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Nelle mani del mio Erode, di Lino Catello Pagano

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di Rita Bosso

Il nostro amico e collaboratore Lino Catello Pagano ha dato alle stampe il suo primo libro: Nelle mani del mio Erode, di cui è possibile leggere un’anteprima in .pdf cliccando a questo linkAnteprima_nelle mani_del_mio_erode [2]

Con sincerità e coraggio Lino ripercorre le tappe più significative della sua esistenza, senza trascurare momenti difficili, talvolta drammatici.

I lettori di Ponza racconta hanno conosciuto Lino attraverso i suoi numerosi racconti e le foto: un bel bambino biondo, vivacissimo, in prima fila sia quando c’è da fare uno scherzo a Gennarino-Cialì che nell’organizzazione del fucarazzo del Venerdì Santo; ma altri episodi, per nulla sereni e spensierati, emergono dalla memoria, e chiedono di essere rivissuti e raccontati, senza sfumature né autocensure; il linguaggio è diretto, crudo, per nulla edulcorato, e già la scelta del titolo è abbastanza significativa.
Lino ricorda senza vittimismo perché sa di non rappresentare un caso isolato; solo pochi decenni fa i tetti a volta di molte case erano coperchi – ricorro alla felice immagine evocata da Pasquale Scarpati in uno dei suoi ultimi scritti – che, se sollevati, avrebbero lasciato vedere anche padri ubriachi che scatenavano la loro furia cieca su figli inermi.
Il libro è stato scritto di getto, non ha la perfezione formale derivante da riletture ed editing; Lino lo definisce “romanzo”, ma forse andrebbe letto come documento, come preziosa testimonianza di  un passato non troppo remoto.

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La Redazione si associa alle parole di Rita con le sue proprie congratulazioni all’Autore