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Ponza: luoghi, nomi, significato

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 di Francesco del Luca (Franco)

 

L’origine e il significato dei nomi dei luoghi di Ponza.

Zannone, Calacaparra, a Madonna, Capevosco, a Uardia: sono nomi che indicano luoghi. Non sono nomi a caso: hanno origine e significato.

Questo l’argomento dell’incontro culturale  che si terrà giorno 2 febbraio, sabato, nella sala del Museo (via Roma), alle ore 17,00 e, in replica, alle ore 21,30.
Con Francesco De Luca.

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5 commenti per Ponza: luoghi, nomi, significato

  • arturogallia

    Come tutti gli altri incontri culturali passati pubblicizzati sul sito e su facebook, anche questo sembra molto interessante.
    Ci sarebbe, però, la possibilità di registrare audio (podcast) o video degli incontri? Oppure avere una sorta di “riassunto”? Sarebbe bello poterne fruire anche da lontano. Questo, in particolare, sulla toponomastica dell’isola mi interessa molto e mi piacerebbe condividere alcune considerazioni che mi sono passate per la testa insieme a voi.

    A presto!

  • vincenzo

    Arturo, ho notato navigando su internet che hai fatto degli studi approfonditi sul porto di Ponza; ma anche degli studi per la valorizzazione dei beni culturali delle isole minori. E’ vero o ho preso una svista, ma se è vero perchè non ce ne parli?

  • Martina Carannante

    Arturo che piacere rivederti qui!! Potresti scappare un fine settimana da noi, anche perché quest’ incontro è proprio del tuo campo… 🙂 mi impegno personalmente a pubblicare un resoconto e spero che interverrai con ottime considerazioni. Bacioni, a presto
    P.s. Qui potresti pubblicare l’intervento che hai fatto alla conferenza tenutasi all’universitá, sarà un grande piacere!!!!
    Martina

  • arturogallia

    Come Martina sa, mi occupo di Ponza (e altre isole) nelle mie ricerche universitarie. A dire il vero, in genere parlo di cose che i ponzesi sanno e che proprio dai ponzesi io ho imparato. Tuttavia sì, sarebbe interessante uno “scambio” di vedute storiche, non solo toponomastiche.

    A presto!

  • arturogallia

    Se posso, vorrei approfittare di questo spazio per fare un paio di domande in anticipo a Francesco De Luca e a chi interverrà all’incontro di sabato (e magari invio una mail alla redazione di Ponza Racconta affinché possa girare le domande al destinatario).

    1. in alcune carte del XVI e XVII secolo si trovano alcuni toponimi della costa di Ponza, tra cui la “guardia di fuori” e la “guardia grande”, la “parata”, “cala del forno”, l’isola delle “Gabbie”, “Gravie”, “Gavia”, “Gavie”. Da cosa possono derivare questi toponimi? (eccezion fatta per le due guardie, ben comprensibili).

    2. incrociando alcuni dati su indagini, relazioni e documenti sull’invio delle famiglie nel settecento risulta che laddove una famiglia si insediava lì veniva dato il suo nome (Guarini, Scotti, Conti, etc) eccezion fatta per i Mazzella a Santa Maria perché esisteva già un toponimo forte, dovuto al monastero. Tuttavia, nelle carte gegrafiche questi nomi compaiono solo dopo l’unità d’Italia e non prima. Perché? E da quando c’è memoria del loro utilizzo?

    Infine, una piccola nota di colore, che magari molti sanno ma che a me fa sempre ridere: in quelle carte del XVI e XVII secc di cui parlavo sopra, l’Arcipelago, oltre a Palmarola, Ponza, Gavi, Zannone, gli scogli de La Botte, Ventotene e Santo Stefano, è composto da un’altra isola, detta a volte Santa Maria o San Martino. La confusione era data dal fatto che, come accadeva allora, molte carte erano disegnate per conoscenza indiretta, da incisori o disegnatori che non erano mai stati nei luoghi che rappresentavano. La conoscenza tramandata per secoli di un monastero o di una chiesa su un’isola non ben identificata (San Martino a Zannone e Santa Maria a Ponza), creò questo errore che fu risolto molto tardi.

    A presto!

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