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Pasqua è vicina

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Pasqua a Ponza (Foto di Sandro Vitiello)

di Paolo Iannuccelli

 

Noto, con sommo dispiacere, alcui personalismi negli interventi su Ponza Racconta.

Il dibattito è sempre lecito, comprensibile, talvolta molto interessante, ma non è il momento – a mio avviso – di fare polemiche.
Manca un solo mese alla Pasqua, periodo da sempre considerato l’avvio della stagione turistica. Nessuno ne parla, in un’isola a vocazione prettamente turistica.

L’argomento dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – essere all’ordine del giorno.
Quante prenotazioni sono arrivate agi esercizi alberghieri e alle agenzie di locazione? Ci saranno collegamenti ad hoc per permettere ai vacanzieri ed ai ponzesi di arrivare? Saranno costretti a bivaccare al porto di Formia?

Passiamo a parole semplici e costruttive.
E’ momento di impegnarci con tutte le forze a sapere come si prospetta il futuro. Leggendo i vostri appassionati racconti non mi sembra che le previsioni siano rosee. Troppi impedimenti fanno in modo di poter programmare, di fare promozione, di invitare donne e uomini sull’isola. Dove andranno a fare i bagni? Su quale spiaggia potranno prendere il sole? Da quale porto potranno partire? Tutte domande lecite, semplici, ma necessarie. La realtà è davvero triste, complicatada una crisi economica che fa paura, mettiamo da parte ogni trionfalismo.

Un caro amico di Ponza mi ha detto ieri al telefono: <Mi sembra di essere tornato al disastrato periodo della seconda guerra mondiale>.

Sono un pacifista convinto ma una sana guerra per capire certi movimenti in atto, per porre l’isola in condizioni di affrontare degnamente la stagione estiva va combattuta, tutti insieme.
Ribadisco, tutti insieme. Basta divisioni assurde, il periodo è davvero critico, non si può temporeggiare.
Guai a dormire o vivere sugli allori del passato. Ogni secondo è determinante.