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Ponzesi nel Bronx

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di Paolo Iannuccelli

 

Ponzesi nel Bronx. Trovarli non è facile ma quando le indicazioni sono molto precise diventa tutto più semplice. Il nostro cammino verso la comunità di isolani più numerosa all’estero, per via di diverse fasi di emigrazione, è cominciata da Manhattan per raggiungere in metropolitana il Bronx, a Nord. Siamo arrivati a Morris Avenue, ricevuti calorosamente da Silverio Anello e dalla sua famiglia. Ci hanno fatto subito sentire a casa con tanto di dialetto ponzese, cibi tipici come specialità di pesce, zuppe con i legumi, pizza e calzoni, spaghetti, televisione satellitare sui programmi Rai.

Una Little Ponza in una zona ricca di acqua, molto verde e tranquilla, con case linde e pulite, circondate da giardini fioriti. Silverio è arrivato negli States nel 1970: “A Ponza facevo il fontaniere, speravo in un posto al Comune che non è mai arrivato. Sono partito per New York a bordo del transatlantico Raffaello, sette giorni di navigazione e lo sbarco su una terra subito ospitale. Ho lavorato come supervisor in un grattacielo del centro, ero l’idraulico di fiducia dei proprietari che mi chiamavano anche di notte per riparare il guasto. Poi mi sono trasferito a Morris Park, da qui a Morris Avenue dove abito attualmente con la mia famiglia. Sono un pensionato che frequenta molti paesani.  Ci riuniamo nel fine settimana nella sede della San Silverio Shrine per partite a carte in allegria ed in occasione delle festività religiose più importanti. Non ho mai dimenticato Ponza, ci ritorno volentieri d’estate. Sappiamo che la nostra vita è in America, i figli sono grandi ed hanno trovato un buon lavoro”. La famiglia Anello ha accompagnato me e Ketty a Dover Plains, un posto meraviglioso in collina a 70 miglia dal Bronx. Novantuno acri di terra, messi a disposizione da Ercito Mazzella, un ricco impreditore che ha voluto creare un punto d’incontro per tutta la comunità ponzese. I lavori per costruire questo luogo incantevole sono cominciati nel lontano 1962, con grande impegno di tutti.

A San Silverio Shrine si trova una bella chiesetta, una Via Crucis, un museo dedicato al Santo patrono, ristorante, tanti barbecue, impianti sportivi per nuoto, basket, volley, calcetto e calcio. La piscina è il fiore all’occhiello. Le strade sono ovviamente dedicate a Palmarola, Ponza e Zannone. In estate sono in tanti a frequentarla, si può campeggiare, divertirsi con pic-nic e serate in spensieratezza. Durante l’inverno la neve fa spesso capolino in quella zona. In un ambiente davvero caratteristico, le famiglie ponzesi festeggiano San Silverio, San Giuseppe, la Madonna della Civita, la Madonna dell’Assunta. Tornando nel Bronx, nella sede della Associazione San Silverio Shrine, abbiamo incontrato Silvia Mazzella, il cui nome di battesimo è naturalmente Silveria. Parla un dialetto impeccabile anche se non è mai stata a Ponza. – “Ho tanta paura dell’aereo ha detto –  mi accontento delle foto e dei filmati della nostra isola che mostro soddisfatta ai figli. Il nostro parlare ponzese è puro, non ha subito inflessioni”.

Abbiamo incontrato Silvia mentre nella sede del club era esposta la bara di Mary Balzano, deceduta alla veneranda età di 102 anni. Tutti in preghiera in attesa della Messa e della tumulazione. I defunti vengono tutti accompagnati allo stesso cimitero dove esiste una parte riservata alla comunità isolana. Si forma un lungo corteo di macchine con le luci accese in segno di rispetto per la persona defunta. Nel Bronx sono due le chiese che ospitano la statua di San Silverio: Santa Chiara e Madonna della Pietà. Il 20 giugno si svolge la tradizionale processione, con il santo che troneggia sulla barca portata a spalla dai fedeli. In quei frangenti, si parla una strano idioma tra ponzese, inglese ed italiano. Il corteo è aperto dalle bandiere italiana, statunitense e pontificia. Una ulteriore bandiera ‘stelle e strisce’ è portata a mano dai bambini della Prima Comunione, vestiti con abito bleu, pantaloni lunghi, e, al braccio, fascia bianca con fiocco. L’apparizione della statua sul sagrato è salutata dalla riproduzione del suono delle sirene delle navi alla fonda a Ponza, naturalmente non manca lo sparo di mortaretti.

 

Foto da precedenti articoli sullo stesso tema:

 

“Squilla il telefono” di Carmela Argiero, del 31 agosto 2011 (leggi qui)

Altre foto di Carmela Argiero “dalla Merica”, del 2 settembre 2011 (leggi qui)

 

 

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