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‘A varca ‘e Bbommse

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di Silverio Lamonica

Nella prima metà del secolo scorso, quando non c’erano i pullman di Pilato né la strada  Ponza – Le Forna, c’erano alcuni barcaioli che assicuravano i collegamenti tra Ponza porto e Cala Inferno. C’era Pacchiarotto che, purtroppo, da Schettino ante litteram, finì con la barca sulla secca della Piana Bianca: ci scappò il morto, una donna, per cui il poveretto finì in carcere. leggi qui racconto di Franco Schiano. C’era Palle ’a Cannone e c’era Bbommese, il più ‘elastico’. Gli altri, una volta lasciata la banchina, molto difficilmente tornavano indietro per imbarcare eventuali ritardatari, specie se avevano superato la scogliera del porto; Bbommese no, tornava indietro anche se si fosse trovato all’altezza dello Scoglio Ravia, pur di non perdere il cliente.

Fino a qualche decennio fa si usava perciò l’espressione a varca ‘e bbommse per indicare il disservizio, l’approssimazione e l’imprecisione in genere.

Ai giorni nostri potremmo ribattezzare il catamarano SNAV con l’appellativo ’A varca ’e  Bbommese, a causa dei continui disservizi – anche se, per la verità,  Bbommse il collegamento Ponza porto – Cala Inferno e viceversa lo assicurava comunque.  Infatti, appena il mare è un po’ mosso, il catamarano sospende le corse, oppure le modifica all’insaputa della popolazione interessata. Oggi, ad esempio, appena arrivato da Formia alle ore 11 circa, è ripartito inopinatamente dopo un quarto d’ora di sosta per Ventotene: non ha dato nemmeno il tempo a qualche commerciante di ritirare il pane inviato da Formia! Per non parlare dei tanti, concittadini e non, che avevano programmato di ripartire oggi da Ponza, magari per impegni urgenti e inderogabili e si sono visti “beffati” da questa partenza repentina.

Morale della favola: disservizi del genere non fanno altro che rendere sempre meno vivibile questa isola. Auguriamoci che non ci sia un disegno preciso per chissà quali mire!

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5 commenti per ‘A varca ‘e Bbommse

  • Luigi Maria Dies

    Del mitico Bbommese so di sicuro che esiste una “scalinata” che porta il suo nome. “A scalinata e Bbommese” sono i trentuno gradini che dalla banchina, località punta bianca, ci portano in piazza Sindaco Vitiello. Bbommese era uno dei tanti che si trovavano a Ponza in soggiorno coatto ed abitava in un locale che si apriva apunto lungo questa rampa di scale.
    Di lui si dice che abbia anche composto dei versi in cui in modo molto colorito e pungente mette in piazza quelli che secondo lui erano i difetti delle ragazze da marito di Ponza
    Il titolo alla composizione è dato dalle prime due parole sempre uguali, un po’ martellanti ed un poco ossessive di tutti i ritornelli. “E Appresso Appresso”
    Iniziando da Le Forna e a seguire, i Conti, Santa Maria, e così via fino a la Parata. Per ogni rione, ad ogni ragazza è associata una carateristica quasi sempre negativa.
    dai racconti di Silverio Accidente, una vita in biglietteria SPAN, primo punto telefonico dell’isola, ho recuperato non saprei dire se tutto o comunque gran parte del testo in versione molto aderente all’originale. Mi manca un qualsiasi confronto con versioni che possano venire da altre fonti.
    Attualmente purtroppo la copia che ho conservato chissa dove non riesco a ritrovarla, ma prima o poi salterà fuori.
    Metto comunque quì di seguito i primi versi che ho bene ancora in mente.

    “E Appresso Appresso”
    Giovane bello giovane caro
    questo consiglio ti voglio dare,
    se veramente ti vuoi sposare
    una Fornese non ti pigliare
    che sempre vanno………..
    ………………………

    E appresso appresso ci sono i Conti
    Non te ne dico e non te ne conto.

    E appresso appresso…………..

    continua con Santa Maria, Giancosso, Chiaia di Luna, la Dragonara, la Piazza, il Corridore, la Parata.

    Pubblicherò per intero tutta la mia versione non appena l’avrò ritrovata.
    Se qualcuno fosse in possesso di versioni diverse o anche di frammenti, può contribuire al recupero dell’opera completa di Bbommese, pubblicando il materiale di cui è in possesso.
    ciao e a presto. Luigi Dies

