una parte e l’altra della strada panoramica. Sei proprio sicuro che sia colpa dell’attuale sindaco? Per caso, non ti punge vaghezza che sia colpa di un altro sindaco? Magari di uno che conosci molto bene?

    – ordinanza di chiusura delle coste. Mi pare che la prima ordinanza in questo senso sia stata firmata dal mio predecessore nel 2010., con l’assistenza dell’ineffabile assessore Franco Schiano. Francamente non ho memoria di tue vibranti proteste tre anni fa. Ti era andata via la voce? Ti è tornata solo adesso che ho reiterato l’ordinanza del mio predecessore? E ti confermo che la reitererò anche quest’anno, magari un po’ più blanda in alcune situazioni dove riuscirò a far diventare “rosa” alcune aree “rosse”. Purtroppo anche qui, con il PAI, le colpe ricadono su chi mi ha preceduto e che ben poco ha fatto per evitare che l’isola fosse imprigionata. E se anche quelli come te avessero allora, nel 2010, iniziato a battagliare e ad agire per limitare i danni e segare le sbarre del PAI, oggi saremmo in una condizione migliore. Invece sei stato zitto. Tu e molti altri che oggi ululano. Tre anni fa hai magari detto “chissenefrega del PAI, tanto lavoriamo lo stesso come abbiamo sempre fatto a Ponza”. Con questo andazzo del passato, sappiamo come sono andati a finire e come finiranno alcuni amministratori del passato.

    – sgombero di alcune case. Se una volta tanto avessi dato ascolto al nostro comune amico Bixio, sapresti che provvedimenti come quello sugli Scotti Alti è poca cosa. Ma ti rendi conto di quello che dici? Lassù è crollata mezza grotta, sopra la grotta c’è la strada comunale e ci sono delle case. Quando ti frana la terra sotto i piedi, tu che fai? Resti lì a fare l’eroe? Come il gorilla King Kong ti batti i pugni sul petto e proclami al mondo la tua forza superiore? Guarda che la decisione di sgombero l’ho presa dopo notti insonni. E non me ne pento. Ma contemporaneamente ho chiamato geologi e ingegneri della Regione, che sono arrivati dopo 24 ore, per farmi dire se la mia decisione è stata esagerata, troppo mite o giusta. Quando avrò la loro risposta ufficiale, modificherò o annullerò l’ordinanza. Io penso che con la vita umana non si scherza.

    – chiusura di esercizi commerciali. Solo di quelli totalmente illegali. Capisco che sei compare di merenda di Mauro Turco e Antonio Balzano. Ma non è colpa mia se lo Sporting Frontone è un mostro di illegalità, come aveva già accertato il Commissario e anche timidamente l’ex sindaco Porzio, che avevano firmato ordini di chiusura e di demolizione, non rispettati o non eseguite. Né è colpa mia se l’ex sindaco Balzano ha realizzato una struttura alberghiera in totale evasione fiscale e delle relative autorizzazioni di legge. Lo stesso vale per Il Cantiere ai Guarini E aggiungo sommessamente: è quasi finito l’inverno e mi sarei aspettato che chi è stato pizzicato nelle sue illegalità avesse lavorato per rimuoverle, per rimettersi in regola, per poter ritornare a lavorare con le carte in regola quest’estate. Quelli che ho citato non l’hanno fatto. Da impuniti. Ringrazio invece chi lo ha fatto, come Enzo Auletta al Frontone, come i ragazzi che sono andati a Formia a fare i corsi da bagnino per poter esercitare legalmente l’attività di noleggio di attrezzature da spiaggia, come chi ha lavorato per aggiustare sentieri scoscesi e pericolosi. Queste sono le persone che hanno la mia più profonda stima e riconoscenza.

    – chiusura dei cantieri. Mi pare sia un provvedimento preso dalla magistratura ai tempi del Commissario. Mi pare che la Regione Lazio abbia attivato la procedura di decadenza delle concessioni, perchè ne è titolare, quando io ero sindaco. Mi pare che ci siano problemi di inquinamento ambientale, di costruzioni con l’eternit e altro. Mi pare che i cantieri stiano lavorando per rimuovere questi problemi. E comunque so che lunedì 4 marzo alle ore 11 io sarò in Regione, con tutte le autorità interessate, proprio per discutere insieme il futuro dei cantieri di Ponza. Io sono perchè lavorino in pace, ma solo se rispettano le leggi. E so anche che, quando si farà il porto turistico a Cala dell’Acqua, il sindaco e gli stessi cantieri saranno ben felici di trasferirsi in quell’area, anche per garantire al porto una attività non solo estiva. E così a Santa Maria ritornerà a esistere una spiaggia, così come ritornerà ad esserlo a Sant’Antonio e a Giancos con il nuovo PUA. Sì, certo, anche Chiaia di Luna e Cala Feola. E aggiungo, anche Cala Cecata.

    – blocco dell’edilizia privata, tranne che ai “forestieri”. Questa è una pura mascalzonata, che non merita commenti ma disprezzo.

    Mi fermo qui. La prossima volta, caro Leo, non ti risponderò. Ma ti conferno che prenderò sempre un caffè al bar con te.

