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Agli Amministratori del Comune di Ponza

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lettera aperta di Vincenzo Ambrosino

 

A: Sindaco Vigorelli P. L.–  Vice Sindaco Coppa G. – Assessore Coppa S. – Assessore Grassucci R. – Ambrosino F. – Sandolo M. – De Martino S. – Feola G. – Ferraiuolo F. – Balzano A.

 

Cari amici,

l’amministrazione Vigorelli ha vinto le elezioni perché una parte della popolazione ha creduto nella possibilità di cambiamento. Ha creduto che il giornalista conosciuto a livello nazionale potesse far recuperare quell’isolamento politico per risolvere gradualmente problemi vecchi e nuovi.

L’Amministrazione ha il dovere di “traghettare” il vecchio nel nuovo  e nel contempo realizzare le infrastrutture per creare nuova offerta turistica, per incentivare l’occupazione, migliorare la qualità della vita per tutti i ponzesi.

Ad oggi l’unica offerta turistica è quella nautica-balneare, per cui tutto il periplo dell’isola è stato occupato. Le maggiori concentrazioni di queste attività sono situate nella rada del porto di Ponza e a Cala Feola.

Ai ponzesi vengono imposti limiti e provvedimenti statali, europei, regionali, che creano solo difficoltà nella sopravvivenza quotidiana perché a questi provvedimenti non segue una politica di serio governo delle isole con progetti finalizzati e finanziati per sostenere la residenza e la compatibilità ambientale.

Pensate al PAI, piano di assetto idrogeologico, che limita la fruizione dell’isola per il 97% della nostra costa.

 

Ma che significa questo? Come può un’Amministrazione comunale dare servizi, rispettare diritti, imporre doveri ai propri cittadini in queste condizioni? Dovrebbe impegnare il tempo passando da una conferenza di servizi ad un’altra per trovare soluzioni alle tante emergenze per poi creare i presupposti per una nuova fase di investimenti pubblici per l’isola.

Purtroppo, cari Amministratori, io non solo non vedo questo, ma noto una vostra freddezza istituzionale, dimenticando che diversi di voi stavano l’anno scorso da quest’altra parte al mio fianco a chiedere all’amministrazione Porzio: trasparenza, confronto, concertazione.

Un’Amministrazione che sta dalla parte dei propri cittadini li difende in pubblico in ogni occasione, li giustifica e li incoraggia a resistere nel continuare a vivere sull’isola. Propone e programma soluzioni sapendo che:

  • le possibilità economiche si sono di gran lunga ridotte;
  •  il momento di crisi economica limiterà le possibilità di andare in vacanza, per cui ci sarà un’ulteriore contrazione dei flussi turistici;
  • questa crisi a Ponza ha aggredito l’economia reale bloccando interi settori  produttivi come l’edilizia e la pesca;
  • il periodo produttivo legato al turismo è sempre più limitato;
  • non ci sono bacchette magiche per creare dall’oggi al domani la “destagionalizzazione” della nostra offerta turistica;
  • le infrastrutture di nuovi porti, o i campi boe, non sono di facile esecuzione in mancanza anche di pareri idonei e soprattutto di denaro pubblico.

 

Un’Amministrazione sapendo tutto questo non aggrava l’esistente ma lo consolida, lo protegge e nel frattempo costruisce con pazienza e nel tempo le possibilità per il cambiamento.

Il PUA in discussione è uno strumento di programmazione economico turistica sulle aree demaniali, aree di gran lunga limitate; l’unica certezza economico-turistica, l’unica area capace di resistere alla crisi economica, alle ZPS, ai SIC e al PAI, distribuendo reddito per i ponzesi è senza dubbio il porto di Ponza.

L’Amministratore consapevole di tutto questo dovrebbe porsi queste semplici  domande e darsi le relative risposte per arrivare serenamente a fare delle scelte:

1.       Spostare gli specchi acquei di S. Antonio, per fare che cosa? La balneazione in area portuale? Il risanamento della spiaggia? Ma quali saranno i tempi per ottenere tutto questo?

2.       Spostare “in prima fase” le attività di S. Antonio, da una zona protetta ad una zona non sicura, non mette a rischio la vita di persone e cose? Chi si prende queste responsabilità?

3.       Con questo provvedimento non penso di generare una discriminazione tra gli operatori di S. Antonio con quelli di altre zone all’interno dell’ambito portuale

4.       Ma mi rendo conto che oltre al noleggio c’è a S. Antonio l’ormeggio natanti e che i proprietari affittano appartamenti solo se trovano un punto ormeggio sicuro e custodito?

