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Ma il problema di Ponza è solo il P.U.A.?

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di Giovanni Conte di Silvano

 

 

Ma il problema di Ponza è solo il P.U.A.? …tanto enfatizzato, tanto acclamato, tanto chiacchierato, da chi ne è parte in causa, da chi non capisce oppure fa finta di non capire la differenza tra interesse o conflitto di interesse, da chi si sente colpito nell’interesse e spara a zero offendendo anche con parole dure, chi esprime la propria opinione e chi non c’entra niente?

Io, come tanti, non credo che il P.U.A. sia l’unico problema di Ponza.

Mi voglio collegare alla “Letterina” di Martina (qui [2]), dove si legge “è come uccidere corpi già morti”. Bene, anzi male perchè non ha tutti i torti.
Anzi, a vedere tutti i problemi del quotidiano vivere a Ponza, ha proprio ragione.

Chiacchiere chiacchiere e chiacchiere, proposte nessuna.

I collegamenti con l’Italia sono a dir poco nulli, si parte alle 05:30 di mattina e si torna la sera alle 21:00 se si torna.

Mi chiedo: ma l’aliscafo non può partire da Formia nel pomeriggio, venire a Ponza e poi andare a Ventotene, da lì il mattino seguente ripartire per Formia? Un sacrificio a ciascuno non fa male a nessuno!

Credo che con un po’ di buona volontà da parte di tutti, sopratutto senza litigare e accusare nessuno si potrebbe fare.

“Volere è potere”, per citare di nuovo Martina.

 

Il servizio scuolabus all’improvviso ha smesso di funzionare. Mi spiego meglio: fino alle vacanze natalizie,lo scuolabus ha portato i bambini fino alla scuola media della Cavatella; alla ripresa delle lezioni, senza motivi apparenti, il servizio è stato arbitrariamente sospeso. I bambini vengono lasciati in mezzo alla strada, e per arrivare a scuola devono percorrere una scala molto pericolosa.

Le motivazioni di tutto ciò sono diverse. A sentire chi gestisce il servizio scuolabus la strada non è transitabile, e gli autisti non si assumono la responsabilità di passare per quella strada; a sentire gli Amministratori, è solo una ripicca per una questione di chilometri (penso per la sovvenzione), anche se mi sono sentito rispondere: ‘Beh effettivamente la strada è in zona P.A.I.
Allora mi chiedo: ma la strada è chiusa o è aperta?
Se è aperta perchè l’autobus non porta i bambini a scuola? E se è chiusa che sia chiusa per tutti.
La risposta, per citare un noto conduttore  televisivo, non la so.

Due gocce d’acqua e l’illuminazione pubblica si spegne. Chiami al Comune e l’incaricato ti dice: ‘Provvederemo’. Quando non si sa.
Possibile che non si riesca a trovare qualcuno che faccia una adeguata manutenzione? Il servizio è stato appaltato, ma chi deve controllare che esso funzioni!?

L’acqua, in attesa del dissalatore per Le Forna – se ne parla da anni – ultimamente è diventata un miraggio.
La colpa è sempre dei comandanti delle navi cisterna che con la scusa del mare mosso non vogliono attraccare a cala Inferno o a Cala dell’Acqua; questa è la versione del servizio idrico.
Comprare delle pompe reversibili per mandare l’acqua dal centro verso Le Forna non costa poi tanto, visto quanto paghiamo l’acqua.

Non parliamo dei rifiuti accatastati nell’area del bruciatore e nelle vicinanze. È  inaudito ed intollerabile vedere quello schifo.
Anche qui paghiamo salato; mettere dei contenitori dove sistemare i rifiuti ingombranti, per poi portarli via, non è una impresa titanica.
Non so se il Comune ha un servizio proprio di raccolta dei rifiuti ingombranti;  se ce l’ha non funziona per niente bene.

Non parliamo poi dell’annosa questione dello spostamento della centrale elettrica. Non vorrei darmi la zappa sui piedi, visto che sono un dipendente S.E.P., ma da un po’ di tempo a questa parte non se ne parla più. Gli isolani vivono nella paura di rimanere “senza luce”, anche se il servizio è garantito in maniera impeccabile dalla S.E.P., grazie all’impegno di tutti (operai e dirigenza) pur nella precarietà della situazione.

Non parliamo poi del poliambulatorio; nonostante i passi avanti fatti a livello di attrezzature, esso funziona a singhiozzo, le prestazioni specialistiche sono quasi nulle, non per colpa dei dottori, ma per colpa di un sistema che non funziona, che non tiene conto delle esigenze dell’isola, e a quanto mi risulta nessuno se ne interessa.

Questo non è piangersi addosso, come qualcuno penserà, ma è un’analisi molto sommaria della situazione della nostra isola fatta da una persona qualunque, uno che viene chiamato quando manca la luce; non un professore e neppure un dottore, ma un semplice perito elettrotecnico. Una persona come tanti che vive il disagio quotidiano nella nostra isola.

Quello che ho scritto non vuole essere e non è un attacco ai nostri Amministratori, ma solo uno sprone affinché facciano diventare il vivere quotidiano a Ponza sopratutto nel periodo invernale meno difficoltoso.

Ad altri che hanno più potere dico: meno chiacchiere e più fatti concreti…