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Spigolature da “Incontri culturali”. Raniero da Ponza (1)

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di Francesco De Luca (Franco)

 

Nella tormentata vita della Chiesa romana nel periodo medievale, una pagina interamente sua l’ha scritta, con coraggio e sapienza, Gioacchino da Fiore.

Egli non godette di simpatia presso il Vaticano agli inizi del suo percorso monacale, e non lo gode tuttora se la sua causa di beatificazione langue .

Ebbene Gioacchino da Fiore, dopo le prime isolate esperienze di spirito  irrequieto, andò a Casamari a studiare.

Qui incontrò Raniero da Ponza. I due si intesero tanto che nel 1183 decisero di vivere un autonomo percorso religioso, lontano dal chiuso del monastero e dalla regola cistercense.

Lasciarono Casamari e si diedero a peregrinare nelle terre del sud Italia, alla ricerca di una dimensione religiosa a contatto con la realtà umana, dove regnavano la povertà, la sudditanza alle leggi dei signori, l’ossequio ai dettami delle autorità ecclesiastiche.

Questo periodo di ricerca interiore e di ricerca del divino è stata trascritta da un loro confratello: Luca Cusano. Che li seguì fino a che egli stesso non fu nominato Priore.

La lontananza di Gioacchino e di Raniero era tenuta sotto osservazione dall’Ordine Cistercese che nel 1192 inviò loro una lettera in cui intimava di ritornare nell’Ordine entro un anno, pena la dichiarazione di “fuggitivi”. La qual cosa provocava l’uscita definitiva con demerito dall Ordine.

Allo scadere della data fissata Gioacchino non rientrò perché andava elaborando una sua  “Regola” monastica.

Raniero non rientrò, ma la solidarietà con Gioacchino rappresentò per lui una scuola sia sotto l’aspetto dottrinale sia sotto quello umano se, due anni più tardi  (1198 ), fu chiamato dal papa Innocenzo III e inviato in Spagna come  “legato pontificio”.

Il Papa (di estrazione cistercense anche lui), che lo investì di un incarico delicato, lo aveva conosciuto nel monastero di Fossanova, dove studiarono entrambi. Ne aveva conosciuto la sapienza e l’umiltà. L’incarico che gli affidò dimostrava la stima di cui godeva.

 

Raniero, che portava l’indicazione de Pontio, attesta due fatti:

A   –   la provenienza da Ponza, allora indicata  negli atti col nome Pontio. Una provenienza fisica, perché, sebbene nell’isola fosse operante un monastero  (a Santa Maria), esso non aveva la dignità di abbazia e, di conseguenza, non poteva segnare un legame onorifico;

B   –   la sua origine  non certo popolare, perché la scelta degli studi dottrinali non era permesso ad un figlio del popolo.

 Particolare del “San Bernardo consegna la Regola agli Umiliati”, di Simone di Filippo Benvenuti, detto Simone dei Crocifissi, 1330-1399); dato che Bernardo morì nel 1153, mentre la Regola fu consegnata circa nel 1200, si può ritenere che il personaggio rappresentato sia Raniero da Ponza (estr. da Wikipedia)

 

[Raniero da Ponza (1) – Continua]

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