5.       Quando approverò il Piano Regolatore Portuale che è l’unico strumento che mi fa costruire le scogliere? Con quali soldi costruirò le scogliere (infrastruttura indispensabile), per rendere sicura la rada portuale e il conseguente ormeggio?

6.       Ma se comunque ci vorrà tempo e denaro per costruire il tutto, per rendere sicure e balneabili le spiagge nell’area portuale, perché non penso di far coincidere lo spostamento di tutte le concessioni all’indomani della costruzione delle scogliere?

7.       Ma non mi viene il dubbio che eliminando le imbarcazioni all’ancora nella rada del porto, che la sera frequentano negozi e ristoranti dell’isola, riduco ulteriormente le possibilità di incassi dei  ponzesi in un periodo di progressiva recessione economica?

8.       Ma quando – se realmente saremo mai in grado – faremo i campi boe?

9.       Senza un regolamento comunale che tuteli l’economia dei residenti, non mi viene il dubbio che potremo essere colonizzati da finanziatori esterni?

10.   Ma mi rendo conto che i campi boe funzionano nelle zone protette, per cui tale offerta è l’anticamera della protezione ambientale integrale?

11.   Mi rendo conto che questo PUA così pensato, che crea discriminazione, indebolisce l’economia reale, programma strutture che hanno tempi e finanziamenti incerti,  fa pendere la bilancia solo dalla parte dei rischi?

12.   Non mi viene il dubbio che questo PUA così come è stato pensato creerà solo ulteriori contenziosi, altre tensioni, ulteriore caduta dell’immagine dell’isola e crollo degli incassi totali?

 

Cari Amministratori, siete all’inizio di un percorso di governo, mi rendo conto che per ottenere dei risultati a volte bisogna “buttare il cuore oltre l’ostacolo”, ma credetemi qualsiasi progetto, anche il più meritevole, per avere successo deve essere condiviso. Alla base della democrazia c’è il compromesso che si raggiunge con pazienza, ascoltando le ragioni di tutti. I tempi sono cambiati per tutti e questa crisi ha insegnato che da soli non si va da nessuna parte.

 

 

 

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7 commenti per Agli Amministratori del Comune di Ponza

  • Giovanni Conte

    Cari Amministratori,
    le critiche più giuste sono quelle che non vengono da chi ha interessi da tutelare.
    Chi ha interessi da salvaguardare a S. Antonio, dovrebbe astenersi dal criticare quella parte del PUA, oppure dirlo apertamente: io cerco di salvare il mio.
    Se questo non fa, sappiate che i Ponzesi sanno distinguere le chiacchiere dal coraggio

  • vincenzo

    Io ho i miei dubbi Giovanni che questo commento inutile lo abbia scritto tu, perchè ti ritengo un uomo moderato e attento. Io sarei in conflitto di interessi addirittura da non poter esprimere delle domande a degli amministratori? Vedi amico mio che hai firmato questa stupidaggine, io scrivo su questo sito da diverso tempo, posso arrogarmi il diritto di dire che il dibattito l’ho stimolato io. I miei scritti sono articolati, possono non essere condivisi ma sicuramente hanno un ascolto. Sai quando si verifica un conflitto d’interesse? Si verifica un conflitto di interessi quando viene affidata un’alta responsabilità decisionale ad un soggetto che abbia interessi personali o professionali in conflitto con l’imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno, visti i propri interessi in causa. Caro amico, altri hanno conflitto d’interessi, non io. Io parlo di PUA e lo spiego ai cittadini, io parlo di scuola, come di trasporti, come di sviluppo economico. Vedi al contrario, lascia parlare gli Amministratori a cui ho rivolto delle domande, e lascia dire a loro che il sottoscritto non può parlare su questa questione. Poi ti prego non ti arrogare il diritto di parlare in nome dei cittadini, i quali a te possono telefonare se manca la luce, a me chiedono altro, e molto spesso chiedono proprio di stimolare il confronto tra l’Amministrazione e i cittadini.

  • Giovanni Conte di Silvano

    Caro Vincenzo,
    sono Giovanni Conte di Silvano, quello che lavora alla centrale elettrica, non sono io quello che ha scritto il commento del 18|01|2013. Io mi astengo da commentare articoli sulla politica, anche se non è la prima volta che qualcuno usa il mio nome per commentare a sproposito i tuoi articoli. Spero di riuscire a risolvere questo problema al più presto, anche con l’aiuto della redazione di Ponza racconta.

  • Silverio Vitiello

    Amministratori cari, sappiate distinguere i quacquaracquà dai cittadini che vogliono costruire.
    Chi parla troppo ha poco in testa. Chi parla per il suo interesse non si cura d’altro.

