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L’epicrisi ha decretato la morte del dibattito

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di Vincenzo Ambrosino

 

Mai titolo ad un mio articolo, scelto dalla redazione, è stato così azzeccato: EPICRISI. Il mio intento era quello di analizzare articoli cercando di dare continuità a pensieri, idee, uomini. Ma questo tentativo è stato stroncato sul nascere: questa settimana nessuno ha scritto articoli. Tutti si sono tenuti a debita distanza dal cosiddetto dibattito.
Provo in assenza di materiale di allestire comunque un racconto della settimana.

Ponza è arrivata sesta al concorso FAI. Qualcuno è rimasto deluso ma dopotutto l’importante è partecipare.

Il Sindaco al contrario ha ringraziato tutti quelli che hanno reso possibile questo bel “piazzamento” ed è pronto ad investire una parte del ricavo dei biglietti Laziomar, per investirli nella valorizzazione turistica del Faro della Guardia.

All’amico Arturo Gallia non basta questo impegno finanziario dell’amministrazione vuole di più, vuole sapere il destino dei proventi dell’IMU e penso che Lui li vorrebbe investiti per opere di interesse pubblico appunto come il recupero del Faro.

Paolo Iannuccelli ha giustamente parlato dell’importanza del Marketing Territoriale: “Questo per affermare la necessità, in vista della prossima estate, di “battere” di più il territorio, fare marketing a tutti i livelli. Non dimentichiamo, ad esempio, che Roma ed il suo hinterland contano 5 milioni di abitanti, un bacino di utenza enorme. Perché non farci conoscere diffusamente?”

Il Sindaco Vigorelli a questo proposito ci fa sapere:
“Carissimi,
in questi giorni Ponza è presente al BIT di Milano con un suo stand. Erano anni che non succedeva. Il BIT (Borsa Internazionale del Turismo) che si svolge alla Fiera di Milano, è il più grande evento di promozione turistica che si tiene in Italia.
Faccio sommessamente notare che la Regione Lazio non è presente al BIT.”

Silverio Lamonica risponde al Sindaco “Quando l’isola viene pubblicizzata è sempre un bene, ma allo stesso tempo si richiede da parte di tutti il massimo impegno per non deludere il visitatore: spiagge e coste fruibili, igiene pubblica e arredo urbano all’altezza, politica dei prezzi e servizi adeguati. Caro sindaco, cari operatori turistici e concittadini tutti “damose da fa” il tempo stringe!

 

Qualcuno distratto potrebbe chiedere:  Perché c’è qualche problema di lavoro, di fare impresa, di accoglienza a Ponza?

E questo è il problema fondamentale.

Con queste linee di collegamento possiamo fare accoglienza?
Con il 97% dell’isola interdetta possiamo fare impresa?
Rimanendo a minimo 50 metri dalla costa si può sviluppare l’unica offerta turistica quella balneare?

Comunque, come Sanremo è Sanremo, Ponza è Ponza e come tutti gli anni, fra qualche giorno i turisti telefoneranno per prenotare camere e posti barca quindi stiamo calmi!

Sì d’accordo, ma cosa dobbiamo rispondere ai turisti: le prenotazioni le cominciamo a fare dopo S. Silverio forse solo allora possiamo sapere se le Cale saranno aperte o chiuse e se noi possiamo allestire in emergenza la nostra attività?

Non voglio tediarvi amici, ma a Ponza si respira una brutta aria ma qualcuno cerca ancora di fare finta che tutto va bene.

C’è forte preoccupazione tra gli operatori economici.

Un amico “cicerone” si preoccupava che per esempio “a Palmarola non si potrà passare più sotto la Grotta di Mezzogiorno e non potremo portare più a nuoto i turisti a fare le nostre indimenticabili escursioni. Ma che giro turistico potrà più essere?”

Un muratore mi ha descritto una giornata tipo: “mi sveglio, mi faccio il caffè, sveglio mia figlia, gli faccio fare colazione e la porto a scuola. Perdo un po’ di tempo al bar, poi vado a casa e cerco di inventarmi qualche lavoretto. Alle 13  vado a prendere mia figlia. Si mangia e poi vado a fare una “pennichella”. Scendo in macchina vado a comprare qualcosa che mi ordina mia moglie, poi salgo, guardo la televisione. Si cena e vado a dormire, non prendo sonno: il pensiero è sempre lo stesso, il lavoro che non c’è. Mi giro e mi rigiro nel letto. Mi butto giù dal letto e spero che venga presto l’alba.”

Un’amica mi ha confessato che lei e il marito stanno pensando seriamente di lasciare l’isola e andare a lavorare all’estero. Mi ha raccontato della sua amarezza nel non sentirsi più tutelata nella sua isola. Ha investito tempo e denaro per mettere su un’attività di buon livello ma ora sembra che tutto quel lavoro e quella professionalità investita siano tutti da buttare.

Potrei continuare a raccontare dell’isola reale, non di quella che vogliamo far finta che esiste, ma sembra che i miei discorsi diano fastidio…
Si è venuto a determinare un clima politico-sociale veramente pesante.

Lo dico poeticamente per non disturbare:

In un silenzio assordante

isolati spari di mortaretti,

tu non capisci che cosa si festeggia

intorno a te foglie morte.

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