  • Luigi Maria Dies

    Come vi avevo promesso, ecco i versi che ho finalmente ritrovato, dedicati ai ragazzi di ponza da parte dell’illustre ospite confinato “Bbommese”, noto soprattutto per aver dato il nome alla scalinata della Punta Bianca, inviato al soggiorno obbligato, “coatto” a Ponza per scontare non si sa quali crimini negli anni tra le due guerre.
    La lettura di questi versi, di non eccelso contenuto lirico, va fatta avendo ben presenti alcuni parametri che ci permettono di non storcere il naso di fronte alla sfrontata arroganza di emettere giudizi parziali e solo di senso negativo.
    La presunzione di giudicare e sentirsi “Verbo fatto uomo”.
    Il nostro poeta per prima cosa è un neofita di Ponza.
    In secondo luogo vive a Ponza non per sua scelta.
    Terzo elemento, sopportare un fardello quale una pena da scontare o fosse anche altro, non favorisce l’amore per il prossimo e per il mondo e nemmeno per il tuo vicino di casa.
    E poi un bel poco di ignoranza. Una qualsiasi reale o presunta vena poetica si intuisce che non ha avuto mai modo di essere alimentata.
    Infine, quella parte di verità che comunque ognuno potrebbe con neanche tanto sforzo riconoscere, non è assolutamente una realtà ponzese, bensì la realtà della fin troppo conosciuta natura umana che in qualunque parte del mondo ti trovi, ovunque ti guardi intorno, vedi fuoruscire più o meno in modo evidente dalle pieghe delle nostre ben impostate immagini di facciata.
    E questo sia di monito per chi arriva a Ponza, sbarca dalla nave e spara nel mucchio.

    Giovani miei, giovani cari,
    questo consiglio da me pigliate,
    se una ponzese ti vuoi pigliare,
    questo consiglio vi voglio dare.
    Se tu vuoi una Fornese,
    so’ tutte grasse e so’ cafone,
    e sempre vanno e sempre venno,
    e sempre in mano la zappa tenno.
    E appresso appresso vi sono i Conti,
    non ve ne dico e non ve ne conto.
    E scendo giù a Santa Maria,
    c’hanno l’invidia e la gelosia.
    E appresso appresso ci sta Giancòs,
    e hanno l’aria e la faccia tosta.
    e appresso appresso c’è Sant’Antonio,
    son tutte figlie di pescatori.
    E sali sopra, e c’è la Punta,
    son poverine e non vanno a monta.
    Sali più sopra, ci so’ i Guarini,
    e la c’è solo Mariannina,
    insieme con la sua cugina.
    E scendi giù a Chiar di Luna,
    c’hanno la faccia come la luna.
    Quando la luna è troppo chiara
    son tutte figlie di lavandara.
    E sali sopra la Dragonara
    che s’apparenta con la Parata,
    là non c’è donna da maritare,
    e sono amanti dei forestieri,
    là non ci andate giovani miei.
    Sali più sopra, ci sono i Scotti,
    che hanno il vizio a girar la notte.
    E un po’ più sotto agli Scalpellini,
    ci son le figlie di Costantino.
    (Ci sono le belle signorine)
    E scendo giù alla Punta Bianca,
    e là ingiuriéano a tutti quanti.
    Dopo viene anche la Piazza,
    e sono tutte jetteche e pazze.
    (e là ci sono discrete ragazze).
    Là dopo viene il Corridore,
    Son tutte false e traditore.
    E appresso appresso c’è la Parata,
    ci stanno quelle dell’arte leggia.
    son tutte amanti dei Forestieri.
    Là non ci andate giovani miei,
    Là non c’è donna da maritare.
    E dopo viene, giù al porto,
    hanno la faccia come la morte.
    E dopo viene anche Frontone
    e tutti i giorni vanno a Zannone
    a fare la pesca del fellone,
    e qualcheduna che c’è più bella
    va facendo rufoli e patelle.

    P.S. alla Redazione.
    Ho avuto un attimo di esitazione prima di iniziare a trascrivere, ma francamente penso che i miei compaesani non potranno far altro che ridere di questi versi. Anche voi pensateci un attimo e se non è il caso non pubblicate.

  • Sandro Russo

    Un tormentone di mia nonna Natalina

    ’A lanza ’i Bbommese
    – Ce sta ’u viente!
    – Duòrme, ’Ndune’!
    – Ce sta ’u mare!
    – Duòrme, ’Ndune’ …è maggie!
    …E fuie accussì che ’u mese ’i maggie ’u mare se pigliaie ’a lanza ’i Bbommese!

  • Luisa Guarino

    Non avevo la minima idea che fosse esistita a Ponza una persona di nome Bbòmmese (soprannome, deformazione del nome?) In casa però quando ero piccola ho sentito spesso usare da mia madre e mia nonna nei confronti di qualcuno l’espressione “capa ‘e Bòmmese” – chillo tène ‘na capa ‘e Bbòmmese -, e non mi sembrava esattamente un complimento. Qualcuno sa spiegarmene il significato?
    Penso che sarebbe bello indicare con una targa quella scalinata che ha preso il nome dal confinato (ritengo che come me, siano in molti a non saperlo). Così come sarebbe altrettanto doveroso apporre altrettante indicazioni al portone di Pascarella, via Corridoio (forse c’è già e mi è sfuggita?!) e il Canalone, che congiunge Dragonara e Chiaia di Luna con la zona degli Scotti. A mio avviso sono toponimi che rischiano di sparire. Avete presente il principio fondante del nostro sito: “Prima che il tempo cancelli le tracce…” con quel che segue? Cerchiamo di applicarlo.

  • sandro vitiello

    C’è anche la versione fornese di quanto scritto da Sandro: “Duorm’ Mariè’ ca è ‘u mese ‘i Maggie!” – disse un noto pescatore di Le Forna alla moglie che lo sollecitava ad andare a Cala Fonte a curare la barca.
    La barca, ovviamente, venne perduta.

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