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Distretto Turistico, più cronaca che storia

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di Giuseppe Mazzella di Rurillo

La costituzione di un ”Distretto Turistico Isolaverde”, promosso dalla Fondazione Valentino organizzatrice del Premio Internazionale Ischia di Giornalismo diretta da Benedetto Valentino,  di cui il coordinatore de “Il Golfo”, Pasquale Raicaldo, ne ha scritto con toni calorosi raccogliendo toni trionfalistici  del solito sindaco di Forio, Franco Regine “Ci abbiamo  creduto dall’ inizio la politica siederà con l’ impresa”  sia nell’ edizione di martedì 4 dicembre sia nell’ edizione del 20 novembre è molto più cronaca che storia.

E’ un accordo dal valore di “moral  suasion” tra enti locali e partenariato sociale ed economico molto lontano da un “formale” organo amministrativo previsto da una legge regionale. Perché il fatto “storico” è proprio questo: la Campania è l’ unica Regione d’ Italia a non avere una legge sull’ organizzazione turistica pur essendo il turismo materia completamente delegata dallo Stato alle Regioni.

Ho già avuto modo di scrivere – “la stecca”   di domenica 18 novembre 2012 ma anche qui su www.ischianews.com  – che non essendoci una legge regionale – il cui disegno di legge,l’ ennesimo, è in discussione al Consiglio Regionale –  “la Giunta Regionale e per essa l’ assessore delegato è la “grande banca” del finanziamento alla promozione che avviene attraverso “ bandi” ai quali possono partecipare associazioni e società di capitale con un ruolo del tutto marginale ed in qualche caso notarile dei Comuni”.

Gli “enti strumentali” della Regione – cioè gli EPT e le Aziende di Cura, Soggiorno e Turismo – sono in Campania ”commissariati” con funzionari regionali di chiara lottizzazione partitica della prima e della seconda Repubblica da almeno 30 anni e non hanno più autonomia finanziaria reale poiché non hanno fondi propri – prima avevano i proventi della tassa di soggiorno –  e dipendono TOTALMENTE dal contributo regionale per il  pagamento degli stipendi ai dipendenti che hanno lo status di dipendenti regionali e degli oneri elementari di amministrazione. Si è parlato molto spesso dell’ “inutilità” della Provincia ma non si è mai parlato abbastanza  dell’ “inutilità” e dell’ “umiliazione istituzionale” delle Aziende di Cura, Soggiorno e Turismo.

I “Sistemi Turistici Locali” sono previsti dal decreto legislativo numero 29 del 2011 detto “Codice del Turismo”:

Nell’edizione  napoletana de “La Repubblica” di venerdì 19 ottobre 2012 Giandonato Giordano ha avanzato critiche al disegno di legge regionale sul turismo perché prevede che i sistemi turistici locali siano individuati dalla Regione Campania mentre nelle altre Regioni d’Italia i sistemi turistici sono promossi dagli enti locali e possono anche essere interregionali.

Giordano nell’ intervento su  “La Repubblica” sottolineava inoltre che mentre dorme il disegno di legge l’assessorato regionale al turismo si appresta ad emanare un “bando” la cui spesa è di 160 milioni di euro per finanziare interventi nel campo del recupero, restauro e del sistema turistico locale. “Ma chi individuerà i sistemi turistici locali che si candideranno al finanziamento? – si chiedeva Giordano – rispondendo che “sicuramente l’ assessorato al turismo che in mancanza di un riferimento legislativo potrà con molta discrezionalità individuare e stabilire i criteri”.

E’ chiaro quindi che non c’è un riferimento “legislativo” ed ancora più chiaro che non c’è ancora il regolamento attuativo del decreto n.78/2000 , credo l’ ultimo decreto Tremonti , che prevedeva  fra l’ altro  i “Distretti Turistici” con annunciate e non specificate detrazioni fiscali per le imprese turistiche.

Mi pare che il “Distretto Turistico Isolaverde”, che è una associazione senza fini di lucro con un ruolo notarile e senza oneri finanziari da parte dei sei Comuni, possa essere uno dei soggetti  che intende partecipare a “bandi” regionali per la promozione poiché “l’organismo favorirà un cartellone condiviso di eventi” ma è  anche chiaro che non essendoci un “riferimento legislativo” ai “bandi” potranno partecipare anche altri soggetti  privati come è avvenuto fino ad oggi mentre continuano nella loro agonia gli “enti strumentali della Regione” cioè gli EPT e le Aziende Turismo.

Quando siamo andati a Ponza nell’ estate del 2009 Gianni Vuoso ed io abbiamo ri-scoperto una straordinaria “identità ischitana e napoletana” di Ponza e ci è parso utile “culturalmente ed antropologicamente” recuperare questo legame non solo per romanticismo ma per progettare “nuovi percorsi” del turismo. Così abbiamo proposto un “Distretto turistico-industriale delle “Isole Napoletane” da Capri a Ponza che operasse, come organismo informale tra enti locali, imprenditori e società  civile, per “integrare” l’offerta delle isole napoletane e pontine che fanno parte di due Regioni. Era proprio lo spirito del “Codice del turismo” sulla “interegionalità” dei Distretti.

E’ altrettanto evidente che ogni isola partenopea è un “distretto paradigmatico” e come tale ogni isola dovrebbe avere un unico Ente Locale e poi organismi o enti strumentali per le politiche di coesione e coordinamento  non solo in materia turistica ad evitare un “campanilismo” o un “egoismo” tra isole. Ciascuna pensa a se stessa e non c’è alcuna solidarietà.

Ma comunque anche con questa iniziativa del “distretto turistico Isolaverde”, proposto ed organizzato non da un Comune ma da un operatore culturale, emerge la necessità di una urgente unificazione amministrativa dell’isola d’Ischia nell’ ambito della “Città Metropolitana di Napoli” e di una legge regionale sul turismo che preveda una partecipazione istituzionale sia degli imprenditori sia della società civile mentre i problemi di “rilancio economico” sono ben altri e si affrontano in altro modo come stiamo facendo a Casamicciola con il Comitato Colibrì o della “goccia d’ acqua che vuole spegnere l’ incendio” per recuperare “concretamente” non solo il complesso del Pio Monte della Misericordia ma tutto il sistema termale di Casamicciola e Lacco Ameno con  il progetto “I Percorsi delle Therme”.

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