    Piero Vigorelli

  • arturogallia

    Il modo con cui il Sindaco, rappresentante di un’istituzione dello Stato, si rivolge ai suoi concittadini è raccapricciante. Ovviamente, si riconosce lo stile dei personaggi politici a cui si ispira, ma comportarsi in questo modo in una piccola (per numeri) comunità, come quella ponzese, è assai vergognoso.
    Se il buon esempio deve venire dalle istituzioni, in questo caso di buono non c’è proprio nulla!
    F4

  • Silverio Lamonica

    Proprio stamane, gli organi di stampa della Provincia di Latina riferiscono che l’isola sta attraversando un periodo difficilissimo a causa del mancato approvvigionamento dei carburanti, bombole di gas e di ossigeno per i malati.
    Il fatto mi porta alla mente il tragico periodo del 1944 mese di marzo. Che coincidenza! Quando, dopo l’affondamento del Santa Lucia, Ponza restò isolata e senza viveri. La situazione, allora, era ben più grave, bisogna riconoscerlo. Ma allora quelle enormi difficoltà si superarono grazie all’intraprendenza di un vecchio lupo di mare, nonché piccolo armatore.
    Oggi non possiamo più contare sul mitico “Totonno Primo”.
    Oggi si sta tentando di superare l’ostacolo mobilitando le istituzioni, giustamente. Ma sappiamo tutti che le Istituzioni devono rispettare i ritmi della burocrazia. Ci vorrà tempo.
    Ancora una volta bisognerà sperare nell’aiuto del Santo Protettore in cui TUTTI ci riconosciamo e quanto dico TUTTI intendo anche l’armatore Onorato, tanto devoto a San Silverio che puntualmente, ogni anno alla vigilia della festa,mette a disposizione una nave per i ponzesi residenti in Toscana per festeggiare il Santo Patrono. Chissà se San Silverio, come già fece a suo tempo col nostro concittadino Antonio Feola, non ispiri Onorato, ponzese anche lui, e faccia arrivare a Ponza quei generi di necessità vitale che ho sopra elencato.

  • franco schiano

    Egregio Sindaco Vigorelli,

    sempre con molta riluttanza intervengo nelle questioni amministrative dell’isola – preferendo tacere in attesa che sia fatta piena luce sui fatti che mi hanno coinvolto.
    Ma Lei ha inopinatamente tirato in ballo il mio nome per cui sono costretto a delle precisazioni. Cercherò di farle nel modo più pacato possibile, limitando al massimo l’uso di aggettivi ed attenendomi strettamente alla questione specifica dell’ordinanza di chiusura delle coste “firmata dal mio predecessore nel 2010, con l’assistenza dell’ineffabile assessore Franco Schiano”:
    L’ordinanza del 2010 di cui Lei parla non prevedeva la chiusura totale delle coste, poichè si riuscì realmente a far diventare “rosa” alcune zone “rosse” effettuando delle operazioni di mitigazione del rischio attraverso un’ispezione delle pareti e relativo disgaggio di materiale in precario equilibrio, che consentirono l’apertura delle Cale di Frontone, Cala Fonte, Cala Acqua, Cala Feola/piscine e caletta (sia pure con transennamenti, cartelli a basso costo, ecc.), mentre purtroppo restarono completamente chiuse solo quelle di Cala Felci e Lucia Rosa ritenute irrecuperabili dai tecnici.
    La stessa operazione fu poi ripetuta nel 2011 ( non sembra sia stata fatta nel 2012) .
    Quindi, poichè l’ordinanza del 2010 e quella del 2011 non prevedevano la chiusura totale di tutte le cale di Ponza, non mi sembra esatto parlare di semplice reiterazione quando si riferisce all’ordinanza n. 64 da Lei emessa il 6 luglio 2012 .
    Infatti essa prevedeva– senza entrare nel merito della sua applicazione – a differenza di quella 2010, la totale chiusura di tutte le cale in essa elencate!

    In buona sostanza in quei due anni fu data pratica attuazione al suo proposito dichiarato per quest’anno, ovvero:” di rendere l’ordinanza un po’ più blanda in alcune situazioni dove riuscirò a far diventare rosa alcune aree rosse”. Le auguro sinceramente , nell’interesse di tutti, che riuscirà per la prossima estate a fare meglio di quanto fu fatto nel 2010 e 2011 in materia di aperta delle coste.

    Franco Schiano

  • Leonardo Pietroniro

    Ritorno a scrivere, con l’assoluta certezza che – come promesso – il ns. Sindaco non mi risponderà, e per ciò solo gliene sarò grato.

    Almeno questa – di promessa – mi auguro, vorrà rispettarla.

    Ma poi, nessuna risposta equivale a nessuna offesa allo scrivente, e non sempre il silenzio è un male, basti considerare che “La saggezza umana insegna già molto, se insegna a tacere” (Jacques Bénigne-Bossuet) e delle offese se ne riparlerà altrove.

    Però ai ponzesi voglio, devo, ricordare che è opportuno, se non necessario, essere giudici sereni ed individuare chi “alza i toni” di un dialogo, per evitare che si possa pensare che per risolvere i problemi sia sufficiente “scatenare la rissa”.
    Ponza è qui, ormai ferma e immobile osservatrice dell’ennesimo scempio e pensa come può difendere i suoi figli da un sindaco che si qualifica “forestiero” e vede nei maleducati e nei cafoni necessariamente “dei ponzesi”.
    L’invito è di andare a rileggerlo, per verificare se l’offesa è a me o a noi, per accertare se è l’ora, per noi, di “abbassare i toni” o è l’ora, anche per voi, di “alzare la guardia”.

    Mah, io non starò a ricordare che già solo arrivare a Ponza è ormai un atto di coraggio, poiché la condizione è di sicuro disagio e perché non ho voglia di fare la fine del “Grillo Parlante”, se alla violenza delle parole si dovesse passare ad altro tipo di violenza, non voglio rimanere schiacciato alla parete.

    Né starò qui a ricordar promesse.
    I ponzesi le ricordano, l’estate è vicina, manca poco alla concreta verifica.

    Tanto dovevo non al Sindaco ma agli altri lettori, il resto della storia… a fra un po’ di tempo. Adesso mi siedo, guardo scorrere il fiume… e aspetto.

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