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“Io sono nessuno”, un libro di Wainer Molteni

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segnalato da Silverio Lamonica

 

Verso la fine di novembre 2012, l’amico Alessandro Vitiello mi inviò, tramite facebook, un invito a partecipare alla presentazione del libro di Wainer Molteni “Io sono nessuno – storia di un clochard alla riscossa”  edito da Baldini & Castoldi nello scorso anno. La presentazione era fissata nella prima settimana di dicembre u.s. a Cesano Maderno – Ristorante “Il Fauno”. Lo ringraziai e gli comunicai che – data la lontananza da Ponza – mi era assai difficile partecipare, tuttavia gli comunicai che avrei acquistato il volume segnalatomi. Fatto sta che l’amico Alessandro me lo ha inviato in omaggio, con tanto di dedica dell’Autore! Perciò ringrazio di cuore entrambi.

L’argomento trattato da Molteni non è nuovo in letteratura né nella cinematografia, basta dare un’occhiata a internet per rendersene conto. Ma il saggio autobiografico proposto ha una sua originalità, perché ci  svela il mondo vissuto dai “barboni” dall’interno ( un conto è narrare un fatto accaduto in cui non siamo stati coinvolti, altra cosa è raccontare la medesima esperienza da protagonisti), ma soprattutto perché ci viene svelata la volontà di riscatto che tanti concittadini – finiti, loro malgrado, nella miseria totale – hanno e l’incredibile ostilità delle istituzioni (non proprio tutte) a facilitare il reinserimento nella vita produttiva di questi nostri fratelli tanto sfortunati. Ed è ciò che è capitato, purtroppo, a Wainer. Una volta fallita l’azienda in cui lavorava, Wainer finisce letteralmente sul lastrico. Ma quando si accorge che la situazione sua e dei compagni rischia di peggiorare ulteriormente, perché la cieca burocrazia dal ricovero dove si trovavano, li vuole sbattere sul selciato, allora si mobilita, coinvolgendo i compagni, la stampa, i centri sociali… e ottiene in tal modo dei risultati quasi insperati. Così, tra alti e bassi, riesce – alla fine – a organizzare strutture produttive come l’agriturismo di Serravalle Pistoiese e  realtà similari a Zeme Lomellina e in varie località del nord Italia, in cui tanti altri clochard trovano un’occupazione dignitosa e vengono quindi reinseriti, a pieno titolo, nel ciclo produttivo!

Dicevamo che l’argomento “clochard” è ampiamente trattato, purtroppo questo tema è di estrema attualità e l’autore lo esplicita a chiare lettere nell’opera: “I barboni, adesso, sono anziani con la pensione minima che riescono a pagare a mala pena l’affitto, sono padri separati che versano il novanta per cento dello stipendio in alimenti, sono ex dirigenti di un’azienda che ha chiuso i battenti, sono i giovani laureati che un lavoro non l’hanno mai avuto, sono le donne che hanno subito violenze… sono stranieri che hanno abbandonato la loro terra e la loro famiglia per garantirle un futuro felice…” (pag. 200). Sono questi i cittadini che la politica dovrebbe maggiormente salvaguardare, ai sensi dell’articolo 3 della nostra Costituzione, riportata all’inizio di quest’opera.

Un’opera interessante, di estrema attualità, la cui lettura si consiglia a tutti e, in primo luogo, a coloro che aspirano ad amministrare la cosa pubblica.

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