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Irreversibilità: nuova possibilità

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di Francesco De Luca (Franco)

La mia carrellata di analisi sulle istituzioni ponzesi con l’intento di evidenziarne lo stato di irreversibilità da ciò che erano trenta anni fa ha acclarato che la comunità sta assumendo, ed è progressiva l’evoluzione, una fisionomia tutta nuova.

Sbaglia chi volesse trovare nel mio discorso disperate nostalgie per il passato, così come corpo per ciniche indifferenze.
E’ sullo stato attuale che bisogna operare. La qual cosa implica anzitutto la presa di coscienza iniziale. Poi gli intenti da realizzare.

Orbene mi appare chiaro che la comunità isolana ha imboccato la strada del “villaggio turistico”. Quante volte questa espressione l’abbiamo evocata come il danno peggiore. Ebbene è qui, a due passi.

Lo stesso sentimentalismo ossessivo verso il passato – Ponza racconta ne è testimone – dichiara psicanaliticamente che i ricordi sovrabbondano le intenzioni, che la nostalgia soverchia il proposito.
Il fronte di coloro che ululano alla luna è di gran lunga più numeroso di chi si impegna affinché il destino abbia una paternità.

Responsabilità perché a questo stato si sia giunti ce ne sono. In maniera difforme. Ma veramente sono convinto che nessuno possa ritenersi esente da colpe.
Ed è questo convincimento che mi tiene lontano da divisioni che all’interno della nostra collettività, ancora e ad ogni pie’ sospinto, sbocciano.

Non vedo altra positività che nel metterci insieme, nell’ascoltare attento le opinioni, nel rispettare i convincimenti. Le decisioni scaturiranno da questo esercizio di democrazia.

Il futuro prossimo non dà segnali confortanti per la comunità isolana, ma occorre aver fiducia nella proficuità di ciò in cui si crede.

Sono nato in un’isola la cui identità culturale è stata la mia ricchezza. E, nel corso dell’esistenza, altri ho incontrato ricchi del mio stesso patrimonio.

Auspico di costituire  insieme una “banca” di intenzioni che salvaguardi, per quanto si possa, il nostro tesoro. Che si chiamano ‘Ponza’ e ‘i ponzesi’.

 

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