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0046-046 h-22 i-35 v1-22 veduta-2 Prateria di Posidonia oceanica

Addio Aldo

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Se n’è andato Aldo Mazzella, l’eroico marinaio del ‘Diario di una missione’ che ci ha fatto rivivere, proprio su queste pagine, la sua avventura di guerra.

Alla figlia Irene, alla nipote Martina e a tutta la famiglia, le condoglianze della Redazione e degli amici di Ponza racconta

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8 commenti per Addio Aldo

  • Giovanni Conte

    Porgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia anche a nome dell’associazione musicale “Isola di Ponza”.

  • Pasquale

    La vita ci riserva gioie e dolori: una semplice foto può produrre una grande gioia, un’altra può indurre alla tristezza e alla mestizia. Bisogna, comunque, andare avanti pur nel ricordo dei nostri cari. – Vi sono vicino, affettuosamente – Pasquale

  • Franco De Luca

    A Martina Carannante

    A te, guerriera
    di giovanili battaglie
    per essere orgogliosi di sé,
    del proprio operato,
    incondizionato e puro,
    tendo la mano solidale.
    La vita ha un costo
    di dolore,
    quest’oggi ti presenta una rata.
    Non ti batterà,
    lo so,
    perché al tuo Aldo
    hai già dato un ricordo
    che supera la materia.
    Lo hai dato anche a noi
    che ora ci dogliamo con te.
    Tuo nonno ti ha visto
    bambina,
    ti lascia oggi
    forte donna del domani.
    Affrontalo
    come sai fare.
    La mia mano,
    per quel che vale,
    ti è accanto.

    (Francesco De Luca)

  • Lino Pagano

    La strada che porta al silenzio

    Dalla Piazza si snoda la strada che porta al silenzio, la fai, ti fermi e poi riprendi, gli affanni della vita li dai in quella salita, lunga e ripida; passa tra case colorate, appena biancheggiate, su in cima c’è sempre una torre che ricorda un evento lontano… una ragazza spigolava e vide una nave in mezzo al mare, ora quel mare è calmo e sicuro, riprendi fiato e riavvii la marcia. Eccoti tra muri a secco e il mare, la stradina che porta al faro è stretta e lastricata, pochi cancelli con tanti fiori colorati, molto belli, pendono dai suoi muri; vai avanti piano e sei di fronte al cancello con la chiesetta che ti accoglie con la sua porta aperta, e chi si è addormentato nel silenzio riposa nei muri che la circonda, ti fai il segno della croce entrando, prendi la stradina che porta giù per le vie del vento e del silenzio, cappelle chiuse che per l’occorrenza dei defunti si riaprono, come quando d’estate riaprono le case sull’isola, crisantemi e lumini lungo i viottoli e il cammino, qua e là qualche tomba dimenticata o per distrazione o per lontananza, ma un’anima buona ha poggiato un fiore e un’altra un lumino, per non farlo sentire solo nel buio del cammino.
    Scendi e ancora scendi sempre senza far rumore e parlando sottovoce, per non disturbare chi sta dormendo, e in quel silenzio riposano un figlio, un padre, una sposa; quella strada è flagellata dal vento di levante, la salsedine ricopre tutto lasciando un velo di sale a ricoprire quel silenzio fatto di scale.

    UN SALUTO CARO ALLA TUA FAMIGLIA CON LE MIE SENTITE CONDOGLIANZE

  • Giovanni Conte di Silvano

    Il mio primo incontro con Aldo avvenne ventiquattro anni fa, all’altezza della stradina che conduceva al suo magazzino. Io giovane e inesperto elettricista della S.E.P., lui fiero della sua esperienza nel campo dell’elettricità. Si era alle prese con un guasto sulla linea a media tensione di Frontone, e non se ne riusciva a venire a capo. Lui con tanta semplicità, ma nello stesso tempo con fierezza ci disse: un guasto del genere se non vi procurate un tester (strumento di misura usato dagli elettricisti) che misura i mega-ohm, non lo troverete mai.
    Tra lo sbigottimento generale ci rendemmo conto che Aldo ci aveva dato la dritta giusta. Ciao Aldo ricorderò sempre con piacere quell’incontro.

  • Giuseppe Mazzella

    La scomparsa di Aldo Mazzella è una perdita grave non solo per la moglie, i figli e i nipoti, ma per tutta l’isola. Aldo, infatti, è una delle ultime persone rappresentative di una Ponza genuina, legata alle tradizioni, laboriosa e umile.
    Era coetaneo e cugino di mio padre. Ricordo, da bambino, le sue visite alla nostra casa di Le Forna, della quale si occupò anche dell’impianto idraulico.
    Piccolo di statura, magro e tutto nervi, occhi vivissimi e penetranti, era mite nei modi e quando parlava, e lo faceva sempre sotto voce, ponderando ogni parola. Anche nel lavoro quotidiano affrontava ogni scelta con grande attenzione e prima di adottarla ne faceva uno schizzo su un pezzo di carta.
    La meccanica, la scienza in genere erano la sua passione. Quelle stessa vocazione che, pur senza studi specifici, gli aveva permesso di ideare una macchina da guerra subacquea nei terribili mesi della seconda guerra mondiale. Altre cose le abbiamo conosciute attraverso il diario che la nipote Martina ha voluto far conoscere sul nostro sito.
    La stessa ponderazione, e insieme lo stesso entusiasmo, manifestò in un pomeriggio domenicale d’inverno di circa quindici anni fa, in cui io e mio fratello Silverio, gli facemmo visita. Tra le tante cose che ci raccontò, rimasi affascinato dalle storie di come i nostri progenitori, provenienti da Ischia, ‘riscoprissero’ l’isola e la bonificassero della vegetazione spontanea, per permettere le nuove colture. E di come lui, ormai ottantenne, rivivesse quelle scene con infantile felicità, come quella della scoperta inaspettata, sotto la fitta coltre degli alberi, della Grotta del Serpente.
    Una felicità e un entusiasmo che ha saputo trasmettere alla nipote Martina alla quale chiediamo, non solo per onorare il nonno, ma per farli conoscere a tutti noi, quei “racconti” che nel corso degli anni lei ha ascoltato incantata al ritorno da scuola e che conserva nella sua memoria come preziose testimonianze della Ponza di una volta.

  • Martina Carannante

    Ognuno a suo modo ha voluto ricordare mio nonno con affetto e rispetto… Ringrazio la redazione e tutti gli amici di Ponza racconta, per il sostegno in questo momento molto difficile. Le vostre parole hanno portato sollievo a me e tutta la mia famiglia… Come hanno detto Giuseppe e Franco, continuerò a raccontare di lui e di Ponza perchè sono sicura che mio nonno ne sarebbe felice…
    Martina e famiglia

  • FERMINA

    VI SONO VICINA IN QUESTI MOMENTI. NON CI SONO PAROLE… DIO FARA’ IN MODO CHE IL VUOTO LASCIATO DAL NONNO SARA’UN DOLCE RICORDO, DANDOVI NUOVE FORZE NEI MOMENTI TRISTI… BENE AVETE FATTO ACCUDENDOLO CON AMORE, PAZIENZA, TENACIA, SIATE SERENI… CON AFFETTO
    Fermina

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