  • vincenzo

    Giovanni Conte di Silvano, hai fatto bene a precisare, ma io avevo capito da subito. Ora è uscito fuori questo Silverio Vitiello, stesso messaggio, stessa persona; vuole solidarizzare con gli Amministratori che stanno secondo lui facendo scelte importanti. Ma per chi e perchè utilizzare false generalità? Caro mister X, io amo il confronto aperto e libero, perché non ci provi anche tu a mostrare la tua faccia e le tue idee? Pensa che questo confronto io lo cerco addirittura con gli Amministratori i quali hanno il POTERE di decidere il destino di famiglie e economie. Spero che non ignorino le mie ragioni, e se avrai pazienza vedrai che fra qualche giorno, queste mie ragioni che secondo te sono private, diventeranno molto pubbliche e di grande attualità.

  • polina ambrosino

    I sangh’ìretunne e i munacielli di facebook, qui usano chiamarsi Giovanni Conte e Silverio Vitiello… aspettiamo un silverio mazzella o giuseppe che dir si voglia! Niente dura cent’anni… quando verranno fuori, perchè verranno fuori, questa sottospecie di cavalieri mascherati, spero che si faccia un bel festone in piazza! SE PENSATE DAVVERO CIO’ CHE DITE, DITELO!! AVRETE IL RISPETTO DI TUTTI, COSI SIETE PARI AL NULLA, ANCHE SE LEGGESTE IL VANGELO!

  • Michele Ungaro

    Carissimo Vincenzo,
    come sai sono un “innamorato” di Ponza. Da tanti anni (più di questi non posso visto che sono stato concepito da Gennarino a Mare…), e non sono quindi un Residente con interessi verso l’Isola, se non l’insensato piacere di fruirne della bellezza. Quindi sono esattamente uno di quelli verso i quali è mirato il tuo ragionamento. Uno di quelli che nonostante tutto continua a venire a Ponza. Da sempre vengo sapendo di dover fare 1000 e 1000 compromessi. Dall'”ospitalità” delle case in affitto, alla pulizia per le strade (ed anche delle spiagge), al costo dei ristoranti, l’affitto dei barchini o degli ormeggi, per non parlare dei conti che pagano quelli che hanno deciso di possedere una casa a Ponza… etc etc, rispetto ad altri luoghi di villeggiatura, molto ma molto più brutti ma meglio organizzati. E mi meraviglio con me stesso nel dover confrontare posti come Rimini, che riescono ad attrarre gente e vivere del turismo durante tutto l’anno, con quello MORDI e FUGGI che regna a PONZA.
    Ai costi che affrontiamo, cosa offre Ponza oltre allo splendido mare ? Quando venivo da piccolo capitava di fare il bagno alla Caletta e a Sant’Antonio. Ora non è più possibile, non fosse altro per il numero di barche che sono presenti. Ma non credo che restituire questi luoghi, evidentemente parte di un Porto, ai turisti, sia la soluzione a tutti i mali. Come giustamente convieni. La ricetta che si dovrebbe trovare è quella che riesca a fare in modo che le persone che vengono sull’isola, trovino il piacere di rimanerci qualche giorno in più. Fare la spesa (senza pagare le cose talvolta quasi il doppio… NOI turisti, ce ne accorgiamo… anche se ho spesso il privilegio di essere considerato un “residente”).

    Vedere, conoscere e visitare le bellezze e la storia della vostra Isola. Nessuno di quelli che vengono in traghetto o con la barca dal Circeo (con la spesa fatta ed il pieno di benzina e che lasciano a Ponza solo l’immondizia), conoscono la campagna e le passeggiate che si possono fare a Ponza. Meglio fuori stagione… allungando così il periodo in cui i forestieri vengono sull’isola. Non c’è solo il Porto, non c’è solo il mare di Ponza! Il bello è che voi Ponzesi lo sapete benissimo, e conoscete la vostra Storia. Ma il turista è una mucca da mungere, e prima si leva di torno… e meglio è.
    Se il principio dell’ospitalità rimarrà questo, l’unica industria di Ponza sarà destinata a rimanere nello stato in cui si trova. E non è detto che questo non vada bene a qualcuno. Ma se veramente fosse arrivato il momento in cui guardare ad un futuro, allora credo sarebbe utile aprire le porte ai vostri clienti… e quando le cose si dovessero muovere nel modo giusto, facendo muovere l’economia nell’isola non solo per 40 giorni l’anno, allora sarà anche più facile realizzare le infrastrutture di cui Ponza necessiterebbe, se i volumi di turismo fossero quelli auspicabili.

    A presto… comunque e nonostante tutto!

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